Dal 10 marzo 2026 le aziende agricole possono presentare istanza per accedere alle risorse del bando agrisolare. Previsti importanti contributi a fondo perduto per l’efficientamento energetico.
Bonus agricoltura agrisolare 2026, dal 10 marzo 2026 le aziende agricole possono presentare la domanda per accedere alle risorse messe a disposizione dal Masaf per la realizzazione di impianti agrisolari volti a migliorare l’efficienza energetica delle imprese. Ecco a chi spetta il contributo economico e come presentare domanda per accedere alle risorse economiche messe a disposizione.
Il bando agrisolare mira a rendere le aziende agricole sempre più moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. L’obiettivo è aumentare l’uso di energie rinnovabili per il fabbisogno energetico e, quindi, ridurre l’impatto ambientale e i costi energetici.
Ecco beneficiari, importi, lavori ammessi e istruzioni per presentare istanza.
Bando agrisolare 2026: beneficiari
Con avviso del 24 febbraio 2026 il Masaf, Ministero dell’agricoltura sovranità alimentare e foreste, ha reso noto che dal 10 marzo 2026 sarà aperta la piattaforma per accedere alle risorse agrisolare.
Le imprese che possono presentare istanza sono:
- imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria
- imprese agroindustriali;
- cooperative agricole;
- i soggetti appena visti in forma aggregata/associata come associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I), reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili (CER).
I contributi del bonus agricolura sono riconosciuti a fronte della realizzazione di un impianto fotovoltaico da installare su tetti di capannoni e immobili, quindi senza uso di suolo che deve essere destinato alla coltivazione/allevamento. Oltre a finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici tesi all’efficientamento energetico, il bonus agrisolare finanzia anche l’installazione di sistemi di accumulo.
Spesa ammissibile per i contributi a fondo perduto fotovoltaico
L’avviso prevede per l’installazione di impianti fotovoltaici una spesa ammissibile massima di un milione e 500 mila euro, 1.500.000 euro, fermo restando il limite massimo di 1.000 kWp per singolo progetto, sono individuati, inoltre, i seguenti costi specifici:
- fino a 1.500 €/kWp per i moduli fotovoltaici i cui produttori risultino iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA (redatto ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del decreto legge 9 dicembre 2023) e ricadano nella Categoria B o C;
- fino a 1.000 €/kWp per i moduli fotovoltaici i cui produttori risultino iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA (redatto ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del decreto legge 9 dicembre 2023) e ricadano nella Categoria A.
- per gli interventi complementari la spesa massima ammissibile al contributo è pari a 700 mila euro.
- la spesa massima ammissibile per i sistemi di accumulo è di 50.000 euro e, infine, per i sistemi di ricarica la spesa massima è di 10.000 euro.
Come presentare istanza accedere al bonus agricoltura agrisolare
Le domande, redatte in conformità alle istruzioni del Regolamento, devono essere presentate, a pena di irricevibilità, esclusivamente tramite la Piattaforma informatica appositamente predisposta dal Soggetto attuatore GSE a partire dalle ore 12:00 del giorno 10 marzo 2026 e fino alle ore 12:00 del giorno 09 aprile 2026.
La presentazione della domanda da parte del soggetto beneficiario non può essere successiva all’avvio dei lavori di realizzazione del progetto.
Limiti bonus agricoltura agrisolare
Il bando fotovoltaico per il 2026 prevede che il 40% delle risorse disponibili sia riservato alle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Inoltre, 470 milioni di euro sono destinati alle aziende impegnate nel settore primario (cioè coltivazione e allevamento, non trasformazione dei prodotti).
150 milioni di euro sono riservati alle imprese attive nella trasformazione dei prodotti agricoli. 10 milioni di euro sono riservati a imprese impegnate nella trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.
Infine, 140 milioni di euro sono assegnati nuovamente alla produzione agricola primaria, senza l’applicazione di specifici vincoli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA