Bond in Usd, preparatevi a guadagnare con il dollarone

Lorenzo Raffo

18/10/2024

Si ipotizzava un cambio Eur/Usd a 1,15 e invece si è spostato a 1,08. Un movimento inatteso, che cambia le strategie per l’obbligazionario in valuta.

Bond in Usd, preparatevi a guadagnare con il dollarone

Eccolo un “regalo” che forse nessun obbligazionista si attendeva.
Le emissioni in dollari, su cui si puntava in chiave di performance in conto capitale, prevedendo netti rialzi delle quotazioni da taglio dei tassi, stanno per riservare invece una sorpresa inattesa. Che si chiama appunto dollaro.

Divergenza fra Bce e Fed}

Il rafforzamento in corso del biglietto verde appare certamente momentaneo e dipende dal fatto che, mentre la Bce sembra intenzionata a proseguire sul taglio dei tassi, la Fed potrebbe mettervi il freno. La remunerazione quindi dell’area dollaro diventerebbe più interessante rispetto a quella in euro, con una fuga di capitali dal Vecchio Continente a oltre Oceano. Naturalmente il tutto sta avvenendo sul filo del rasoio delle dichiarazioni e delle intenzioni dei vari membri del consiglio dei governatori della Federal Reserve, un mondo non sempre allineato. Volatilità quindi è da adesso possibile dopo la fase di netto rafforzamento del dollaro sull’euro iniziata a fine settembre.

Il target 1,05 non è improbabile

Prima di analizzare le modalità operative in ambito obbligazionario in un contesto così inatteso occorre fare qualche conto per comprendere fin dove potrebbe salire il dollaro nelle prossime settimane. Graficamente parlando l’area di 1,07 Eur/Usd è verosimile. Riporterebbe all’inizio dell’estate. Non pochi analisti ipotizzano tuttavia il traguardo ancor più ambizioso di 1,05. Christopher Waller, membro del Consiglio Fed, ha ammesso che l’aver assistito negli Usa a revisioni al rialzo del reddito interno lordo, all’ aumento dei posti di lavoro, a previsioni di crescita del Pil e un’inflazione più calda del previsto potrebbe portare a una politica monetaria cauta in tema di tagli dei tassi. Basterà quindi poco perché si manifesti un rallentamento in tale ambito, con ulteriori accelerazioni del dollaro.

La velocità di reazione sarà decisiva

Il quadro obbligazionario appare tuttavia complesso. Bisognerà prepararsi infatti a cogliere l’occasione di un mercato che ha già spinto (sebbene meno del previsto) in termini di quotazioni, soprattutto per corporate e high yield, e di un dollaro forte per incassare performance superiori anche al 10-15%. Occorrerà agire comunque con rapidità, approfittando di una finestra magari solo di brevissimo periodo. Tutto dipenderà logicamente dal cambio Eur/Usd con cui si siano acquistati bond in Usd, visto che ogni storia è diversa dall’altra.

Tenere così sotto controllo prezzi e cross di carico costituisce già oggi il primo passo per acciuffare opportunità insperate soltanto qualche settimana fa. L’alternativa sarà di alleggerire solo alcune posizioni – in presenza di un corposo portafoglio in dollari – aspettando più significativi rialzi dei prezzi dei bond, che potrebbero caratterizzare i mercati nel corso del 2025. Altrimenti meglio “vendere, guadagnare e pentirsi”, come sostiene un tipico modo di dire di Borsa, piuttosto che indugiare su super profitti che potrebbero non arrivare. In conclusione un modo tipico di ragionare dell’azionario varrà questa volta anche per l’obbligazionario.