Azure supera i 100 miliardi di dollari annui, Copilot cresce a 30 milioni di abbonati. Ecco come e quanto Microsoft monetizza con il suo ecosistema AI.
Il 29 luglio 2026 Microsoft ha chiuso il suo anno fiscale con numeri che meglio spiegano come l’intelligenza artificiale sia diventata da tempo il motore economico dell’azienda. Nel quarto trimestre, il fatturato ha toccato i 90 miliardi di dollari, in crescita del 18% su base annua, mentre Azure ha superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di dollari di ricavi annuali, con una crescita trimestrale del 43%.
Dietro questi numeri, c’è una strategia precisa. Microsoft sta integrando l’AI in ogni livello del suo ecosistema, dal cloud alle app di produttività. In questo modo, facendo pagare l’accesso ai modelli in modi diversi a seconda del cliente, ne trae profitto. Nello stesso periodo, l’azienda ha annunciato una spesa record in infrastrutture di 41 miliardi di dollari nel solo trimestre, destinata a salire fino a 175 miliardi nell’anno fiscale 2027.
In questa guida, analizziamo come e quanto Microsoft riesce a guadagnare con cloud Azure, abbonamenti Copilot e partecipazioni in OpenAI e Anthropic, fornendoti dati economici ufficiali e aggiornati.
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Come fa Microsoft a guadagnare con l’AI
Per comprendere al meglio tutto ciò che c’è dietro ai guadagni record di Microsoft registrati durante l’ultimo anno fiscale, è bene fare una divisione in tre rami principali: Azure, Copilot e partecipazioni in OpenAI e Anthropic.
Azure
La parte in assoluto più redditizia di tutto il business AI di Microsoft è l’infrastruttura cloud su cui girano i modelli, venduta ad aziende e sviluppatori tramite Azure.
Nel trimestre chiuso il 30 giugno 2026, Microsoft ha registrato un fatturato complessivo di 59,3 miliardi di dollari, in crescita del 27% e con Azure come principale traino grazie a una crescita del 43% nel periodo.
Su base annuale, Azure ha superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari di ricavi, una soglia raggiunta proprio grazie alla domanda di potenza di calcolo per poter addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale.
Il fatturato di Azure si costruisce sul modello “pay-as-you-go”. Cosa vuol dire? Che aziende e sviluppatori pagano in base al consumo effettivo di risorse di calcolo, storage e servizi AI quali Azure OpenAI Service, che dà modo di integrare modelli GPT nelle proprie applicazioni.
È proprio qui che Microsoft guadagna di più per ogni singolo token elaborato, ma è anche la voce che assorbe gli investimenti più pesanti. La spesa in conto capitale ha raggiunto un record di 41 miliardi di dollari nel trimestre, spinta dalla costruzione di nuovi data center per reggere la domanda di calcolo. Solamente nell’ultimo anno fiscale, ne sono stati aperti altri 88.
Copilot
Dal punto di vista del software, Microsoft ha cambiato radicalmente le strategie di prezzo nel biennio 2025-2026. L’AI non è più un componente aggiuntivo separato, ma viene incorporata direttamente negli abbonamenti Microsoft 365. Come si legge nel comunicato del 29 luglio 2026, Microsoft 365 Copilot ha superato i 30 milioni di utenti abbonati a fine anno fiscale.
Per i privati, oggi i piani principali sono Microsoft 365 Personal (9,99 euro al mese o 99,99 euro l’anno) e Microsoft 365 Family (12,99 euro al mese, fino a sei persone), entrambi comprensivi di un pacchetto di richieste Copilot incluso nel prezzo, oltre allo spazio cloud OneDrive.
Chi desidera un uso più intensivo, può ricorrere a piani premium dedicati con crediti AI più ampi. Per le aziende, Copilot resta un componente aggiuntivo. Il prezzo di listino è di 30 dollari per utente al mese con impegno annuale sui piani Business ed Enterprise, mentre le piccole imprese sotto i 300 dipendenti hanno un prezzo promozionale accessibile di 18 dollari (fino al 30 settembre 2026). Va sempre sommato al costo del piano Microsoft 365 di base, che parte da circa 23,50 dollari per utente al mese nella versione con Copilot già inclusa.
Questa doppia strategia per consumatori e per aziende è il modo in cui Microsoft è riuscita a trasformare l’uso quotidiano dell’intelligenza artificiale in un flusso di guadagni, senza dover reinventare il proprio modello di vendita basato su licenze e abbonamenti.
Partecipazioni in OpenAI e Anthropic
Il terzo e ultimo ramo che ha generato più guadagni in casa Microsoft riguarda gli investimenti diretti in grandi laboratori di AI. L’azienda detiene quote in OpenAI e in Anthropic. Nell’ultimo trimestre fiscale, il solo investimento in Anthropic ha generato una plusvalenza contabile di circa 3,2 miliardi, mentre sull’intero anno fiscale i guadagni legati alla partecipazione in OpenAI hanno sfiorato i 5 miliardi.
Va precisato che queste voci non sono ricavi da vendite, bensì rivalutazioni contabili delle partecipazioni che hanno contribuito alla crescita dell’utile per azione, con un +32% su base annua a 17,95 dollari.
Allo stesso tempo, Microsoft ha investito nello sviluppo dei suoi modelli proprietari, ossia la famiglia MAI presentata da Satya Nadella come alternativa più economica e sostituibile rispetto a OpenAI e Anthropic.
La logica è tenere separati gli agenti AI dai modelli sottostanti, così da poter cambiare fornitore di AI senza dover riscrivere l’infrastruttura software, una mossa che riduce la dipendenza dai partner esterni e potrebbe aumentare i margini futuri.
Qual è il quadro complessivo di Microsoft
Sull’intero anno fiscale 2026, Microsoft ha registrato un fatturato totale di 331,8 miliardi di dollari, in crescita del 18%, con un utile operativo di 155,2 miliardi e un utile netto di 133,7 miliardi di dollari, in aumento del 31% rispetto all’anno precedente.
Per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027, la società prevede una crescita di Azure di circa il 45% e cambi costanti, segno che la domanda di infrastrutture AI non vuole rallentare. Il rovescio della medaglia è invece la pressione sui margini.
La crescita degli investimenti in data center e chip ha fatto scendere il flusso di cassa libero del 23% nel trimestre e la stessa azienda prevede per l’anno fiscale in corso un leggero calo dei margini operativi, nonostante ricavi e utili siano attesi in crescita a doppia cifra.
Quindi Microsoft sta trasformando l’AI in un flusso di ricavi tramite cloud a consumo, abbonamenti Copilot e plusvalenze sulle partecipazioni in OpenAI e Anthropic, ma lo fa sostenendo una delle campagne di investimento infrastrutturale più costose nella storia dell’azienda. Se questa strategia riuscirà a dare i suoi frutti anche nel lungo termine o se si tratterà di una bolla temporanea, sarà solo il tempo a dircelo.