Bitcoin prova a rialzare la testa, ma il rimbalzo potrebbe essere una illusione. Dopo il massimo toccato a ottobre 2025, la principale criptovaluta ha lasciato sul terreno circa il 52%, un movimento brusco ma, paradossalmente, meno violento rispetto ai crolli del passato.
Nelle fasi ribassiste passate, Bitcoin è arrivato a perdere anche il 90%. Oggi la discesa sembra invece fermarsi attorno al 50%. Un dettaglio importante, che divide gli analisti.
C’è chi vede i segnali di un mercato più maturo: più liquidità, più capitali istituzionali, meno volatilità estrema. Ma cresce anche il timore che questa sia solo una pausa di una nuova gamba ribassista.
È qui che entra in gioco la teoria delle onde di Elliott. Il movimento attuale potrebbe essere un’onda B, precede l’ultima discesa.
Dunque Bitcoin potrebbe scendere ancora. E nello scenario peggiore potrebbe portare a un crollo del 40% dai livelli attuali, scendendo verso i 40.000 dollari.
Un’ipotesi che torna a prendere forza anche alla luce delle ultime evoluzioni sul fronte tecnologico. Il computing quantistico, secondo un’analisi di Google, potrebbe mettere in discussione la sicurezza stessa della blockchain molto prima di quanto si potesse pensare. E in un mercato ancora fragile e difficile da interpretare anche dal punto di vista tecnico, prevale l’incertezza e chi investe deve concentrarsi ancor di più su livelli chiave e segnali.
I livelli chiave da monitorare nel breve periodo
Il recupero degli ultimi due mesi ha riportato un po’ di fiducia sul mercato, ma resta un rimbalzo fragile.
Bitcoin si muove all’interno di un canale rialzista attivo dal 24 febbraio, una struttura che, almeno nel breve, conferma l’ipotesi di un recupero graduale anche grazie al ritorno di afflussi positivi sugli ETF. Questo supporto tiene in piedi il rimbalzo, ma non è ancora sufficiente a modificare la struttura di fondo del mercato.
Una lettura tecnica descrive però un quadro diverso.
Secondo la teoria di Elliott, il movimento attuale potrebbe essere una onda B correttiva, un rimbalzo che può ingannare e anticipare un’ultima gamba ribassista. In questo scenario, il prezzo potrebbe ancora estendersi verso area 75.000 dollari, un livello chiave che rappresenta il vero spartiacque tra una possibile ripresa e nuovi cali. Un ritorno stabile sopra questa soglia rafforzerebbe infatti lo scenario rialzista, aprendo spazio a un allungo verso 80.000 e 90.000 dollari.
Al contrario, una perdita dei livelli di supporto più vicini, sotto i 64.000 dollari, riattiverebbe la pressione ribassista, con primi target in area 50.000 dollari e, nello scenario più negativo, possibili estensioni fino a 40.000 dollari.
Il rimbalzo è reale o una trappola? Cosa può accadere al prezzo di Bitcoin
Bitcoin si trova ora in una fase insidiosa. Le onde B, nella teoria di Elliott, sono tra le più difficili da decifrare perché possono spingersi oltre le attese, rompere resistenze e alimentare l’idea che il peggio sia alle spalle. Proprio quando il rimbalzo diventa credibile, il rischio aumenta.
Ecco perché senza una conferma strutturale sopra area 75.000, ogni allungo rischia di essere parte di una dinamica correttiva.
Dal punto di vista tecnico, i target al ribasso trovano ulteriore conferma nelle estensioni di Fibonacci applicate all’intera struttura correttiva. Considerando l’ampiezza dell’onda A (dal massimo a 126.000 dollari fino ai minimi di novembre in area 80.000), una proiezione simmetrica (C = A) porta a un primo obiettivo in area 50.000–52.000 dollari. Ma se la pressione dovesse aumentare, l’estensione al 161,8% di Fibonacci spingerebbe i prezzi verso area 40.000 dollari, trasformando la fase attuale in una correzione molto più profonda.
Dunque per capire la direzione del prezzo di Bitcoin è fondamentale monitorare i due livelli chiave a 75.000 e 64.000 dollari. È lì che si gioca la differenza tra rimbalzo e trappola.
leggi anche
Piazza Affari, 2 azioni da comprare subito e 2 da evitare ad aprile. Parola degli analisti
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |