Banche italiane: UniCredit aprirà la stagione delle fusioni? Occhi su 4 istituti

Banche italiane: la stagione delle fusioni potrebbe iniziare presto grazie a UniCredit. Gli istituti sotto la lente

Banche italiane: UniCredit aprirà la stagione delle fusioni? Occhi su 4 istituti

Le banche italiane si avviano verso la stagione delle fusioni.

Il tema del consolidamento del settore bancario è tornato sulle prime pagine dei quotidiani nazionali qualche giorno fa, quando Deutsche Bank e Commerzbank hanno ufficialmente interrotto i colloqui a causa delle numerose difficoltà e degli elevati costi derivanti da una eventuale aggregazione.

Il fallimento dei negoziati ha riaccesi i riflettori su UniCredit e sulla sua possibile fusione con il colosso tedesco di Martin Zielke. Immediatamente, il mercato è tonato ad interrogarsi sulle possibili conseguenze di questo avvicinamento che potrebbe dare il via alla stagione delle fusioni tra le banche italiane.

Banche italiane: fusioni al via grazie a UniCredit?

Le voci su un possibile avvicinamento tra UniCredit e Commerzbank sono iniziate a circolare già diverso tempo fa, nel pieno dei colloqui tra i due istituti di credito tedeschi.

In quell’occasione era stato il Financial Times a parlare di una probabile offerta in arrivo dall’italiana di Mustier. Lo scenario, però, non aveva mancato di sollevare le perplessità dei più scettici.

Oggi, ad interrogarsi sul possibile futuro del comparto bancario nostrano è tornato anche Milano Finanza. Secondo il quotidiano, un’aggregazione tra UniCredit e Commerbank potrebbe risvegliare dal letargo l’intero settore spingendolo così a nuove considerazioni sui prossimi passi da compiere.

Le banche più propense al consolidamento

L’avvicinamento tra i due colossi potrebbe innanzitutto dare la carica a Intesa Sanpaolo che - per utilizzare le stesse parole di MF - rimarrebbe esposto agli appetiti degli investitori stranieri assieme al resto delle banche italiane.

Tra quelle più propense a partecipare alla stagione delle fusioni, hanno continuato le indiscrezioni, potrebbero esserci anche UBI Banca e Banco BPM, e questo soprattutto in virtù delle loro basse valutazioni e della buona dislocazione geografia, elementi che potrebbero renderle decisamente appetibili agli occhi di investitori d’oltre confine.

Particolarmente esposta secondo il quotidiano anche MPS. A breve il Tesoro dovrà comunicare le modalità d’uscita dal capitale della senese: un’aggregazione potrebbe essere la via più breve.

All’inizio di aprile anche altri quotidiani nazionali si sono interessati al futuro del settore bancario italiano. In quell’occasione, Il Sole 24 Ore aveva parlato di una stagione delle fusioni in dirittura d’arrivo e aveva citato (oltre agli istituti prima nominati) anche Banca Carige e la Popolare di Bari.

La parte più ottimista del mercato ne è convinta: grazie alle basse valutazioni e al contesto economico sfavorevole le banche italiane si renderanno protagoniste di una nuova fase di fusioni e attireranno sempre di più l’attenzione degli investitori internazionali.

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