Black Friday: i negozi sono obbligati a fare gli sconti?

Isabella Policarpio

23/11/2020

25/06/2021 - 12:20

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Scopriamo se i commercianti sono obbligati ad aderire agli sconti del Black Friday. Cosa dice la normativa italiana.

Black Friday: i negozi sono obbligati a fare gli sconti?

Gli sconti del Black Friday sono una tradizione americana ormai largamente diffusa anche in Italia, tuttavia negozi e commercianti possono scegliere se aderire oppure no. La normativa italiana su saldi e vendite straordinarie non prevede espressamente il Black Friday, ma i negozi che aderiscono all’iniziativa sono sempre più numerosi, per non essere schiacciati dalla concorrenza dei colossi dell’e-commerce.

Scopriamo come funzionano i saldi del venerdì nero.

Come funzionano i saldi Black Friday in Italia

La febbre da acquisti del Black Friday è molto diffusa in Italia, anche se contrasta con la normativa vigente che vieta di effettuare promozioni nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi (lgs. n. 114/98 e nel Codice del consumo).

Per questo, fino a pochi anni fa, chi aderiva al “venerdì nero” poteva essere sanzionato con multe fino a 1.000 euro. Soltanto nel 2016, il Comune di Milano ha accolto favorevolmente le richieste di commercianti a associazioni di categoria di partecipare al Black Friday senza subire sanzioni. Alla base della richiesta la necessità di difendersi dalla concorrenza di Internet dove le grandi catene offrono sconti e promozioni a prezzi imbattibili, fenomeno che fa spostare lo shopping dalla strada al web.

Sulla scia della delibera del Comune di Milano, oggi i commercianti di tutta Italia possono scegliere discrezionalmente se applicare gli sconti oppure no senza infrangere la normativa.

Saldi e promozioni: quali sono gli obblighi dei commercianti

La disciplina dei saldi e delle vendite promozionali è prevista dalla legge n. 144 del 1998 che ne indica modi, pubblicità, periodo e durata.

Vendite promozionali
Le vendite promozionali riguardanti prodotti stagionali e di moda non possono essere effettuate nel periodo dei saldi e nei trenta giorni antecedenti. Non sono soggette a queste limitazioni le vendite promozionali dei prodotti alimentari, per l’igiene della persona e della casa.

Liquidazioni
Le liquidazioni sono effettuate dall’esercente al fine di esaurire tutte le merci a seguito di cessazione dell’attività, cessione d’azienda, trasferimento dell’azienda in altro locale, o rinnovo dei locali. Per svolgere la vendita di liquidazione occorre presentare la comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima della data di inizio.

Vendite di fine stagione
Le vendite di fine stagione - comunemente chiamate “saldi”- sono effettuate per vendere prodotti non alimentari di carattere stagionale o articoli di moda durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo.
In genere si tratta di prodotti che, se non sono venduti entro un certo periodo, sono comunque soggetti a un notevole deprezzamento. Per svolgere la vendita di fine stagione non occorre presentare alcuna comunicazione al Comune di residenza.

Sottocosto
Il sottocosto è una vendita a prezzi inferiori a quelli delle fatture d’acquisto e non può essere fatta più di 3 volte all’anno. Il sottocosto deve essere segnalato al Comune di appartenenza e non può riguardare più di 50 articoli presenti all’interno del punto vendita. La durata non deve superare i 10 giorni.

Saldi, promozioni e svendite: le date

Inizialmente il legislatore poneva delle limitazioni alle vendite promozionali che sono state eliminate con la legge n. 248 del 2006, in attuazione del decreto Bersani che ha introdotto nuove regole per tutelare la concorrenza nel settore commerciale. Da quella data in poi le vendite promozionali si possono fare durante tutto l’anno e senza chiedere l’autorizzazione del Comune. L’unico limite è il divieto di indirli nei 30 giorni prima dell’inizio dei saldi stagionali.

Mentre i saldi di fine stagione possono esserci solo in due periodi dell’anno:

  • dal primo sabato di luglio al 31 agosto;
  • dal primo sabato di gennaio al 28 febbraio.

Nonostante la riforma del 2006, molti commercianti ritengono che la disciplina delle vendite straordinarie sia ancora obsoleta e che anche i saldi stagionali andrebbero liberalizzati per permettere ad ogni attività di valutare qual è il momento più opportuno per fare gli sconti.

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