Belgio, arrivata seconda ondata: l’annuncio ufficiale dell’Istituto di Sanità

Il Belgio si trova a dover fronteggiare la seconda ondata di coronavirus, la notizia è stata diffusa proprio dall’Istituto di Sanità. Alcuni Stati esteri hanno imposto delle restrizioni degli spostamenti da e per il Paese. Ecco cosa sta accadendo.

Belgio, arrivata seconda ondata: l'annuncio ufficiale dell'Istituto di Sanità

In Belgio è arrivata la seconda ondata. A darne notizia è proprio l’Istituto di Sanità, che annuncia una situazione che spaventa le autorità in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati dell’istituto nazionale di sanità pubblica, ben 70.317 persone sono state infettate in tutto il Paese.

Nella settimana compresa tra il 25 e il 31 luglio sono stato diagnosticati in media 517 nuovi casi di coronavirus, facendo innalzare del 60% la percentuale rispetto alla settimana precedente. La scorsa settimana, il Governo federale si è trovato costretto a introdurre delle nuove restrizioni al fine di limitare quanto più possibile le nuove infezioni che ormai sembrano essere fuori controllo.

Seconda ondata in Belgio: l’allarme dell’Istituito di Sanità

Il Belgio si trova a dover fronteggiare una seconda ondata di contagi, proprio come è successo in Germania e in Spagna. Steven Van Gucht, il presidente del comitato scientifico sul coronavirus dell’Istituto di sanità, ha annunciato che:

“È chiaro che è arrivata la seconda ondata di Covid-19. Il numero di infezioni è in crescita e non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve. Tuttavia questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche: le misure messi in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare”.

Il Paese era riuscito a contenere bene la prima ondata di infezioni, imponendo il lockdown a partire dal 18 marzo scorso per poi iniziare ad allentarle a partire da maggio, proprio come è successo in Italia, ma adesso sembra che in Belgio alcune scelte siano state troppo precoci. Le misure di contenimento hanno intaccato anche l’economia del Belgio, e in particolare il settore dell’ospitalità. Secondo le stime della Federazione dell’industria alimentare di Bruxelles, saranno circa 1.200 i ristoranti e i bar che si troveranno costretti a chiudere entro settembre, stiamo parlando del 30% delle attività di tutto il Paese.

Le nuove misure di contenimento

Lo scorso sabato Bruxelles ha pubblicato una mappa in cui sono state evidenziate le zone del Paese maggiormente colpite dal coronavirus, in cui si registra un livello di infezione preoccupante. Ai cittadini è stato vietato di viaggiare in queste nuove nuove zone rosse, in cui figurano anche le zone del Vaud, del Vallese e di Ginevra, salvo per motivi di assoluta necessità, e al momento del rientro sarà obbligatorio sottoporsi a quarantena e screening.

Per quanto riguarda le zone arancioni la quarantena e lo screening sono raccomandate mentre nelle zone verdi è possibile spostarsi senza alcuna limitazione od obbligo. I cittadini che entrano in Belgio dall’estero, se soggiorneranno per più di 48 ore saranno obbligati a compilare un modulo con cui forniranno i propri dati di contatto e una lista dei luoghi in cui hanno soggiornato negli ultimi quattordici giorni.

Strette sugli spostamenti da e per il Belgio

La situazione epidemiologica del Belgio ha imposto delle nuove limitazioni per gli spostamenti al di fuori dei confini nazionali. Alcuni Stati esteri infatti hanno deciso di prendere dei provvedimenti, come il Regno Unito che si prepara a inserire il Belgio nella lista dei Paesi per cui è necessaria la quarantena. Il provvedimento, che dovrebbe essere introdotto entro il prossimo fine settimana, come riporta il The Guardian, imporrà l’isolamento di 14 giorni ai cittadini che entreranno in UK dal Belgio.

Anche la Germania ha inserito la regione di Anversa nella lista delle zone a rischio, sconsigliando ai cittadini di viaggiare in quella zona a meno che non sia strettamente necessario. I cittadini tedeschi che torneranno nel proprio Paese dal Belgio inoltre dovranno sottoporsi a quarantena a meno che non siano in possesso di un test negativo.

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