Trevi affonda in Borsa: piano di salvataggio bocciato. Liquidazione in vista?

Azioni Trevi: tonfo in Borsa dopo la bocciatura del piano di salvataggio. Liquidazione in vista?

Trevi affonda in Borsa: piano di salvataggio bocciato. Liquidazione in vista?

Le azioni di Trevi Finanziara Industriale S.p.A. sono crollate a Piazza Affari dopo la comunicazione del Tribunale di Forlì sul piano di salvataggio.

Venerdì scorso è arrivata la risposta dei giudici sull’esame dell’accordo di ristrutturazione aziendale. Il rigetto dell’intesa tra i vertici societari e i creditori ha avuto subito pesanti effetti sulla quotazione.

Le azioni Trevi sono state sospese per eccesso di ribasso dopo aver toccato un minimo storico in area 21,20 euro. La bocciatura del piano di salvataggio del gruppo industriale complica l’auspicata ristrutturazione del debito.

Tonfo azioni Trevi: perché il piano di salvataggio è stato bocciato

Nel comunicato aziendale di venerdì 15 novembre è stata pubblicata la notizia sul rigetto da parte del Tribunale di Forlì:

“dell’omologazione dell’accordo di ristrutturazione raggiunto con i creditori ai sensi dell’art. 182-bis della legge fallimentare presentato dalla Società e dalle controllate Trevi spa e Soilmec spa.”

Il gruppo italiano leader nell’ingegneria del sottosuolo ha ribadito la completa disapprovazione nei confronti del provvedimento. Nella nota, infatti, si legge l’intenzione della società di proporre reclamo alla Corte di appello di Bologna, considerando i presupposti di fatto e di diritto della decisione “del tutto errati”.

Secondo le indiscrezioni di Dagospia, il piano di salvataggio di Trevi sarebbe stato respinto per l’incompatibilità del professore Enrico Laghi nel ruolo di consulente del gruppo per la definizione della ristrutturazione del debito.

Non ci sarebbe, quindi, l’indipendenza richiesta a figure esterne con il compito di stabilire e firmare un progetto di risanamento industriale. Laghi, nello specifico, avrebbe avuto già una consulenza per l’azienda prima della questione del piano salvataggio.

Il provvedimento del Tribunale, che ha fatto crollare le azioni Trevi, sarebbe stato deciso per la presenza di una causa ostativa. Questo significa che la bocciatura non ha riguardato specificatamente l’analisi della solidità e fattibilità del progetto di ristrutturazione.

Liquidazione in vista?

Il futuro dell’azienda è tornato a farsi cupo dopo l’arresto del piano di salvataggio da parte dei giudici del Tribunale di Forlì.

Anche se la questione sembra essere più formale che legata al contenuto del progetto di ristrutturazione, lo scenario potrebbe complicarsi soprattutto dal punto di vista della produzione di Trevi.

L’analisi di Kepler Cheuvreux suggerisce che in mancanza di un piano di cancellazione del debito aziendale, potrebbe avverarsi la prospettiva peggiore. Non è del tutto da escludere, infatti, una liquidazione della società, visto che, come sottolineato dagli analisti e riportato da Milano Finanza: “il valore delle pendenze finanziarie, pari a oltre 0,7 miliardi di euro, al momento eccede l’enterprise value.”

Il crollo delle azioni Trevi, insomma, potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg.

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