Azioni Trevi crollano a Piazza Affari fino a oltre -33%, CDP partecipa ad aumento di capitale

Laura Naka Antonelli

30/03/2026

L’annuncio di Cassa Depositi e Prestiti relativo all’aumento di capitale di Trevi, le cui azioni crollano a Piazza Affari dopo la carrellata di notizie.

Azioni Trevi crollano a Piazza Affari fino a oltre -33%, CDP partecipa ad aumento di capitale

Azioni Trevi sotto i riflettori a Piazza Affari, dopo che l’azienda ha anche alzato il velo sui conti e sul piano industriale 2026-2029, annunciando una operazione di aumento di capitale, per un valore di 100 milioni di euro.

All’operazione, come si apprende da un comunicato diramato da CDP Equity, parteciperà anche la holding di investimenti controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti.

Azioni Trevi non fanno prezzo, poi -25% fino a crollare di oltre -33%

La notizia dell’aumento di capitale ha avuto subito un forte impatto sulle azioni Trevi che, nella sessione di oggi, lunedì 30 marzo 2026, quotate a Piazza Affari, non sono riuscite a fare inizialmente prezzo, per poi entrare in contrattazione soffrendo un crollo di oltre il 25%, e amplificare il tonfo a oltre -33%.

Scambiate sull’indice FTSE Italia Small Cap, con il tonfo di oggi le azioni Trevi estendono la scia ribassista delle ultime cinque sessioni a un crollo di quasi -39%, portando il trend dell’ultimo mese a un tonfo di quasi -63% e la performance a 3 mesi a -53% circa.

Dall’inizio del 2026, il titolo è scivolato di oltre il 53%, mentre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la performance è di un guadagno di quasi +21%.

I conti di Trevi Finanziaria Industriale del 2025. Utile netto, ricavi, ordini

Riguardo al bilancio del 2025, Trevi Finanziaria Industriale ha presentato i seguenti numeri, precisando di aver ricevuto nei primi due mesi del 2026 ordini per ulteriori €157 milioni, a conferma del positivo momentum commerciale

  • Utile netto pari a €8,6 milioni (in rialzo rispetto ai €5,5 milioni nel 2024).
  • Ricavi pari a €624 milioni (in lieve calo rispetto ai €663,3 milioni nel 2024).
  • EBITDA ricorrente pari a €85,5 milioni (in lieve flessione rispetto agli €83,6 milioni nel 2024), con un margine del 13,7% (+1,1% rispetto al 2024).
  • Ordini acquisiti per €734,3 milioni nel 2025 (in aumento di €128,9 milioni rispetto al 2024).
  • Backlog pari a €748,1 milioni (+€47,2 milioni rispetto al 2024).
  • Posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025 pari a €187,4 milioni, in miglioramento di €11,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2024.

La guidance per il 2026 di Trevi

Trevi ha comunicato anche la propria guidance, rendendo noto di prevedere per il 2026 le seguenti performance, considerando l’evoluzione del mix geografico e l’avvio di nuove commesse strategiche - molte delle quali entreranno nella fase operativa nella seconda parte dell’anno e contribuiranno in modo più significativo agli esercizi successivi -, così come la stessa implementazione della Manovra Finanziaria:

  • Ricavi compresi tra €640-670 milioni.
  • EBITDA ricorrente tra €70-80 milioni.
  • Posizione Finanziaria Netta tra €90-100 milioni, post Manovra Finanziaria.

In cosa consiste la manovra finanziaria di Trevi

Per quanto concerne la manovra finanziaria, va sottolineato che si tratta di un insieme di misure che il CDA di Trevi ha approvato per centrare i seguenti obiettivi:

  • Rifinanziare il debito e ridurre il livello di indebitamento del Gruppo.
  • Rafforzare ulteriormente la flessibilità finanziaria del Gruppo.
  • Garantire maggior rapidità e capacità di esecuzione nell’attuazione della strategia e del Piano Industriale.
  • Mantenere la possibilità di valutare opportunità selettive di sviluppo inorganico coerenti con il cluster delle attività di Gruppo.

Nello specifico, la manovra finanziaria si articola principalmente nei seguenti elementi:

  • Nuovo finanziamento a medio-lungo termine da €170 milioni.
  • Linee di credito operative a breve termine per circa €40 milioni, destinate al supporto del capitale circolante e delle esigenze operative del Gruppo.
  • Linee di firma per un importo complessivo indicativamente compreso tra €150 milioni e €200 milioni, funzionali allo svolgimento delle attività operative e alla partecipazione alle gare per l’acquisizione di nuove commesse.ù
  • Per l’appunto, aumento di capitale in opzione per €100 milioni. Una operazione, ha spiegato Trevi, che ha lo scopo di rafforzare la flessibilità finanziaria del Gruppo e a supportare l’attuazione del Piano Industriale. A tal proposito, la società stima che l’aumento di capitale si completi entro il terzo trimestre del 2026.

L’annuncio di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che parteciperà all’aumento di capitale

Per quanto riguarda invece l’impegno di CDP nei confronti di Trevi, oggi il braccio di Cassa Depositi e Prestiti ha reso noto che voterà a favore in occasione dell’assemblea straordinaria di Trevi alla proposta di aumento di capitale, di un valore di 100 milioni di euro e di sottoscrivere la porzione che le spetta, che ammonta a 21,3 milioni di euro.

La porzione è stata calcolata con la quota che CDP equity detiene in qualità di azionista nel capitale della finanziaria, pari al 21,3%.

L’operazione sarà soggetta ad alcune condizioni sospensive, in linea con quanto stabilito dalla prassi di mercato per operazioni simili.

Così la holding di Cassa Depositi e Prestiti:

“Con questa operazione CDP Equity conferma la propria volontà di sostenere la Società nel rafforzamento del proprio ruolo di leader globale nel settore dell’ingegneria del sottosuolo e nella realizzazione di fondazioni speciali per il comparto delle costruzioni e delle infrastrutture. CDP Equity intende inoltre supportare Trevi SPA nella sua potenziale funzione di aggregatore di aziende altamente specializzate favorendo, in linea con la propria mission, la crescita e la competitività dell’intero comparto”.

Aumento di capitale Trevi curato da Mediobanca in qualità di sole global coordinator

L’operazione di aumento di capitale, ha annunciato intanto Trevi, sarà curata da Mediobanca –Banca di Credito Finanziario S.p.A., con cui Trevi ha sottoscritto un accordo di pre-garanzia, e che agirà in qualità di sole global coordinator e bookrunner dell’operazione:

“L’intervento del sole global coordinator e bookrunner è volto a supportare il buon esito dell’Aumento di
Capitale, nell’ambito della più ampia manovra finanziaria finalizzata, inter alia, al rifinanziamento e alla
riduzione del debito, al rafforzamento della flessibilità finanziaria del Gruppo e al supporto dell’attuazione del
Piano Industriale 2026-2029”.

Per quanto riguarda il piano industriale di Trevi, relativo al periodo 2026-2029, questo si basa sui seguenti pilastri:

  • Crescita dei ricavi di Gruppo trainata da entrambe le Divisioni, con un CAGR 2025–2029 complessivo atteso intorno al 5,5%.
  • EBITDA a fine piano previsto nell’intorno di €100 milioni, supportato dal progressivo miglioramento della redditività operativa.
  • Capex medi annui attesi pari a circa €22 milioni, finalizzati all’evoluzione tecnologica e al rafforzamento della capacità produttiva.
  • Riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto, con un target di valore prossimo allo zero al termine del periodo di Piano.

Occhio alle pessime notizie che hanno accompagnato Trevi negli ultimi anni, quando si è temuto per il suo stesso destino.

I maggiori azionisti del gruppo - che è leader mondiale nell’ingegneria del sottosuolo per fondazioni speciali, scavi di gallerie, consolidamenti del terreno, realizzazione e commercializzazione dei macchinari e delle attrezzature specialistiche del settore - sono CDP Equity, per l’appunto, che detiene una quota pari al 21,276%; Polaris Capital Managament, in possesso di una partecipazione pari al 9,9906% e Praude Asset Management, azionista con una quota pari al 5,104%.

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