Bitcoin, perché tassi più alti minacciano l’intero settore crypto

Claudia Cervi

24 Settembre 2023 - 08:40

La politica restrittiva della Fed rappresenta una sfida per Bitcoin e il settore crypto. Ecco come i tassi di interesse elevati a lungo termine potrebbero colpire le criptovalute.

Bitcoin, perché tassi più alti minacciano l’intero settore crypto

Tassi di interesse alti (a lungo) rappresentano una minaccia reale per Bitcoin e il settore delle criptovalute nel suo complesso. Nonostante l’ultima riunione abbia lasciato invariati i Fed Funds nel range 5,25-5,50%, la Federal Reserve sta mettendo a dura prova i mercati finanziari globali con le sue politiche restrittive e le criptovalute non sono immuni da queste sfide. Gli investitori e le aziende crypto dovranno prestare molta attenzione all’evoluzione di questa situazione e alle potenziali contromisure da adottare per mitigarne gli effetti.

Vediamo nel dettaglio perché i mercati tradizionali e quelli delle criptovalute sono destinati a influenzarsi reciprocamente in modi sempre più imprevedibili.

Bitcoin e crypto sotto pressione dopo la Fed

Il mercato delle criptovalute ha subito una battuta d’arresto significativa a seguito delle dichiarazioni incisive del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, riguardo al mantenimento delle condizioni finanziarie restrittive e dei tassi di interesse elevati.
Dopo le sue dichiarazioni, il prezzo del Bitcoin è scivolato a circa 26.600 dollari, registrando una diminuzione dell’1,5% in sole 24 ore. Una notizia che ha ulteriormente complicato la situazione è stata il rinvio dei rimborsi concordati dal curatore fallimentare di Mt. Gox, exchange fallito nel 2014 con un buco da 23 miliardi di dollari (in base ai prezzi attuali). Anche Ether (ETH) ha registrato una flessione, scendendo sotto i 1.600 dollari e toccando il minimo di 14 mesi contro il Bitcoin. Le principali criptovalute, come SOL di Solana, MATIC di Polygon, LDO di Lido e OP di Optimism, hanno seguito la tendenza al ribasso, con cali che oscillano tra il 3% e il 5%.

Mercato azionario in tensione: impatto su Bitcoin

La Federal Reserve ha prospettato ulteriori aumenti dei tassi nel corso dell’anno e minori tagli nel 2024, scuotendo i mercati tradizionali. In questo contesto, il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni ha raggiunto il picco degli ultimi 16 anni.

Treasury 10 yr Treasury 10 yr Fonte Treasury dept, Wolfstreet.com

L’indice DXY, che misura di forza del dollaro USA, ha sfiorato quota 106, il livello più alto da quando si sono verificate le difficoltà delle banche regionali americane a marzo.

Dollar Index Spot Dollar Index Spot Fonte TeleTrader

Di conseguenza, i mercati azionari statunitensi hanno subito una brusca caduta, con l’indice S&P 500 in calo dell’1,6% e il Nasdaq Composite, indice ad alto contenuto tecnologico, in picchiata dell’1,8%.

Secondo alcuni esperti, la pressione sui mercati azionari, causata dalla politica rigorosa della Fed, potrebbe riversarsi anche sulle criptovalute, in particolare su Bitcoin, che ora si deve nuovamente confrontare con i supporti critici presenti in area 26.400. La tenuta di quest’area sarà fondamentale per scongiurare un affondo in area 25.000.

Grafico giornaliero BitcoinUSD Grafico giornaliero BitcoinUSD Fonte Tradingview

«Questa mossa macro potrebbe penetrare nei mercati delle criptovalute e portare con sé BTC al ribasso, anche se con un beta inferiore rispetto ad altri mercati macro molto tesi come il Nasdaq», hanno affermato gli analisti di QCP Capital.

Una minaccia per l’intero settore crypto

L’aumento dei tassi di interesse non colpisce solo le criptovalute direttamente, ma mette anche sotto pressione le società che operano nel settore degli asset digitali. Edward Moya, analista di mercato senior presso Oanda, mette in guardia che se i costi di finanziamento rimarranno elevati, il rifinanziamento diventerà un incubo per queste aziende.

«Le criptovalute non solo hanno bisogno che i tassi raggiungano il picco, ma anche che le scommesse sui tagli dei tassi crescano», ha aggiunto Moya.

Tali prospettive, secondo l’analista, potrebbero complicare ulteriormente la situazione delle società di criptovalute, che si troveranno ad affrontare un aumento dei costi di rifinanziamento in un contesto economico già instabile.