In arrivo un nuovo contributo per gli agricoltori, si può ottenere un bonus agricoltura fino a 300.000 euro realizzando lavori per l’innovazione in azienda. Ecco beneficiari, lavori e importi.
C’è tempo fino al 10 settembre 2026 per presentare istanza e accedere al bonus agricoltura fino a 300.000 euro a copertura delle spese sostenute per effettuare lavori in azienda.
L’intervento SRD01 (Azione D) del CSR Basilicata 2023-2027 finanzia l’introduzione di tecnologie digitali e innovazioni nei processi delle aziende agricole lucane. I fondi disponibili sono 20 milioni di euro e una singola azienda può ottenere fino a 300.000 euro, cioè il 75% dei costi sostenuti per effettuare i lavori in azienda.
Vediamo quali sono le condizioni per ottenere il bonus agricoltura 2026 fino a 300.000 euro, i costi ammessi al beneficio, i limiti di spesa minimi e massimi previsti.
Beneficiari bonus agricoltura 2026 fino a 300.000 euro
Possono presentare istanza per accedere alle risorse gli imprenditori in forma singola o associata. Sono escluse le attività che si occupano esclusivamente di selvicoltura e acquacoltura. Le aziende devono essere ubicate nella regione Basilicata. Affinché si possa presentare istanza è necessario che il fascicolo aziendale sul portale SIAN sia stato aggiornato, inoltre è necessario avere una partita iva con codice Ateco riferibile all’attività agricola, appartenente alla categoria “01 – Agricoltura”, quale attività prevalente. Infine, occorre la registrazione presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio della regione Basilicata.
Possono presentare domanda le aziende che hanno una dimensione economica minima di 12.000 euro, tale soglia deve riferirsi all’ultima scheda di validazione del Fascicolo Aziendale, validata prima del rilascio della Domanda di Sostegno sul portale SIAN.
Lavori ammissibili al beneficio
Quali sono i lavori in azienda che possono beneficiare del bonus agricoltura 2026 per le aziende agricole? I lavori che consentono di accedere al bonus agricoltura fino a 300.000 euro sono:
- costruzione, miglioramento, ristrutturazione, recupero e ampliamento di beni immobili aziendali, che hanno una classificazione catastale D10, oppure C2, C6, a margine di ruralità. Gli interventi comprendono anche la rimozione e la sostituzione dell’amianto, escluso lo smaltimento, si è ammessi al beneficio esclusivamente nel caso in cui i lavori di rimozione sono a margine di un lavoro di ristrutturazione, cioè l’oggetto principale dell’intervento non deve essere la rimozione dell’amianto;
- creazione, ampliamento, miglioramento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria di bacini ed altre forme di stoccaggio/conservazione (serbatoi, vasche di accumulo, ecc.), incluse le opere di adduzione e/o distribuzione di pertinenza esclusivamente aziendale;
- nuovi impianti arborei con frutti a guscio;
- diversificazione della produzione agricola compresi il miglioramento delle tartufaie già esistenti e gli impianti di tartufaia coltivata in zona vocata, con un investimento massimo di euro 50.000;
- copertura impermeabile delle strutture di stoccaggio, nuove ed esistenti, effettuate con materiali a superficie continua in forma flessibile (teli e membrane);
- realizzazione e/o ristrutturazione di impianti (e opere connesse) per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili, dimensionati sul fabbisogno energetico annuale delle attività produttive aziendali e destinata, esclusivamente, all’autoconsumo
- impianti per realizzare coltivazioni protette (serre);
- acquisizione sviluppo o diritto d’uso di programmi informatici, cloud e soluzioni simili; acquisizione di brevetti, licenze, diritti di autore e marchi commerciali;
- impianti di sicurezza e video-sorveglianza;
- Acquisto, anche mediante leasing, di nuove macchine (motrici e/o operatrici), impianti ed attrezzature, anche relativi all’agricoltura digitale e di precisione; ivi compresi i canoni di utilizzo dei sistemi di supporto alle decisioni (DSS).
Per quanto riguarda gli investimenti in agricoltura digitale, ad esempio acquisto macchine e trattori, affinché i costi siano ammissibili al beneficio, devono sussistere almeno due di queste caratteristiche:
- sistemi hardware e software che ne facilitino la programmazione ed il controllo;
- interconnessione ai sistemi informatici con caricamento da remoto di istruzioni;
- integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
- interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva;
- sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
- monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo.
Sono, altresì ammessi al beneficio i lavori per la protezione da brina, gelo, realizzazione di recinzioni per la protezione dalla fauna selvatica, spese generali, ad esempio quelle di progettazione e cartellonistica, ma nel limite, quest’ultima, di 250 euro di spesa ammissibile.
Bonus agricoltura 300.000 euro come richiederlo
A quanto ammonta il bonus agricoltura 2026 per i lavori in azienda, come devono essere calcolati gli importi e come presentare istanza?
La spesa minima ammessa al beneficio è di 25.000 euro, mentre il limite massimo di spesa ammessa al beneficio è di 400.000 euro. Le aziende possono ottenere un contributo pari al 65% della spesa sostenuta, 260.000 euro. L’importo sale al 75% (300.000 euro) nel caso in cui l’azienda sia ascrivibile a un giovane agricoltore, quindi, soggetto di età compresa tra 18 e 41 anni non compiuti che abbia i requisiti professionali e i titoli richiesti.
La domanda per accedere al bonus agricoltura riconosciuto per i lavori in azienda deve essere presentata, sul portale SIAN, entro le ore 23:59 del 10 settembre 2026. La domanda deve essere presentata attraverso il portale SIAN.
Per ulteriori informazioni si invita alla lettura del bando.