Binance, l’exchange crypto più grande al mondo, potrebbe perdere la sua licenza europea?

Ilena D’Errico

17 Giugno 2026 - 20:38

La licenza europea di Binance è a rischio. Le autorità greche potrebbero non concedere l’autorizzazione necessaria per operare nell’Ue.

Binance, l’exchange crypto più grande al mondo, potrebbe perdere la sua licenza europea?

Binance è l’exchange crypto più grande al mondo per volume di trading, ma l’uscita dal mercato europeo potrebbe compromettere tutto. La piattaforma ha presentato in Grecia la richiesta per ottenere la licenza necessaria per continuare a operare nell’Unione europea, ma sembrerebbero esserci delle criticità. Per quanto Binance abbia dichiarato pubblicamente di impegnarsi a rispettare la normativa Ue, infatti, la sua conformità alle regole di Bruxelles è ancora da verificare.

Il rischio di rifiuto da parte delle autorità greche è stato portato a galla da un’inchiesta di Reuters, senza che la piattaforma abbia potuto negarlo, visto che è in attesa del responso come tutti. Entro la fine del mese si avrà la risposta, poco prima dell’adozione del nuovo pacchetto di sanzioni dell’Ue che, per impedire alla Russia di aggirare le misure sta nuovamente intervenendo anche sulle criptovalute.

Binance potrebbe perdere la sua licenza europea?

Come anticipato, una recente inchiesta di Reuters realizzata anche tramite fonti vicine all’autorità di vigilanza della Grecia, ha evidenziato delle criticità nella domanda di licenza presentata da Binance. Bruxelles ha deciso che le piattaforme di exchange crypto necessitano dell’autorizzazione entro luglio 2026 per continuare a operare nell’Unione europea, ma ovviamente devono essere conformi al nuovo regolamento. Quest’ultimo, detto anche MiCa (l’acronimo di Markets in Crypto-Assets), prevede anche la possibilità di richiedere la licenza in un qualsiasi Stato membro a scelta per ottenerla a livello comunitario.

Binance ha scelto Atene, ritenendo più semplice interfacciarsi con la realtà greca anziché i centri finanziari più grandi in virtù della sua forza lavoro e della sicurezza garantita. Ciò è quanto ha dichiarato l’amministratore delegato Richard Teng poco dopo la presentazione della domanda di licenza, anche se ovviamente l’esito della stessa non sarebbe differente in qualsiasi Paese europeo. E su questo punto, l’inchiesta indica che potrebbero esserci delle difficoltà e che quindi la licenza è a rischio.

Non si capisce, però, quale parte del regolamento MiCa (in vigore già dal 2024) la piattaforma non stia rispettando, almeno in modo presunto. Sul punto, i portavoce della piattaforma hanno raccontato di aver lavorato per oltre 18 mesi con le autorità regolatrici al fine di assicurare il rispetto delle regole in tempo per l’approvazione, dicendosi intenzionati di operare nel mercato europeo in modo sicuro. Soltanto qualche giorno fa Teng ha cercato di tranquillizzare gli utenti con un post su X:

Vi assicuriamo che i vostri dati rimangono al sicuro e saranno sempre accessibili. Il nostro obiettivo è quello di garantire un processo ordinato e ridurre al minimo i disagi per i nostri utenti. Forniremo ulteriori aggiornamenti prima del 30 giugno 2026.

Qual è il problema (presunto) con Binance?

In ulteriori post ufficiali, Binance ribadisce di essere in regola con il MiCa e in stretta collaborazione con le autorità europee, anche se non può esimersi da invitare a un approccio cauto e paziente. C’è da dire, però, che nonostante il grande successo la piattaforma ha attraversato parecchi ostacoli nel corso degli anni. Per quanto riguarda l’Italia, la mancanza di autorizzazione secondo le regole nazionali è costata alla piattaforma la sospensione dell’attività nel 2022 da parte di Consob, prima di essere inclusa nel Registro per gli operatori in valuta virtuale ammessi.

Impossibile poi dimenticare che nel 2024 il fondatore della piattaforma, Changpeng Zhao, è stato condannato per riciclaggio di denaro. La vicenda si è conclusa l’anno scorso con la grazia concessa dal presidente Trump, che ha poi negato di conoscere Zhao, ma non è sparita l’ombra. Le indagini avevano infatti rilevato delle anomalie nell’attività di Binance, che sarebbe stata impiegata da gruppi terroristici come Hamas e anche per eludere le sanzioni occidentali, per esempio in Iran e in Russia. Per quanto ne sappiamo, però, in questo anno e mezzo Binance, sotto la gestione di Teng, potrebbe essersi allineata con i regolamenti Ue pensati proprio per impedire un uso fumoso delle piattaforme di exchange crypto.

Argomenti

SONDAGGIO