Balneari, se salta la concessione i risarcimenti li decide Draghi: ignorati Salvini e Meloni

Claudia Mustillo

02/09/2022

02/09/2022 - 16:38

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Mario Draghi accelera e fissa undici obiettivi del Pnrr da realizzare a settembre, prima dell’insediamento del nuovo governo.

Balneari, se salta la concessione i risarcimenti li decide Draghi: ignorati Salvini e Meloni

Il governo Draghi ha fissato undici obiettivi del Pnrr da realizzare a settembre, prima dell’arrivo del nuovo governo. Tra questi il decreto delegato sui balneari, la riorganizzazione del sistema scolastico e la riforma degli istituti tecnico professionali (sulla scuola potrebbe anche essere utilizzato lo strumento del decreto legge).

In totale tra settembre e ottobre il governo vuole raggiungere la realizzazione di 29 obiettivi (su 55 previsti) del Pnrr, tra cui il dossier balneari. I restanti saranno lasciati alla nuova legislatura che ci sarà dopo le elezioni del 25 settembre. Non è dello stesso pensiero il leader della Lega, Matteo Salvini, che lo scorso 27 agosto aveva dichiarato che sul dossier balneari: «Sarà il prossimo governo a fare i decreti attuativi». Ma Draghi accelera e non ascolta neanche la critica di Giorgia Meloni sull’avanzamento delle trattative per la cessione di Ita: «non si doveva andare avanti».

Sui balneari il Parlamento ha approvato, a inizio agosto, la legge sulla concorrenza e la norma prevede le gare delle concessioni balneari da istituire nel giro di 18 mesi dai comuni. Per il decreto attuativo c’è tempo fino a gennaio 2023, ma Draghi ha deciso di vararlo a settembre.

Balneari: deciderà Draghi

Dopo l’approvazione del ddl concorrenza si apre alla riassegnazione delle concessioni delle spiagge con gare pubbliche da istituire entro il 2024. Si tratta di una svolta epocale per il settore. Sono ancora in sospeso le questioni più importanti: le modalità delle gare e la definizione degli indennizzi per i concessionari uscenti, che verranno sancite nel decreto attuativo.

In particolare il capitolo degli indennizzi, cioè i risarcimenti ai balneari a cui verrà tolta la concessione, è molto caro a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che erano convinti di poter elaborare il meccanismo in caso di vittoria alle prossime elezioni del 25 settembre. Se Draghi li anticipa, però, non potranno rispondere a un bacino importante del loro elettorato, che Salvini, essendo al governo, rischia proprio di scontentare.

Il presidente del Consiglio ha esortato i ministri e le strutture a continuare a lavorare sodo, «per raggiungere quanti più risultati possibili nei prossimi due mesi». L’obiettivo è «consentire a fine ottobre di ridurre al minimo l’arretrato e soprattutto di dare piena attuazione ai provvedimenti introdotti dal Governo».

Tuttavia il ministro del Turismo, il leghista, Massimo Garavaglia ha commentato l’indiscrezione del possibile decreto sui balneari in arrivo entro fine mese dicendo: “Non mi risulta. Visto che lo dovrei fare: è ovvio che non si può procedere ora”.

Draghi accelera anche sulla riforma della scuola

Si accelera anche sulla riforma della scuola. Nel dettaglio le previsioni parlano di una riduzione del numero di iscritti per i prossimi anni a causa della denatalità, questo porterà una riduzione della domanda di personale scolastico, ma anche la possibilità di ripensare interamente l’organizzazione del sistema scolastico con l’obiettivo di ridurre il numero medio di studenti nelle classi per migliorare la qualità dell’insegnamento.

Si prevede anche una riforma degli Istituti tecnoco-professionali. L’obiettivo è l’allineamento del curriculum alla domanda che arriva dal settore di riferimento. In particolare bisogna tendere verso l’innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e verso la profonda innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro.

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