Bonus riscaldamento 2026, tutte le novità in vigore da agosto

Patrizia Del Pidio

4 Agosto 2026 - 10:42

Stop ai bonus per stufe a pellet e legna dal 3 agosto 2026 con la direttiva RED III: quali incentivi e detrazioni restano attivi sul riscaldamento?

Bonus riscaldamento 2026, tutte le novità in vigore da agosto

La direttiva europea RED III, entrata in vigore a livello europeo il 20 novembre 2023, in Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo numero 5 del 9 gennaio 2026. Pur essendo entrata in vigore, nel nostro Paese, formalmente il 4 febbraio 2026, l’operatività e l’applicazione di alcune disposizioni sull’edilizia e sugli impianti termici sono scattate dal 3 agosto 2026. Le novità vanno a incidere direttamente sui bonus riscaldamenti con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione dei sistemi di climatizzazione degli edifici residenziali.

Dal 3 agosto 2026, infatti, parte lo stop a tutti i bonus previsti per stufe e biomasse. Rimangono confermati, invece, i benefici fiscali per le pompe di calore e per i sistemi ibridi factory made. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per gli incentivi sui sistemi di riscaldamento da agosto 2026.

Stop ai bonus per stufe, camini e termocamini

Dal 3 agosto si assiste allo stop di qualsiasi incentivo fiscale previsto per l’acquisto e l’installazione di stufe a pellet, stufe a legna, caminetti e termocamini. Per questi impianti di riscaldamento non è più possibile chiedere la detrazione al 50% riconosciuta dal bonus ristrutturazione o dall’Ecobonus né utilizzare agevolazioni previste da bandi regionali, provinciali e comunali.

Lo stop agli incentivi va ricercato in una motivazione ambientale: per tutelare la qualità dell’aria è necessario limitare la produzione di particolato PM10 e PM2.5 che viene generato dal passaggio dal gas combustibile alla biomassa.
Moltissime zone del territorio nazionale si trovano in regime di infrazione per il superamento dei limiti previsti dall’UE sul particolato e proprio per questo motivo i fondi pubblici (quelli riconosciuti tramite gli incentivi) non possono essere utilizzati per sostenere quei sistemi che aumentano le emissioni nocive.

L’eccezione per la biomassa

Unica eccezione allo stop è rappresentata dalla sostituzione di un impianto a biomassa esistente con uno di ultimissima generazione con livelli di efficienza maggiori e abbattimento dei fumi. In questo caso per mantenere il diritto alle agevolazioni l’impianto deve:

  • avere una certificazione a cinque stelle, ovvero la massima prevista dal decreto ministeriale 186 del 2017;
  • avere un rendimento termico elevato non inferiore all’87%;
  • prevedere emissioni minime con produzione di particolato che sia inferiore a 1 mg/Nm3.

Per avere l’incentivo sulla stufa a pellet non basta la certificazione a cinque stelle, ma è necessario che il pellet bruciato sia certificato di qualità massima (ENplus A1). Il proprietario, per dimostrare l’utilizzo di combustibile conforme alla normativa, deve conservare le fatture di acquisto dei sacchi di pellet in caso di futuri controlli fiscali.

Quali agevolazioni restano per il riscaldamento?

Il bonus riscaldamento rimane pienamente attivo per chi installa pompe di calore elettriche, sistemi ibridi factory made o sistemi solari termici. Questi sistemi di riscaldamento possono beneficiare:

  • della detrazione al 50% per l’abitazione principale (36% per le seconde case) prevista da bonus ristrutturazione ed Ecobonus;
  • dell’accesso preferenziale al Conto Termico 3.0 con rimborsi che possono arrivare fino al 65% della spesa.