Blocco pagamenti PA per i professionisti al via dal 15 giugno. Ultime novità

Nadia Pascale

8 Aprile 2026 - 15:20

Dal 15 giugno al via il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione per i debiti con il Fisco. La norma si applica anche per importi di modico valore. Ecco chi rischia di non essere pagato.

Blocco pagamenti PA per i professionisti al via dal 15 giugno. Ultime novità

La Legge di Bilancio 2026 estende l’operatività del blocco dei pagamenti dalla Pubblica Amministrazione in caso di debiti con il Fisco di importo anche inferiore ai 5.000 euro. Con una Circolare del Ministero della Giustizia del 17 marzo 2026 si fissano le regole operative e l’entrata in vigore delle nuove norme dal 15 giugno 2026.

Ecco cosa cambia e quali professionisti rischiano dal 15 giugno 2026 di non essere pagati dalla Pubblica Amministrazione per le collaborazioni svolte.

Blocco pagamenti Pubblica Amnministrazione, cosa cambia dal 15 giugno?

L’art. 1, comma 725, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio per il 2026) inserisce all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, il comma 1 ter. Lo stesso prevede che, in relazione alle imposte sui redditi dei lavoratori autonomi (articolo 54 Tuir) per le somme dovute agli esercenti arti e professioni per l’attività professionale dai medesimi svolta, anche in favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato, le disposizioni di cui al comma 1 si applicano (cioè controllo e trattenuta delle some), a decorrere dal 15 giugno 2026, anche al pagamento di importi fino a 5.000 euro.

Adempimenti della Pubblica Amministrazione

A partire dal 15 giugno 2026 gli Uffici giudiziari competenti alla liquidazione dei compensi nell’ambito delle spese di giustizia hanno l’obbligo di effettuare la verifica preventiva delle eventuali inadempienze derivanti da cartelle di pagamento per tutti i compensi da corrispondere a soggetti esercenti arti e professioni, indipendentemente dall’importo, e quindi anche se inferiore a euro 5.000. Insomma, anche se la PA deve erogare un compenso di 300 euro, deve prima verificare che non vi siano pendenze fiscali. Questo implica che il professionista potrebbe anche non ricevere alcun compenso.

Il Ministero della Giustizia, si occupa naturalmente dei professionisti che lavorano nel proprio ambito, questo implica che a titolo esemplificativo ricorda che la norma trova applicazione per avvocati anche in regime di patrocinio a spese dello Stato in sede processuale o nei procedimenti di mediazione e negoziazione assistita, ausiliari del giudice e periti di parte, professionisti incaricati in ambito civile, penale, amministrativo e tributario, nonché ogni altro soggetto rientrante nella nozione di esercente arti e professioni ai sensi dell’art. 54 del TUIR.

Laddove gli uffici giudiziari l’accertino l’inadempienza del professionista, sono tenuti a procedere direttamente al pagamento in favore dell’Agente della riscossione fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica; l’eventuale importo eccedente la quota di debito sarà liquidato al professionista beneficiario. A differenza del passato non si applica più una sospensione del pagamento, ma uno scomputo immediato delle somme dal compenso dovuto mediate trattenuta delle somme.

Le nuove disposizioni si applicano a tutti i pagamenti, di qualsiasi importo, da effettuare a decorrere dal 15 giugno 2026, indipendentemente dalla data di acquisizione dei documenti contabili o dalla riferibilità delle prestazioni professionali a periodi precedenti. Pertanto, anche i compensi relativi a prestazioni professionali pregresse, ove liquidati successivamente a tale data, sono soggetti alla nuova disciplina.

Pagamenti PA bloccati dal 15 giugno, a chi si applica?

Sebbene l’atto oggi analizzato sia riferito ai compensi erogati dal Ministero della Giustizia, la norma trova applicazione dal 15 giugno per tutte le Pubbliche Amministrazioni che, prima di erogare pagamenti in favore dei professionisti, devono verificare la posizione fiscale e contributiva del professionista. Ad esempio, lo stesso principio vale anche per i Comuni e per qualunque Amministrazione si avvalga di professionisti per consulenze e attività di collaborazione.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.