Il prezzo di Bitcoin non è ancora intenzionato a cedere terreno dopo l’incredibile ripartenza iniziata sabato 11 marzo in concomitanza con l’inizio delle prime turbolenze relative al comparto bancario statunitense.
In molti hanno dibattuto riguardo il motivo per cui il prezzo del padre delle crypto stia intraprendendo questo percorso rialzista, lasciando spesso troppo spazio all’immaginazione. Attraverso lo studio dei dati on-chain è però possibile ricostruire la ripartenza di questi mesi del settore decentralizzato.
Cosa spinge Bitcoin e le altre criptovalute al rialzo?
Molti analisti restano fortemente convinti che la Fed a breve interromperà la lunga scia di aumenti del tasso di interesse iniziata nel 2022, lasciando spazio all’economia di prosperare.
La recente ripartenza dei prezzi degli asset più speculativi potrebbe quindi durare più del previsto, accompagnata dal forte ribasso delle aspettative del mercato riguardo il futuro andamento dei tassi d’interesse a seguito del crollo della SVB. Non tutti gli esperti però si trovano concordi con questa ipotesi: a giudicare dall’andamento di certe variabili tecniche anche questa volta potrebbe trattarsi solo di speculazione.
Guardando più nel dettaglio i dati, buona parte dei risparmiatori delle banche regionali più piccole hanno trasferito i propri capitali presso istituzioni finanziarie di più grandi dimensioni a marzo, e non verso la blockchain.
Bitcoin: i dati on-chain mostrano importanti anomalie
A giudicare dai dati on chain, a marzo non c’è stato infatti un eccessivo afflusso di capitali negli exchange e neanche un’anomala apertura di nuovi indirizzi wallet per le principali reti. Per tale ragione in molti si chiedono quale forza abbia spinto in alto il prezzo di Bitcoin.
A giudicare dai dati, la dominance di BTC è in aumento a discapito della capitalizzazione delle principali altcoin sul mercato. In aggiunta, l’open interest sul mercato dei derivati (futures) è aumentato come anche la media dell’indicatore relativo allo short liquidation.
In sintesi, il mercato sta trasferendo il capitale già presente on-chain dal circuito della finanza decentralizzata a Bitcoin, liquidando i trader short chiamandoli a margine.
Sempre a giudicare dai dati onchain, è impossibile non notare un anomalo aumento del numero di wallet su rete Bitcoin a gennaio 2023, accompagnato da un’alterazione del netflow negli exchange sopra la norma, esattamente in prossimità dei minimi di prezzo degli ultimi due anni. A gennaio, prima della catastrofe relativa al comparto bancario, potrebbe essere entrata liquidità il cui impiego ha comportato i movimenti rialzisti dei mesi successivi.
Il crack della SVB ha, in pratica, accesso la miccia che ha fatto esplodere molte posizioni short, causando un’importante short squeeze sul mercato decentralizzato, il quale sta tutt’ora spingendo il prezzo di Bitcoin in alto.