Bonus 600 euro partita IVA, caos modello SR163: bisogna allegarlo alla domanda?

Bonus 600 euro, è necessario allegare il modello SR163 alla domanda INPS? Dal 10 aprile non servirà più, ma non è chiaro come dovranno comportarsi titolari di partita IVA e non che faranno domanda a partire dal 1° aprile. Le istruzioni fornite con la circolare n. 48 danno il via ad un nuovo rebus.

Bonus 600 euro partita IVA, caos modello SR163: bisogna allegarlo alla domanda?

Per il pagamento del bonus di 600 euro i titolari di partita IVA dovranno allegare alla domanda il modello SR163? Dal 10 aprile non sarà necessario, ma non è chiaro come ci si debba comportare dal 1° al 9 del mese.

Il rebus sulle modalità di accesso al bonus di 600 euro si complica giorno per giorno, e nel goffo tentativo di semplificare il sistema l’INPS dà prova della sua dote maggiore: quella di creare dubbi e suscitare nuove domande.

Questa volta tocca per l’appunto al modello SR163. Si tratta del modulo che consente di accertare la coerenza tra i dati del titolare di una prestazione agevolata con quelli dell’intestatario del conto o altro strumento di pagamento prescelto.

Un modello che non sarà più necessario dal 10 aprile. La verifica verrà effettuata direttamente dall’INPS accedendo al Database condiviso con banche e Poste Italiane.

Ma come deve comportarsi chi, per accaparrarsi il bonus di 600 euro, invierà domanda a partire dal 1° aprile 2020?

Bonus 600 euro partita IVA, caos modello SR163: bisogna allegarlo alla domanda?

In una situazione normale non sarebbe stato un problema compilare ed inviare all’INPS il modello SR163. In una situazione di emergenza invece è pressoché impossibile.

Il modello da allegare alla domanda di accesso alle prestazioni agevolate serve per comunicare la modalità di pagamento prescelta e deve essere validato dalla banca o dall’ufficio postale presso la quale il beneficiario è intestatario del conto corrente o della carta prepagata sulla quale si intende ricevere la somma.

L’emergenza sanitaria in atto ha portato, tra le altre cose, ad una sospensione più o meno totale delle attività di ricevimento in sede anche da parte degli Istituti di credito. Risulta quindi evidente che è difficile che il titolare di partita IVA che intende fare domanda per il bonus di 600 euro sia in grado, almeno in tempi celeri, di farsi firmare il modello SR163 dal funzionario della propria banca.

Potrebbe essere questo il motivo che ha portato l’INPS ad emanare la circolare n. 48 del 29 marzo 2020, con la quale viene comunicata l’abolizione dell’obbligo di presentare il modello SR163 e degli ulteriori moduli di validazione per il pagamento delle prestazioni agevolate.

Accelerando le procedure di semplificazione in corso, viene comunicata la nuova procedura di verifica: sarà l’INPS ad accedere alla banca dati condivisa con poste ed istituti di credito per il controllo preventivo dei dati.

Nella circolare è tuttavia sottolineato che la semplificazione partirà dal 10 aprile 2020. Una data da considerare in relazione alla presentazione delle domande o al pagamento delle prestazioni da parte dell’INPS?

Bonus 600 euro partita IVA, corsa al modello SR163 per accaparrarsi una parte delle poche risorse stanziate

La domanda resta senza una risposta ufficiale. L’opinione condivisa dagli addetti ai lavori, così come da diversi commentatori della stampa specializzata, è che non servirà il modelo SR163 per il pagamento del bonus di 600 euro, e che quindi sarà direttamente l’INPS, dal 10 aprile e prima di erogare la somma spettante, a verificare la corrispondenza dei dati indicati in domanda con quelli presenti nelle banche dati condivise dagli istituti bancari.

Si tratta però di opinioni e non di certezze, perché per come scritta la circolare INPS non fornisce indicazioni precise.

Quel che è certo ad oggi è che a partire dal 1° aprile 2020 partirà la fase di presentazione delle domande per il bonus di 600 euro, e che al 30 marzo 2020 non è ancora stata pubblicata l’attesa circolare INPS con le istruzioni operative.

Nell’incognita sul da farsi, sono diversi i titolari di partita IVA ed i loro intermediari che si affannano per ottenere un appuntamento con la propria banca ai fini della controfirma del modello SR163. Una controproducente corsa contro il tempo, forse non necessaria, ma che è motivata dalla necessità di fare in fretta per evitare di rimanere a bocca asciutta.

Così come espressamente previsto dal Decreto Cura Italia, le domande per il bonus di 600 euro saranno accettate fino ad esaurimento delle risorse stanziate ed in ordine cronologico.

Potrà fare domanda chiunque, a prescindere dal reddito prodotto. Anche i milionari potranno paradossalmente richiedere il bonus di 600 euro, pensato per le partite IVA danneggiate dall’emergenza sanitaria ed economica in atto. L’unico limite fissato è quello della coscienza civile, che dovrebbe indurre chi non ne ha bisogno a rinunciare all’indennizzo una tantum riconosciuto per il mese di marzo.

La coscienza civile dovrebbe però anche indurre chi scrive e chi attua le norme a dare regole chiare e precise. E sappiamo che così non è quasi mai.

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