Benzinai contro il governo: sciopero il 25-26 gennaio 2023, ma si tenta la mediazione

Alessandro Cipolla

12/01/2023

12/01/2023 - 10:13

condividi

Benzinai furiosi per “l’ondata di fango” degli ultimi giorni: ipotesi sciopero il 25 e il 26 gennaio 2023, ma il governo adesso starebbe provando a ricucire lo strappo dopo le accuse di speculazione.

Sciopero benzinai: si va verso una agitazione nei giorni 25 e 26 gennaio 2023, con le tre sigle Faib-Confesercenti, Fegica (Federazione italiana gestori carburanti e affini) e Figisc-Confcommercio, sul piede di guerra dopo le accuse di speculazione in merito al caro-benzina.

Per porre fine a questa ’ondata di fango’ contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità - si legge in una nota -, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della Categoria, su tutta la rete”.

I gestori delle pompe di benzina così sarebbero pronti “ad avviare una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio”.

Nel dettaglio lo sciopero dovrebbe tenersi dalle ore 19.00 del 24 gennaio 2023 alle ore 07.00 del 27 gennaio 2023, ma il governo nelle ultime ore starebbe tentando una mediazione e non si esclude a breve un incontro con le tre sigle in rivolta.

Benzinai pronti allo sciopero

Questo 2023 potrebbe iniziare con uno sciopero dei benzinai, visto lo stato di agitazione della categoria dopo che il governo ha parlato di speculazione come causa del caro-benzina, emanando poi un decreto ad hoc con misure riguardanti soprattutto le stazioni di servizio.

Il governo - contestano le tre sigle in agitazione - aumenta il prezzo dei carburanti e scarica la responsabilità sui gestori che diventano i destinatari di insulti e improperi degli automobilisti esasperati”. Il chiaro riferimento è alla mancata proroga da parte dell’esecutivo degli sconti sulle accise dei carburanti, decisione che ha portato a un rialzo dei prezzi sia per la benzina sia per il gasolio.

Come soluzione il presidente della Fegica Roberto Di Vincenzo così ha rilanciato l’ipotesi di una accisa mobile, attaccando poi la strategia del governo sulla benzina: “Gli annunci non contengono nulla che abbia effetto sui prezzi, mentre gli speculatori internazionali e la criminalità che sottrae ogni anno 13 miliardi di euro all’erario italiano rimangono al riparo”.

Nel comunicare la loro intenzione di dare vita a uno sciopero, le tre sigle hanno puntato il dito contro “le azioni politiche irresponsabili e di inusitata gravità nei confronti di una intera categoria di onesti operatori economici che basano la loro attività su un margine fisso pro litro di 3 centesimi lordi al litro, garantendo allo Stato, a proprio rischio e pericolo, in alcuni casi della vita, un introito di circa 40 miliardi l’anno di gettito”.

Benzina: governo prova a mediare

Come è arrivata la notizia dello sciopero indetto dai benzinai, il governo ha cercato di correggere il tiro nella speranza di poter ricucire lo strappo che si è venuto a creare con i gestori delle pompe di benzina.

Sicuramente non ce la prendiamo con chi fa lavoro duro e guadagna poco, prezzo alla pompa per fortuna in linea con anno scorso - ha dichiarato a Radio anch’io il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani -. Quando si parla di speculazioni sul prezzo della benzina naturalmente non si parla del povero gestore delle pompe, che ha un introito minimo perché si parla di pochi centesimi al litro. Noi parliamo delle speculazioni internazionali sul prezzo del gas e della benzina che è evidente”.

Nei giorni scorsi il governo, di fronte alle proteste di cittadini e associazioni per l’aumento dei prezzi della benzina, ha deciso di sguinzagliare la Guardia di Finanza e Mister Prezzi per accertare possibili comportamenti scorretti da parte dei distributori.

Con un video postato sui social, Giorgia Meloni ha voluto sottolineare come “la gran parte dei benzinai è onesta e responsabile e a tutela loro dobbiamo intervenire; in Consiglio dei ministri abbiamo deciso di rafforzare le norme sanzionatorie per chi non adempie alle comunicazioni previste dalla legge e abbiamo stabilito che ogni benzinaio esponga il prezzo medio giornaliero”.

Nei prossimi giorni potrebbe tenersi un incontro tra il governo e le tre sigle in agitazione, un modo questo per cercare di evitare una due giorni di sciopero che potrebbe creare ulteriori criticità agli automobilisti.

Nessun commento

Iscriviti a Money.it