Bill Gates ha recentemente dichiarato di essere pronto a investire miliardi di dollari in un progetto di centrale nucleare di prossima generazione nel Wyoming. Questa mossa ambiziosa riflette non solo la visione di Gates per un futuro energetico sostenibile, ma anche la crescente necessità degli Stati Uniti di soddisfare il fabbisogno elettrico, stimolato dalla sempre maggiore adozione di veicoli elettrici, dall’aumento della popolazione e dall’intensificarsi del processo di urbanizzazione. Di fronte a questa evidenza, quali potrebbero essere i comparti e i titoli da monitorare con attenzione sul mercato borsistico?
Bill Gates investe ancora su TerraPower
Bill Gates, il miliardario co-fondatore di Microsoft, ha recentemente condiviso i suoi piani in un’intervista a «Face the Nation» della CBS. Gates ha annunciato che TerraPower, una startup da lui fondata, ha avviato la costruzione del suo primo reattore commerciale di nuova generazione nel Wyoming. Questo reattore innovativo, che prevede di essere completato entro il 2030, rappresenta un passo significativo verso l’energia nucleare avanzata.
L’impegno finanziario di Bill Gates potrebbe influenzare significativamente il panorama energetico degli Stati Uniti, rendendo l’energia nucleare una componente chiave del mix energetico futuro.
Il dilemma degli Stati Uniti sul maggior fabbisogno energetico
Gli Stati Uniti stanno affrontando un aumento costante della domanda di elettricità. Secondo i dati dell’Energy Information Administration (EIA), la domanda di elettricità è prevista crescere dell’1.8% all’anno fino al 2030. Questo aumento è guidato dall’elettrificazione dei trasporti, dalla crescita economica e dall’aumento della popolazione.
Con l’intensificarsi degli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra, sia il governo che il settore privato stanno promuovendo l’adozione di veicoli elettrici (EV). Nel 2020, gli EV rappresentavano circa il 2% delle vendite totali di auto nuove. Secondo BloombergNEF, si prevede che questa quota aumenterà al 10% entro il 2025 e al 28% entro il 2030. Non a caso, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha stimato che entro il 2030 saranno necessari oltre 500.000 punti di ricarica pubblici per soddisfare la domanda.
Inoltre, la popolazione degli Stati Uniti è prevista aumentare da circa 331 milioni di persone nel 2020 a circa 350 milioni nel 2030, secondo il U.S. Census Bureau. Una percentuale crescente della popolazione sta vivendo in aree urbane, dove la domanda di elettricità è più alta a causa della densità abitativa e delle attività economiche. Si stima che circa l’83% della popolazione vivrà in aree urbane entro il 2030, rispetto all’82% nel 2020.
Quali comparti monitorare in borsa quando si parla di energia nucleare?
Dato che l’uranio è il principale combustibile utilizzato nei reattori nucleari, monitorare i futures sull’uranio può fornire preziosi indizi sulle tendenze del mercato. L’aumento dell’interesse e degli investimenti nel nucleare potrebbe spingere la domanda e, di conseguenza, i prezzi dell’uranio. In quest’ottica, il Global X Uranium UCITS ETF è un fondo che offre esposizione alle aziende che operano nel settore dell’uranio. Questo ETF segue il Solactive Global Uranium & Nuclear Components Total Return Index, che include società impegnate nell’estrazione, raffinazione, esplorazione e produzione di uranio. Le prime tre capitalizzazioni di questo ETF sono: Cameco Corporation (CCJ), una delle maggiori società di produzione di uranio al mondo, con operazioni di estrazione e raffinazione in diverse località, NexGen Energy Ltd. (NXE), una società che si concentra sull’esplorazione e lo sviluppo di progetti di uranio, principalmente in Canada e Denison Mines Corp. (DNN), un’azienda di esplorazione e sviluppo dell’uranio con operazioni principalmente nella regione del bacino dell’Athabasca in Canada.
Quali asset seguire per monitorare l’andamento del comparto delle tecnologie nucleari?
Il micro comparto delle energie nucleari ogni anno assume sempre più importanza e ricopre settori che vanno oltre quello energetico. Come ad esempio la poco trattata medicina nucleare, la quale utilizza isotopi radioattivi per diagnosi e trattamenti medici, come la radioterapia per il trattamento del cancro. Oppure in campi industriali, come il controllo della qualità, la sterilizzazione di prodotti e il trattamento di rifiuti pericolosi. Ma lo stesso vale per il comparto dell’agricoltura, attraverso l’utilizzo di isotopi per migliorare le tecniche di irrigazione, studiare le dinamiche del suolo e controllare i parassiti. Nel campo delle tecnologie nucleari vi è, nel bene nel male, il comparto della difesa, con il tanto discusso utilizzo di tecnologie nucleari per la sicurezza nazionale e la non proliferazione nucleare.
In questo senso, il VanEck Uranium and Nuclear Technologies ETF offre esposizione alle società coinvolte nell’estrazione di uranio e nelle tecnologie nucleari. Questo ETF segue il MVIS Global Uranium & Nuclear Energy Index, che include aziende globali che operano nel settore dell’uranio e delle tecnologie nucleari.
Le prime tre capitalizzazioni di questo ETF sono: Orano SA, azienda francese che si occupa dell’intero ciclo del combustibile nucleare, dall’estrazione dell’uranio alla gestione dei rifiuti, China National Nuclear Corporation (CNNC), una società nucleare cinese, che opera in vari settori, tra cui l’estrazione di uranio e la costruzione di reattori. Infine Rosatom, la società nucleare statale russa, leader mondiale nella tecnologia nucleare, dalla produzione di combustibile alla costruzione di centrali nucleari.