BCE, alert Lagarde da Davos su ricchezza e AI. “Verso guai seri”

Laura Naka Antonelli

23/01/2026

In un intervento al World Economic Forum anche la presidente della BCE attacca la ricchezza e gli effetti dell’AI dopo la lettera che ha invocato tasse per i super ricchi.

BCE, alert Lagarde da Davos su ricchezza e AI. “Verso guai seri”

Nel corso di un intervento al World Economic Forum, la Presidente della BCE Christine Lagarde ha lanciato oggi un nuovo attenti a tutto il mondo, paventando guai seri per tutti.

Così Christine Lagarde:

“Dobbiamofare attenzione alla distribuzione della ricchezza e alla disparità che stanno diventando sempre più profonde. Se non ce ne occuperemo, andremo incontro a guai seri”.

Non solo sulla ricchezza. Lagarde preoccupata anche per la fine che farà l’AI

Nel sottolineare che “siamo dipendenti l’uno dall’altro”, Lagarde ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, ricordando che l’AI richiede capitale, energia e dati e avvertendo che lo stesso business dell’AI prospererà se ci sarà abbondanza di tutti e tre questi elementi.

Altrimenti, “ se non stabiliremo le regole del gioco ”, ci saranno meno capitale e meno dati. “Siamo in difficoltà, ammettiamolo”, ha detto ancora la numero uno della BCE, lanciando poi un messaggio di fiducia: “So che, alla fine della giornata, prevarranno i valori profondamente radicati.”

Parlando da Davos, dove si chiuderanno oggi i lavori del WEF, la numero uno della Banca centrale europea Christine Lagarde ha focalizzato la sua attenzione su un tema che è stato affrontato nei giorni scorsi da diverse personalità non solo del mondo della finanza ma anche dello spettacolo: quello della troppa ricchezza in mano a una manciata di pochi fortunati.

L’appello di Lagarde dopo la lettera acccorata al WEF dei milionari e miliardari

In tutto, sono stati quasi 400 i milionari e miliardari di 24 Paesi diversi che, in una lettera inviata ai leader mondiali in occasione dei lavori del World Economic Forum, hanno chiesto ai governi di aumentare le tasse ai Super ricchi del pianeta.

La missiva, che è stata firmata tra gli altri dall’attore e del produttore Mark Ruffalo, dal musicista Brian Eno e dalla filantropa Abigail Disney, ha denunciato che la ricchezza estrema nelle mani di pochi sta inquinando la politica, fomentando l’esclusione sociale e, anche, l’emergenza climatica.

Così la lettera, che ha invocato in sostanza una super patrimoniale contro i super ricchi:

“Un pugno di oligarchi globali con ricchezze estreme ha comprato le nostre democrazie; ha preso il controllo dei nostri governi; ha imbavagliato la libertà dei nostri media; ha stretto una morsa sulla tecnologia e sull’innovazione; ha aggravato la povertà ed esclusione sociale; e ha accelerato il degrado del nostro pianeta. Ciò che tutti noi, ricchi e poveri, apprezziamo, viene eroso da chi è intenzionato ad ampliare il divario tra il proprio immenso potere e tutti gli altri. Tutti lo sappiamo. Quando persino milionari come noi riconoscono che la ricchezza estrema ha tolto tutto agli altri, non ci può essere alcun dubbio che la società stia pericolosamente barcollando sull’orlo di un precipizio”.

Il sondaggio sulla ricchezza e l’appello per tassare i super ricchi

L’articolo del Guardian che ha riportato la notizia della lettera ha ricordato che, secondo Forbes, Donald Trump ha dato vita all’amministrazione più ricca della storia degli Stati Uniti dopo essere stato rieletto presidente, con un patrimonio complessivo stimato lo scorso agosto in 7,5 miliardi di dollari.

Il quotidiano britannico ha segnalato anche quanto emerso da un sondaggio condotto per Patriotic Millionaires, gruppo che fa campagna a favore di tasse più alte sui super-ricchi, ovvero che il 77% dei milionari stessi dei paesi del G20 ritiene che gli individui estremamente ricchi stia assaltando, letteralmente acquistandola, l’influenza politica.

Dal sondaggio, a cui hanno partecipato 3.900 persone di paesi del G20 che dispongono di una ricchezza superiore al 1 milione di dollari, è emerso anche che tre quinti dei partecipanti ritengono che Trump abbia avuto un impatto negativo sulla stabilità economica globale (il sondaggio è stato condotto prima che il presidente USA minacciasse nuovi dazi nel fine settimana contro i paesi europei se non fosse stato raggiunto un accordo per l’acquisizione della Groenlandia, minacce che sono state poi ritirate dallo stesso presidente americano).

Oltre il 60% degli intervistati si è mostrato preoccupato per il rischio che la ricchezza estrema rappresenti una minaccia per la democrazia e due terzi hanno detto di essere a favore di tasse imposte ai super ricchi per finanziare i servizi pubblici.

Solo il 17% si è detto contrario.

La lettera è stata pubblicata negli stessi giorni in cui Oxfam ha riferito che il 2025 ha assistito a un balzo del numero dei miliardari a un livello record, a più di 3.000 Paperon de’ Paperoni, per la prima volta nella storia a livello mondiale.

Lo scorso anno l’aumento della ricchezza dei miliardari è stato senza precedenti ,” ha dichiarato Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International, facendo notare che “ai super-ricchi viene lasciata completa libertà” e aggiungendo che “è incomprensibile che l’1% più ricco possieda ora tre volte più della ricchezza pubblica totale mondiale combinata”.

Behar ha poi aggiunto quanto sia “assurdo il divario tra oligarchi e il resto dell’umanità”, lanciando un appello ai governi affinché introducano “ tasse sui super-ricchi ora per dare priorità alla riduzione delle disuguaglianze. Il mondo non può continuare su questa traiettoria oscena”.

Lagarde esclude frattura tra Europa e Stati Uniti di Trump. L’attenti sulla fiducia

Tornando all’intervento di Christine Lagarde al World Economic Forum, la Presidente della BCE ha cercato di smorzare il timore che si sia aperta una frattura tra l’Europa e gli Stati Uniti di Donald Trump, dopo l’alta tensione esplosa tra le controparti a causa delle mire espansionistiche del tycoon sulla Groenlandia.

Lagarde ha chiarito di nutrire “ grande fiducia e un grande affetto per il popolo americano ” sottolineando che, a suo avviso, “i valori profondamente radicati prevarranno”.

Di fatto, è questa “la mia speranza e la mia convinzione più forte”, ha precisato.

L’ex direttrice dell’FMI ha poi avvertito che, se è vero che “costruire fiducia richiede tempo”, è altrettanto vero che “basta pochissimo per eroderla”, ricordando che “il nostro dovere, nello spirito del dialogo, è senza dubbio quello di ricostruire ciò che può essere stato compromesso ”.

La Presidente della BCE ha detto infine che, dopo questi giorni in cui è stata presente a Davos in occasione del World Economic Forum, tornerà a casa con la consapevolezza che “abbiamo un dovere di verità. Noi, come istituzioni che producono dati e analisi su ciò che accade, abbiamo la responsabilità di distinguere i segnali dal rumore: è così che si mantiene la fiducia ”.

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