Bis di vendite scatenate sulle azioni azioni Inwit, dopo la decisione del gruppo di abbassare la guidance. Cosa succede, c’entra Telecom Italia.
Non c’è pace per le azioni Inwit, che scivolano in fondo al listino Ftse Mib di Piazza Affari anche oggi, per la seconda sessione consecutiva.
A pesare, la revisione al ribasso della guidance annunciata dal gruppo, dopo la notizia della vigilia, relativa alla creazione di una joint venture tra TIM-Telecom Italia e Fastweb+ Vodafone per la messa a punto di una rete delle torri.
I titoli Inwit scivolano sul Ftse Mib di quasi -10%, crollando a 6,24 euro circa.
Occhio anche alle azioni TIM-Telecom Italia e a Vodafone, queste ultime scambiate alla borsa di Londra.
Quell’accordo tra Telecom Italia e Fastweb+Vodafone, annunciato nella giornata di ieri, ha gelato subito il titolo Inwit che, dopo non essere riuscito a fare neanche prezzo, è entrato nelle contrattazioni della borsa di Milano con un tonfo fino a oltre -24%, in una sessione decisamente negativa per il Ftse Mib, nel giorno tanto atteso dell’annuncio sui tassi da parte della BCE.
Le azioni sono riuscite a ridurre le forti perdite solo in parte, chiudendo la sessione crollando del 15,60%.
CDA Inwit si riunisce subito dopo notizia accordo Telecom Italia/Fastweb+Vodafone e tonfo azioni
La novità dell’accordo tra Telecom Italia e Fastweb+ Vodafone (le due società che si sono unite a seguito della fusione di Vodafone Italia in Fastweb S.p.A, e che fanno parte del gruppo di tlc Swisscom) ha messo subito in allerta il CDA di Inwit, che si è riunito nella giornata di ieri, al fine, di - come si legge nel comunicato successivamente diramato -
valutare lo stato dei rapporti con gli anchor tenants, anche a seguito del piano “concernente la futura possibile costituzione di una joint-venture ” tra le due società, “destinata a realizzare nuovi siti per la telefonia mobile in Italia”.
L’azienda ha annunciato il taglio dell’outlook, facendo riferimento nello specifico, al “ progressivo incremento della conflittualità manifestata da TIM S.p.A. e Fastweb S.p.A. nei confronti di Inwit – che va ad aggravare un contesto attuale di mercato già di per sé sfidante, caratterizzato dall’assenza di investimenti discrezionali da parte degli operatori”.
Così il gruppo:
“Inwit ha, suo malgrado, constatato un progressivo incremento della conflittualità manifestata dagli anchor tenants nei propri confronti, transitata dalle pubbliche dichiarazioni di Fastweb S.p.A. sulla prematura cessazione degli effetti del MSA e dai più recenti addebiti da parte di TIM di un preteso inadempimento del MSA, e poi sfociata nel comunicato stampa odierno (di ieri, per chi legge), che ha determinato un impatto negativo sul titolo. A giudizio di Inwit, l’atteggiamento di TIM e Fastweb è frutto della volontà di queste ultime di ottenere una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini dei due MSA a suo tempo sottoscritti”.
Inwit annuncia downgrade guidance. Le nuove previsioni per il 2026 e per il medio periodo
Inwit è stata costretta ad ammettere che l’aumento di questa conflittualità si traduce nell’ “interruzione sia di attività previste nei piani, ma non garantite, sia dello sviluppo di nuove iniziative di business ”.
L’azienda ha così annunciato il downgrade delle previsioni.
Di seguito, la sforbiciata alle stime per il 2026, che sono ora le seguenti:
- Ricavi nel range 1,050-1,090 milioni di euro.
- EBITDA margin pari a circa il 90%.
- EBITDAaL margin pari a circa il 72%.
- Recurring Free Cash Flow nel range 550-590 milioni di euro.
- Dividendo per azione almeno pari al valore dell’esercizio 2025 (confermato a 0,55 euro per azione).
- Leva finanziaria a 5,5x, confermando il target strutturale di leva finanziaria tra 5x e 6x.
Per quanto riguarda l’outlook baseline di medio termine, Inwit ha riferito che, “in un contesto di limitata visibilità sull’evoluzione delle condizioni del mercato” le seguenti previsioni:
- Crescita annuale dei ricavi “low single digit”.
- Continua espansione del margine EBITDAaL.
- Capex annuali (incluso acquisto di terreni) intorno ai €200 milioni.
- Dividendo per azione almeno pari a €0,55.
- Confermato il target strutturale di leva finanziaria tra 5x e 6x.
La precisazione di Inwit su cosa sono i contratti di MSA
Inwit ha avuto cura di fare la seguente precisazione, riferendosi alle iniziative assunte da TIM e da Fastweb:
“Gli MSA”, ha ricordato, “sono contratti a lungo termine, i cui termini e condizioni sono parte integrante di un’operazione unica e inscindibile completata nel 2020. Tale operazione ha comportato per Inwit un investimento iniziale di circa 10 miliardi di euro per l’acquisto dell’infrastruttura detenuta all’epoca da Tim S.p.A e Vodafone Italia S.p.A., garantendo un immediato e significativo beneficio economico e finanziario alle società venditrici”.
Nel lanciare un chiaro monito a Telecom Italia e a Fastweb, il gruppo ha fatto notare che “gli MSA prevedono che qualora i due operatori abbiano necessità di un nuovo sito per soddisfare i propri piani di roll out, a Inwit sia attribuita la qualifica di fornitore privilegiato, con il conseguente divieto per gli operatori di affidare la realizzazione di nuovi siti a terzi, senza aver prima consentito a Inwit di esercitare il proprio diritto preferenziale (che prevede una last call), che opererebbe anche nei confronti dell’annunciata JV”.
Di coseguenza, “ qualsiasi tentativo di svuotare le prerogative contrattuali di Inwit quale fornitore privilegiato di TIM S.p.A. e Fastweb S.p.A”, ha sottolineato ancora la società, deve “ ritenersi pretestuoso e sarà contrastato da Inwit in ogni sede competente, per la piena tutela dei propri interessi”.
Inwit ha tuttavia precisato che le nuove previsioni non includono “i potenziali upside relativi al ristabilirsi di una relazione costruttiva con TIM e Fastweb ai fini dello sviluppo e dell’innovazione delle reti, all’oggettivo bisogno di densificazione richiesto dalla continua crescita del traffico dati e dall’opportunità di espandersi lungo la filiera delle infrastrutture digitali”.
La diffusione del comunicato con cui l’azienda ha annunciato il downgrade delle proprie stime è stata seguita dalle dichiarazioni di Diego Valli, direttore generale di Inwit, che ha ricordato che l’ “ MSA (master service agreement) con Fastweb+Vodafone termina a marzo 2038 ” e che “metteremo in campo ogni azione necessaria per chiarire questo”.
In merito all’accordo che TIM ha stipulato con Fastweb+ Vodafone per la creazione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile in Italia, va ricordato che si tratta di un’intesa non vincolante per la costruzione e gestione di nuove torri (infrastrutture passive), con la prospettiva di realizzare fino a 6.000 nuovi siti.
L’iniziativa, si legge nella nota diramata ieri da Telecom Italia, prenderà inizialmente il via “attraverso una joint-venture partecipata pariteticamente da TIM e Fastweb + Vodafone, con l’obiettivo di valutare in una fase successiva l’ingresso di investitori terzi nella compagine societaria al fine di ottimizzarne la struttura finanziaria. L’infrastruttura sarà inoltre resa disponibile anche ad operatori terzi di telecomunicazioni sulla base di un modello di accesso aperto ”.
Telecom Italia ha aggiunto che “le attività di costruzione saranno avviate secondo un piano di sviluppo articolato su più anni”, precisando che, insieme a TIM e Fastweb + Vodafone sarà “ anchor tenant della nuova infrastruttura , sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato”. Non finisce qui, in quanto le parti valuteranno anche “la possibilità di fornire ulteriori servizi”.
“L’accordo aumenta la flessibilità strategica di TIM e Fastweb”. Notizia no per Inwit. Occhio a tp e rating azioni
Così Equita ha commentato ieri i riflessi dell’accordo siglato tra Telecom Italia e Swisscom (proprietaria di Fastweb+ Vodafone.
La SIM ha fatto notare che “con questa operazione TIM prosegue nell’esecuzione del piano di efficientamento ed
estrazione di valore che era stato delineato dal management”.
Equita ha ricordato che “nella recente comunicazione dei risultati TIM aveva segnalato che l’iniziativa avrebbe avuto i primi impatti nel 2027, con contributo più materiale nel 2028 e soprattutto 2029, con costi di set-up inclusi nella guidance 2026”.
La SIM ha aggiunto che “l’alternativa per TIM/Fastweb+Vodafone era sviluppare la copertura attraverso Inwit, su cui ipotizzavamo € 12k di canone per MNO per le nuove torri, un canone che offre comunque ritorni elevati per il tower operator in ipotesi di tenancy ratio di almeno 2x”.
Secondo Equita, l’accordo appena siglato “ aumenta la flessibilità strategica di TIM e Fastweb rispetto a Inwit (anche se il MSA (ovvero Master Service Agreement dunque l’accordo quadro di servizi, contiene clausole di ’all or nothing’ che rendono irrealistica a nostro avviso l’ipotesi di poter uscire dal MSA)”.
Detto questo, l’intesa “ ottimizza il costo di sviluppo della rete 5G (con risparmi a nostro avviso dell’ordine di alcune decine di milioni di EBITDA per TIM), aprendo anche alla possibilità di una parziale monetizzazione dell’asset grazie all’ingresso di investitori terzi”.
Brutta notizia invece per Inwit, secondo Equita, in quanto l’intesa “ rimuove l’esigenza per TIM e Vodafone di effettuare investimenti discrezionali con Inwit, che stimiamo possano rappresentare circa il 4-5% del fatturato e del FCF al 2030”.
Da segnalare che Equita ha una visione neutrale sulle azioni Inwit e un target price pari a € 10,10.
Sulle azioni Telecom Italia la visione è positiva, a fronte di un target price pari a € 0,70, rispetto agli € 0,62 a cui le azioni hanno terminato la seduta della vigilia.
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