Bonus Pos anche per il noleggio e l’acquisto dei terminali: a chi spettano e come funzionano

Caterina Gastaldi

21 Maggio 2022 - 16:07

condividi

Quali sono i bonus Pos nel 2022 per il noleggio e l’acquisto di terminali, chi è che può richiederli ed entro quali date? Ecco tutte le informazioni.

Bonus Pos anche per il noleggio e l'acquisto dei terminali: a chi spettano e come funzionano

Con l’entrata in vigore dell’obbligo del Pos per tutti i professionisti a partire dal 1° luglio non arrivano solo brutte notizie. Infatti esistono ben tre bonus riguardanti il Pos, di cui due dedicati all’acquisto o al noleggio di un terminale, e uno dedicato alle spese delle commissioni.

Tutti e tre i bonus sono in forma di credito d’imposta e permettono, quindi, di recuperare una parte delle spese diventando creditori verso lo Stato.

Questi bonus ideati per favorire una transizione più semplice e stimolare l’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici e per aiutare con l’acquisto di sistemi moderni che permettano a tutti i clienti di avere sempre la possibilità di utilizzare un metodo di pagamento elettronico.

Bonus Pos fino a 160 euro: a chi spetta e come funziona

Il primo bonus Pos in questione può arrivare a un massimo di 160 euro e può coprire fino al 70% delle spese quando si decide di acquistare, noleggiare o utilizzare strumenti di pagamento elettronico collegati a registratori telematici.

La possibilità di accedere a questo bonus è valida ancora per poco. Infatti il Pos è obbligatorio a partire dal 1° luglio 2021, quindi sarà possibile accedere al bonus fino al 30 giugno 2022. La finestra temporale per potervi accedere si sta quindi per terminare e, nel momento in cui sarà obbligatorio essere dotati di sistemi per permettere il pagamento elettronico ai clienti, non si potrà più usufruire di questo credito d’imposta.

Non è tutto, la percentuale del rimborso della spesa varia a seconda dell’entità dei ricavi complessi avuti nel periodo d’imposta precedente, nelle seguenti modalità:

  • se i ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente sono stati non superiori ai 200.000 euro, allora si potrà accedere alla percentuale massima di rimborso, ovvero il 70% della spesa sostenuta;
  • nel caso in cui invece si fosse soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente sono tra i 200.000 euro e 1 milione, la percentuale di rimborso possibile sarà di 40%;
  • infine, se si ricadesse nel caso in cui i ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente fossero tra 1 milione e i 5 milioni, allora il rimborso sarebbe solamente del 10%.

Questo credito d’imposta non è tassato ai fini dei redditi/Irap, mentre il suo utilizzo è al momento di sostenimento della spesa.

Credito d’imposta pagamenti elettronici fino a 320 euro: chi può ottenerlo e come fare

Il secondo bonus invece è di un massimo di 320 euro e prevede un rimborso delle spese fino ben al 100%, tuttavia questa volta è utilizzabile solo a coloro che decideranno di acquistare, noleggiare o utilizzare strumenti evoluti di pagamento elettronico che consentono anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica, di media più costosi di quelli a cui si riferisce il bonus precedente.

La finestra per la richiesta di questo credito d’imposta è più ampia, infatti rimane disponibile per tutto l’anno 2022, permettendo di scegliere di utilizzarlo anche dopo il 30 giugno di quest’anno.

Anche in questo caso la suddivisione del bonus viene fatta in base ai compensi relativi all’anno d’imposta precedente, seguendo queste regole:

  • il 100% del rimborso, per un massimo di 320 euro, spetta a coloro che hanno avuto ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente non superiori ai 200.000 euro;
  • il 70% spetta a chi ha avuto ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente superiori ai 200.000 euro, fino a 1 milione di euro;
  • infine, a poter accedere al credito d’imposta pari al 40% sono i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano tra 1 milione e i 5 milioni.

Anche in questo caso l’utilizzo del credito è relativo al momento della spesa, e il credito stesso non è tassato ai fini dei redditi/Irap.

Bonus Pos sulle commissioni

L’ultimo bonus in questione non è legato all’acquisto o l’affitto di un terminale, bensì al suo utilizzo. Infatti il terzo bonus Pos 2022 è un rimborso delle spese di commissione del Pos e, se i precedenti servono per stimolare l’acquisto di un sistema di pagamento elettronico, quindi è più concentrato sull’invogliare al suo utilizzo.

I pagamenti fatti attraverso Pos sono tracciabili più facilmente e quindi capaci di essere utilizzati con più facilità per combattere i pagamenti in nero, uno dei problemi per i commercianti riguardo a questo metodo però sta nella necessità di dover pagare delle commissioni ai fornitori del servizio, come per esempio le banche.

Le modalità di pagamento possono essere due, o ad abbonamento mensile, dove ogni mese il commerciante paga una cifra fissa per poter usufruire del servizio in questione, oppure con una commissione su ogni singolo pagamento.

Per far sì che le commissioni, che si tratti di quelle ad abbonamento o su singola transazione è indifferente, pesino meno ai commercianti, è stato introdotto questo bonus, che permette di poter accedere a un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa, con modello F24 e attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Fino al 30 giugno il credito d’imposta è del 100% delle spese sostenute sulle commissioni, mentre con lo scoccare del 1 luglio la percentuale si abbasserà, diventando il 30% delle spese.

Inoltre a poter accedere a questo bonus è anche necessario che:

  • si tratti di spese rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020;
  • i ricavi e i compensi dell’esercente che richiede il bonus, relativi all’anno d’imposta precedente, non devono essere superiori ai 400.000 euro;
  • si può richiedere solo in relazione alla cessione di beni o prestazione di servizi.

Codice tributo 6916 e compilazione modello F24

Il codice tributo 6916 si riferisce al codice da inserire nel modello F24 per ricevere il credito d’imposta relativo al bonus Pos sulle commissioni.

Il codice in questione va inserito nella sezione “erario” del modello, andando a compilare anche l’anno a cui si riferisce, e inserendo la cifra spettante nella colonna “importi a credito spettanti”.

Si dovrà poi fare il calcolo tra tutti gli importi inseriti nella colonna “importi a debito versato” (ovvero la colonna A) e tutti quelli nella colonna “importi a credito spettanti” (la B) per poter avere la cifra finale di ciò che si deve pagare nel campo erario.

Iscriviti a Money.it