Per la tutela della biodiversità le api sono essenziali, ecco perché la PAC riconosce un bonus agricoltura di 500 euro a ettaro di terreno per questi agricoltori.
Fino al 15 maggio è possibile presentare istanza per ottenere il bonus agricoltura 2026 di 500 euro a ettaro di terreno per la tutela della biodioversità.
Il contributo è richiedibile da coltivatori diretti e aziende agricole, per ottenerlo basta limitarsi alla semplice gestione di colture spontanee, ma è necessario rispettare tutte le regole per non perdere i contributi. L’obiettivo è tutelare la biodiversità e quindi tutelare gli insetti impollinatori.
Ecco come ottenere il bonus agricoltura 2026 di 500 euro a ettaro di terreno in favore di chi contribuisce alla tutela della biodiversità.
Bonus agricoltura da 500 euro per piante spontanee, ecco quando
Importanti contributi sono riconosciuti agli agricoltori che decidono di non rendere produttivi i seminativi e preferire la coltura di mellifere. Tra gli obiettivi della PAC 2023-2027 vi sono la sostenibilità ambientale e la tutela della biodiversità. Per questo motivo sono tutelate e incentivate le colture che aiutano a raggiungere tale obiettivo.
In alcuni casi è possibile ricevere sostegni economici anche per la gestione di erbe spontanee, ma ci sono linee guida molto rigide da seguire. Ecco tutti i principi da rispettare per ricevere il bonus agricoltura da 500 euro per ettaro di terreno.
Le api sono ritenute importanti al fine di favorire la biodiversità, sono impollinatori, sentinelle dell’ambiente e proprio per questo si adottano misure volte alla loro tutela. Il loro passaggio da un fiore all’altro consente la fecondazione delle piante e la loro riproduzione, in un perfetto equilibrio che garantisce un beneficio a tutti gli attori coinvolti.
Naturalmente la principale tutela per l’insediamento di api è fornire loro cibo. Proprio per questo la PAC (Politica Agricola Comune), riconosce importanti sostegni a coloro che destinano una parte del terreno a colture a perdere, in particolare mellifere. In poche parole non può effettuarsi il raccolto.
Si può trattare di erbe spontanee, ad esempio borragine e calendula che nascono da sole in prati incolti, ma in commercio esistono anche semi misti per colture mellifere.
Volendo considerare separatamente tali tipologie ci sono girasoli, calendula, borraggine, melissa, timo. La PAC per le mellifere mette a disposizione un bonus agricoltura di 500 euro a ettaro di terreno, occorre però sottolineare che se nell’arco di un anno le richieste di contributi per questa tipologia di coltivazione sono elevate, i contributi sono ridotti. Nel consegue che è bene prestare attenzione, così come è bene prestare attenzione a tutti gli altri limiti previsti.
Limiti, cosa fare per ottenere il bonus agricoltura di 500 euro
Affinché si possa ottenere il contributo economico non è necessario che al 1° marzo le nettifere siano già in terreno, infatti, la semina deve essere effettuata in un momento tale da garantire che la germinazione e il completamento della fioritura avvengano entro il lasso di tempo 1° marzo – 30 settembre. Dopo il 30 settembre le piante di interesse apistico possono essere interrate.
Deve, inoltre, essere ricordato che l’ecoschema 5 remunera superfici dedicate con specie a perdere, quindi con scopi non produttivi, che pertanto si configurano come terreni a riposo in cui sono presenti esclusivamente miscugli di interesse apistico di cui all’allegato IX del DM 660087 del 23/12/2022. Questo implica che non possono esservi altre produzioni nei terreni dedicati a questa coltura.
L’ecoschema 5 comunque consente di ricevere i contributi previsti nei Titoli base.
La normativa prevede superfici minime di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri e una distanza da 3 a 5 metri (detta “fascia di rispetto”) da colture limitrofe coltivate.
Le superfici possono essere anche superfici dislocate in aree diverse dell’azienda, purché siano rispettate le condizioni (dimensione minima, larghezza minima, eventuale fascia di rispetto…).
L’ecoschema 5 è specifico e prevede contributi anche per il mantenimento di specie apistiche spontanee. In questo caso se nel campo sono presenti anche specie spontanee non di interesse apistico, al fine di favorire l’espandersi delle prime, è previsto che ci sia la rimozione manuale o meccanica delle specie non di interesse apistico. In tal caso è possibile comunque accedere ai contributi previsti.
Nel caso in cui nelle vicinanze siano previste altre colture, è necessario garantire la fascia di rispetto, cioè una distanza dai 3 ai 5 metri non coltivati. La fascia di rispetto non occorre se la coltura vicino è biologica.
Occorre, inoltre, ricordare che non è previsto l’uso di diserbanti chimici.
Come presentare istanza per accedere al bonus agricoltura 2026
Rispettate tutte le caratteristiche viste, è possibile presentare istanza per accedere ai contributi PAC.
Ogni anno la domanda deve ordinariamente essere presentata entro il 15 maggio. Negli anni passati il termine è stato prorogato, ma per il 2026 non sono previste attualmente proroghe dei termini.
Deve essere ricordato che la domanda PAC può essere presentata anche oltre il termine di scadenza del 15 maggio, entro il termine di 25 giorni dalla scadenza. In questo secondo caso vi è comunque una riduzione dell’1% per ogni giorno di ritardo accumulato. La domanda può quindi essere presentata entro il 9 giugno 2026 con decurtazione del 25%. Le domande presentate successivamente a tale data sono irricevibili.
La domanda può essere presentata attraverso i CAA, Centri di Assistenza Agricola, o presso le sedi territoriali di Agea. Per poter procedere è necessario aver aggiornato almeno una volta nel 2026 il Fascicolo aziendale.
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