Pechino sta facendo pressioni affinché i due colossi della navigazione Maersk e MSC si ritirino dalla gestione di due porti chiave nel canale di Panama.
La Cina starebbe facendo pressioni affinché due delle più grandi compagnie di navigazione al mondo, la danese Maersk e la svizzera Mediterranean Shipping Company (MSC), di proprietà della famiglia napoletana Aponte, si ritirino dalla gestione di due infrastrutture portuali strategiche legate al Canale di Panama.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, la richiesta sarebbe stata avanzata durante un incontro con la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme della Cina. In quell’occasione alle due società sarebbe stato intimato di cessare le proprie attività nei porti di Balboa e Cristobal, due scali fondamentali per il traffico commerciale che attraversa il canale.
Alle compagnie sarebbe stato inoltre raccomandato di evitare possibili azioni legali che possano danneggiare gli interessi delle imprese cinesi e di attenersi alle regole del commercio internazionale. Il Canale di Panama rappresenta infatti uno dei corridoi commerciali più importanti al mondo ed è un elemento chiave nelle catene di approvvigionamento globali.
La mossa di Pechino arriva dopo che le tensioni sulle concessioni portuali sono aumentate a seguito del trasferimento del controllo di alcuni terminal dalla società di Hong Kong CK Hutchison Holdings a un consorzio che comprende fondi di investimento statunitensi guidati da BlackRock e la stessa MSC.
Il motivo della decisione
La decisione di togliere la concessione alla società di Hong Kong per affidarla a un consorzio composto da una società americana e una europea avrebbe irritato profondamente Pechino, che ha reagito con durezza. Le autorità cinesi avrebbero infatti iniziato a esercitare pressioni normative e diplomatiche, insistendo affinché anche il gruppo statale di navigazione COSCO fosse incluso nel consorzio che gestisce le infrastrutture portuali.
Secondo diverse analisi, la Cina avrebbe reagito in modo così deciso perché teme che l’allontanamento della società di Hong Kong dalla gestione dei porti di Panama possa indebolire la propria influenza in un punto strategico del commercio globale. Pechino sospetta infatti che Maersk e MSC abbiano approfittato della situazione per rafforzare la loro presenza e che, nel lungo periodo, la gestione dei terminal possa finire sempre più sotto l’influenza statunitense, alterando gli equilibri geopolitici della regione.
Le due compagnie di navigazione europee, dal canto loro, hanno sottolineato che la loro presenza nei porti sarebbe solo temporanea e finalizzata a garantire la continuità dei flussi commerciali attraverso il canale. Nel frattempo sarebbero già in corso colloqui tra le società coinvolte e le autorità di regolamentazione cinesi per trovare una soluzione che possa soddisfare tutte le parti.
Tuttavia Pechino sta intensificando il controllo sulle infrastrutture logistiche globali in un contesto di crescente competizione geopolitica. Gli Stati Uniti stanno cercando di rafforzare la propria influenza sui principali corridoi di trasporto e sui nodi strategici del commercio internazionale, mentre la Cina teme che molti dei principali porti mondiali possano finire sotto l’influenza di Washington. Questo scenario potrebbe creare problemi di sicurezza per le catene di approvvigionamento cinesi e ridurre la capacità del Paese di garantire stabilità ai propri flussi commerciali. Proprio per questo motivo Pechino sta cercando di correre ai ripari e di difendere la propria presenza nelle infrastrutture strategiche del commercio globale.
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