Bollette non pagate: le nuove regole dal 1° gennaio 2021

19 gennaio 2021 - 16:30 |
20 gennaio 2021 - 12:35 |

Dal 1° gennaio 2021 è stata introdotta un’importante novità: con i nuovi termini di prescrizione delle bollette scadute, il venditore non potrà più chiedere agli utenti il denaro non pagato al decorso dei termini previsti per legge.

Bollette non pagate: le nuove regole dal 1° gennaio 2021

Anche le bollette della luce e del gas sono soggette a prescrizione: ciò significa che al decorso dei termini, il venditore non potrà più chiedere all’inquilino in ritardo con i pagamenti di saldare i suoi debiti. Dal 1° gennaio 2021, in particolare, la scadenza dei termini di prescrizione è fissata a due anni, a decorrere dei quali la bolletta non pagata non può più essere contestata.

A introdurre questo nuovo limite è stata proprio l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) che con le Delibere n. 97/2018, n. 264/2018 e n. 569/2018/R/com ha dato attuazione a quanto era stato deciso e introdotto dalla Legge di Bilancio 2018.

Cosa cambia per i cittadini? Quando non occorre pagare la bolletta per effetto della prescrizione? Facciamo chiarezza.

Bollette, quando non si devono pagare

Il sogno di tutti i proprietari di un’abitazione è quello di non pagare le bollette delle utenze elettriche, ma purtroppo l’impresa è quasi impossibile. L’unica eccezione al pagamento delle bollette di luce e gas, però, è fornita dal periodo di prescrizione delle stesse.

La prescrizione è un istituto giuridico che indica il periodo nel quale una persona può esercitare il suo diritto soggettivo

Con una delibera dell’Arera, l’autorità stessa ha stabilito nuovi termini entro i quali le bollette scadute e non pagate cadono in prescrizione. Da quel momento, dunque, non è più possibile chiedere all’utente di saldare il credito dovuto. I nuovi termini di prescrizione sono stati inseriti nella Legge di Bilancio 2018 e prevedono un decorso di almeno 2 anni, anziché i 5 previsti dalla precedente normativa. Ma non si tratta di una data univoca per tutte le forniture.

Prescrizione bollette: i termini per le diverse forniture

Come ricorda IlGiornale.it, la Legge di Bilancio del 2018 ha introdotto termini differenti di caduta in prescrizione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua. In generale i termini di caduta in prescrizione delle bollette decorrono a partire dai due anni successivi alla data di emissione delle stesse, ma occorre fare alcune precisazioni.

In particolare:

  • Per quanto riguarda l’energia elettrica, l’Arera ha stabilito che le bollette emesse a partire dal 1° marzo 2018 hanno termini di prescrizione di 2 anni; mentre per le bollette antecedenti a questa data resta il termine di 5 anni.
  • Per quanto riguarda, invece, la fornitura di acqua, i nuovi termini di prescrizione partono dal 1° gennaio 2020 e dunque per le date precedenti il decorso rimane fisso a 5 anni.
  • Infine, per quanto riguarda la fornitura di gas, l’Arera ha previsto dal 2 gennaio 2019 la caduta in prescrizione dopo due anni, mentre per le bollette antecedenti rimane la prescrizione dopo 5 anni.

Inoltre, ha proseguito Arera, “per una maggiore trasparenza sugli importi prescrittibili e per rendere più facile al cliente esercitare il proprio diritto, i venditori saranno tenuti a emettere una fattura separata contenente esclusivamente gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni

Come far valere la prescrizione

Il cliente che voglia autotutelarsi di fronte a una bolletta caduta in prescrizione può inviare una contestazione scritta alla società erogatrice della fornitura considerata attraverso raccomandata o tramite e-mail PEC.

Nel messaggio devono essere inseriti i seguenti dati:

  • i dati dell’intestatario e dell’utenza;
  • nome, cognome e codice POD (luce) o codice PDR (gas);
  • i motivi del reclamo;
  • una copia del documento d’identità;
  • la fattura o il sollecito ricevuto oltre i termini.

Se il venditore non cancella la bolletta il cliente può far ricorso al servizio di conciliazione di Arera disponibile online.

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