Blitz di Poste Italiane su TIM-Telecom Italia con l’annuncio dell’OPAS. Il prezzo, il premio e il ruolo dello Stato italiano.
Assalto di Poste Italiane per la conquista totale di Telecom Italia.
Il CDA del gruppo guidato dal CEO Matteo Del Fante, già azionista di maggioranza di TIM-Telecom Italia, ha deliberato nella giornata di oggi il lancio di un’offerta pubblica totalitaria sulla compagnia di tlc, per rilevare il 100% del gruppo.
Poste Italiane lancia OPAS su TIM-Telecom Italia per 10,8 miliardi di euro. I dettagli
Valore dell’OPA, per la precisione di una OPAS visto che si tratta di un’offerta di acquisto in contanti e azioni, 10,8 miliardi di euro circa.
Dal comunicato di Poste Italiane diramato nella serata di oggi, domenica 22 marzo 2026, emerge che Poste Italiane punta a offrire agli azionisti di Telecom che dovessero aderire all’OPAS una componente in denaro pari a 0,167 euro per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’offerta, e una componente in azioni pari a 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’offerta.
Si tratta, ha precisato il gruppo nelle mani di Matteo Del Fante, di un corrispettivo complessivo in contanti e azioni che
esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di TIM e che incorpora di conseguenza un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale a cui le azioni TIM-Telecom Italia hanno terminato la sessione di venerdì 20 marzo 2026.
L’OPAS è finalizzata a rilevare l’intero capitale sociale di TIM e a procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di TIM su Euronext Milan, dunque al delisting del gruppo guidato dall’amministratore delegato Pietro Labriola.
Riguardo alle sinergie, Poste Italiane ha identificato “un potenziale complessivo di ante imposte pari a 0,7 miliardi annui a regime, di cui 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo incluse le efficienze conseguibili sugli attuali livelli del costo di finanziamento di TIM e grazie all’ottimizzazione della struttura di capitale di quest’ultima”.
Le “sinergie di ricavo sono state stimate in oltre Euro 0,2 miliardi ”.
Per quanto riguarda i tempi, le stime puntano a sinergie di costo “realizzate entro il secondo anno successivo al completamento dell’offerta, mentre quelle di ricavo in un orizzonte di 3 anni”.
Impatto dell’OPAS sull’utile per azion e sui dividendi di Poste Italiane
Poste Italiane prevede “ un impatto positivo sul proprio utile per azione a partire dall’esercizio 2027”.
Non solo: “la solidità finanziaria, l’elevata generazione di cassa e le ampie riserve patrimoniali distribuibili del nuovo gruppo garantiranno un impatto neutrale sul dividendo per azione di Poste Italiane a valere sull’utile 2026”.
Il gruppo ha rimarcato il ruolo cruciale che verrebbe esercitato dallo Stato italiano nel capitale di Telecom Italia.
Lo Stato italiano sarebbe azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50% (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa Depositi e Prestiti). Una partecipazione, ha precisato Poste, che assicurerebbe “stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso”.
Tutte le mosse di Poste Italiane su TIM
Prima nelle mani dell’Italia, poi nelle mani dello Stato.
E’ questo il quadro che riassume oggi la strategia di Poste in Telecom Italia che, agli inizi del 2025, che affonda le proprie radici al 15 febbraio dello scorso anno, quando Poste Italiane entrò nel capitale di Telecom Italia attraverso una operazione di swap concordata con CDP, Cassa Depositi e prestiti, che la rese seconda azionista del gruppo, dietro ai francesi di Vivendi.
La grande svolta arrivò poi il 29 marzo del 2025 quando Poste annunciò di aver acquisito una partecipazione del 15% di TIM dai francesi di Vivendi. Così facendo, Poste Italiane riportò Telecom Italia
sotto il controllo dell’Italia.
In data 11 dicembre 2025, il gruppo capitanato da Del Fante annunciò nuova manovra, volta a rilevare la partecipazione residuale detenuta dai francesi di Vivendi, pari a 384.099.915 azioni ordinarie, corrispondenti al 2,51% del totale delle azioni ordinarie e al 1,80% del capitale sociale di TIM.
Così facendo, Poste riuscì a detenere una partecipazione in TIM individuata alla fine del 2025 al 27,32%.
Oggi, la notizia dell’atto finale, con Poste Italiane che lancia l’assalto a TIM-Telecom Italiana con una OPAS volta a conquistarne il 100%.
Domani, alle 11 ora italiane, il gruppo spiegherà in dettaglio la ratio dell’OPAS che avrà come risultato finale quello di fare dello Stato, attraverso CDP -Cassa Depositi e Prestiti, il principale socio di TIM, con una quota superiore al 50%.
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