Banca Generali smentisce le svalutazioni dei bond

Mauro Speranza

16 Settembre 2021 - 14:10

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Un articolo del Financial Times ha diffuso la notizia di nuove svalutazioni di bond di Banca Generali per 500 milioni di euro, poi smentite dalla banca.

Banca Generali smentisce le svalutazioni dei bond

Arrivata la smentita da parte di Banca Generali in risposta alle indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, circa nuove svalutazioni di obbligazioni legate al sistema sanitario che l’istituto avrebbe effettuato.

Quanto scritto dal media britannico ha attirato forti vendite sul titolo Banca Generali che in apertura di seduta di oggi cedeva immediatamente oltre l’1,50% a un minimo di 38,74 euro.

La smentita ha poi affievolito le vendite, riuscendo a far tornare le azioni della banca soltanto a sfiorare quota 39 euro, (mentre si scrive il titolo scambia a 39,02 euro), quotazione superata martedì 14 settembre sulla scia di un possibile interesse di Mediobanca ad acquistare l’istituto.

Banca Generali smentisce la svalutazione delle obbligazioni

Un portavoce di Banca Generali ha dichiarato infondata la notizia diffusa dal FT di nuove svalutazioni di bond legati al sistema sanitario pubblico italiano.

Il portavoce ha inoltre ricordato che, già due mesi fa, la banca aveva realizzato un accantonamento per tutelare i propri clienti dal rischio potenzialmente derivante da questi titoli, mossa apprezzata dagli analisti del mercato.

Si tratta di un accantonamento per 80 milioni di euro risalente al 27 luglio scorso, finalizzato alla tutela dei clienti della banca nei confronti di una potenziale perdita relativa d investimenti in titoli di cartolarizzazioni di crediti sanitari riservati a clienti professionali.

La cifra corrispondeva a quanto stimato dalla banca quale impatto massimo dell’offerta di acquisto che lancerà, pagando ai propri clienti un corrispettivo non inferiore all’ammontare investito inizialmente, dedotti i rimborsi intervenuti e le cedole incassate, a fronte di un valore di presumibile realizzo inferiore rispetto a quello atteso.

Le indiscrezioni del Financial Times

L’articolo pubblicato questa mattina dal FT parlava di un valore complessivo di quasi 500 milioni di euro di svalutazioni del bond, aggiungendo che l’istituto non intendeva più commercializzare obbligazioni garantite da fatture dovute dalle autorità sanitarie italiane.

Inoltre, stando alla ricostruzione del quotidiano, la banca non voleva più distribuire il debito legato alla sanità venduto dalla boutique investment bank Cfe Finance, organizzatrice delle operazioni.

Alla luce di questo, Banca Generali aveva quindi interrotto la distribuzione dei titoli sanitari organizzati da Cfe, decidendo di uscire da questo business.

Secondo il FT, gli accantonamenti della scorsa estate sottolineavano le insidie dell’investimento nel debito legato a un settore, quello sanitario, in cui diverse autorità locali del Sud Italia sono fortemente indebitate e molte sono state poste in amministrazione straordinaria dal governo italiano dopo essere risultate infiltrate dalla criminalità organizzata.

L’anno scorso il FT aveva rivelato che una piccola parte delle fatture contenute in queste obbligazioni cartolarizzate vendute ai clienti privati di Banca Generali erano state emesse da società di copertura che lavoravano per potenti clan della ’Ndrangheta.

Il legame tra l’accantonamento delle obbligazioni sanitarie con il crimine organizzato era stato smentito dalla stessa Banca Generali.

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