Bonus casalinghe e casalinghi 2023, cos’è e quanto spetta?

Simone Micocci

7 Luglio 2023 - 12:38

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Esistono misure di sostegno per chi si occupa in maniera prevalente di casa e famiglia? Sì, anche se non si può parlare di un vero e proprio bonus per casalinghe e casalinghi.

Bonus casalinghe e casalinghi 2023, cos’è e quanto spetta?

Ogni tanto si torna a parlare - impropriamente - di bonus per casalinghe e casalinghi, ossia per chi svolge prioritariamente lavori di cura non retribuiti e derivanti da responsabilità familiari.

D’altronde prendersi cura della casa e della famiglia non è di certo meno faticoso di tante professioni, ma non essendo un lavoro non è retribuito né tanto meno gode della copertura previdenziale e assicurativa.

Per questo motivo sono molte le casalinghe e i casalinghi che si chiedono se esistono dei bonus per loro, dei sostegni che lo Stato riconosce a chi ha rinunciato a intraprendere una carriera lavorativa per dedicarsi a tempo pieno alla cura della famiglia.

Ebbene, come anticipato non è corretto parlare di bonus casalinghe o casalinghi visto che non esiste alcuna misura che può configurarsi come tale. Tuttavia, non per questo non esistono prestazioni a cui casalinghe e casalinghi possono accedere: la più importante è sicuramente la possibilità di garantirsi una pensione futura attraverso i versamenti volontari, previo però l’obbligo di copertura assicurativa.

Pensione (e non bonus) per casalinghe e casalinghi

Coloro che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari - a patto che non svolgano alcuna attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo d’iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale e non siano titolari di pensione diretta - possono iscriversi al Fondo Casalinghe e Casalinghi dell’Inps così da potersi far carico della contribuzione volontaria necessaria ad assicurare una rendita pensionistica.

Tale possibilità è riservata a coloro che hanno un’età compresa tra i 16 e i 65 anni e richiede l’iscrizione all’Inail con la sottoscrizione di un’apposita polizza assicurativa.

Non ci sono costi d’iscrizione: per chi aderisce al Fondo l’unica spesa da affrontare è quella relativa al versamento volontario della contribuzione. L’ammontare lo decide l’interessato, ma per far sì che l’anno di contributi venga riconosciuto ai fini della pensione non si potrà stare al di sotto dei 309,84 euro l’anno, per un costo quindi di 25,82 euro al mese.

Di fatto, considerando che per ottenere una prestazione di tipo previdenziale bisogna aver maturato almeno 5 anni di contributi, il costo minimo di cui tocca farsi carico è di 1.549,20 euro.

Per gli iscritti al Fondo casalinghe e casalinghi dell’Inps ci sono due differenti prestazioni:

  • la pensione di vecchiaia, che si ottiene già a 57 anni e con 5 anni di contributi ma solo se l’importo maturato è almeno pari - o comunque superiore - al valore dell’assegno sociale maggiorato di un 20%. Quindi, stando ai valori aggiornati al 2023, la pensione deve essere almeno di 604 euro (circa), altrimenti la pensione di vecchia potrà essere riconosciuta solamente al compimento dei 65 anni;
  • pensione d’inabilità se nel frattempo è intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, ma solo se sono stati versati almeno 5 anni di contributi.

L’importo spettante segue le solite regole per il calcolo della pensione, il rischio quindi è che senza dei versamenti contributivi importanti la rendita sarà comunque molto bassa. Anche perché, ed è bene sottolinearlo, la pensione per casalinghe e casalinghi non gode dell’integrazione al trattamento minimo.

Assegno (e non bonus) sociale

Al compimento dei 67 anni, casalinghe e casalinghi possono anche fare domanda per l’assegno sociale, prestazione riconosciuta a chi è in uno stato di bisogno economico.

L’importo è di 503,27 euro (riconosciuto per 13 mensilità) e ad averne diritto sono solamente coloro che rispettano determinati requisiti reddituali. Nel dettaglio, quest’anno l’assegno sociale spetta per intero a coloro che:

  • hanno reddito personale pari a zero;
  • hanno reddito coniugale inferiore a 6.542,51 euro.

Spetta, invece, in misura parziale, a chi rientra nelle seguenti soglie:

  • reddito personale inferiore a 6.542,51 euro;
  • reddito coniugale inferiore a 13.085,02 euro.

Di fatto, è difficile che casalinghe e casalinghi abbiano diritto all’assegno sociale laddove il coniuge abbia un lavoro, o percepisca una pensione, visto che in tal caso è molto probabile che vengano superate le soglie indicate dalla normativa.

Le altre misure in favore di casalinghe e casalinghi

Queste sono sicuramente le due misure più importanti in favore di casalinghe e casalinghi. Ma non sono le uniche: ad esempio, per chi non lavora e soddisfa particolari requisiti economici c’è il Reddito di cittadinanza, misura che a partire da gennaio 2024 verrà sostituita dall’Assegno di inclusione.

Ricordiamo però che quest’anno il Rdc spetta per un massimo di 7 mensilità a eccezione di coloro che hanno compiuto i 60 anni che ne potranno godere ancora per tutto il 2023 per poi passare all’Assegno di inclusione.

Ci sono poi da considerare le misure che lo Stato riconosce a chi non è nella condizione di poter lavorare: in caso di riconoscimento dell’invalidità civile - con riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74% - si ha diritto anche all’apposita pensione, il cui importo quest’anno è di 313,91 euro mensili.

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