Le ultime ore sono state particolarmente significative per l’andamento delle borse globali a seguito dello scoppio della guerra improvvisa in Medio Oriente. Oltre al sempre più alto numero di decessi, preoccupa l’impatto che potrebbe avere questo evento sul lato della produttività globale, in un periodo economico-finanziario particolarmente turbolento, ormai da anni.
La questione bellica in Israele non esclude le turbolenze geopolitiche che nel resto del globo non sembrano assolutamente essersi attenuate, come per la Russia e la tanto discussa questione di Taiwan. In sostanza, agli shock già presenti in questo momento, si aggiunge questa nuova, difficile, situazione. Nel frattempo, sui mercati certe dinamiche sembrano incrinarsi, con variazioni di prezzo particolarmente impattanti.
Guerra in Medio Oriente: cosa sta accadendo sui mercati?
In primo piano, un forte apprezzamento del prezzo del petrolio, del gas naturale, dell’oro, con conseguente deprezzamento del dollaro. I mercati azionari, altresì, non hanno evidenziato particolari ribassi nella giornata del 9 ottobre, con l’EU50 in lieve ribasso e l’S&P500 in rialzo ormai da venerdì. Il mercato dei Treasury statunitensi non ha ancora avuto l’occasione di manifestare il proprio parere, ma nel resto della settimana in molti si aspettano un aumento della volatilità, espresso dall’indice MOVE. L’incertezza regna sovrana in questo contesto particolarmente complesso che, da una parte, incute timore riguardo una contrazione della produttività interna di molti Paesi, anche appartenenti alle economie occidentali, mentre, dall’altra, impatta potenzialmente a favore di un aumento nel tasso d’inflazione per l’inverno 2023/2024, complicando nuovamente le dinamiche di politica economica e monetaria globale.
S&P500, EU50, 1D
Grafico a candele dell'S&P500 e lineare dell'EU50. Fonte: teletrader.com
Quale potrebbe essere una buona strategia d’investimento?
In sostanza, non sarà facile definire strategie d’investimento corrette ed efficienti nel medio periodo in quanto molte delle variabili attualmente in gioco assumono un grado di aleatorietà sensibilmente alto. Un fatto che però gioca a favore di un ridimensionamento dei rendimenti è il fatto che, contesti bellici simili a questi, hanno avuto nel lungo periodo un impatto relativamente moderato sul prezzo della componente energetica, quindi lo shock positivo sull’inflazione potrebbe essere meno impattante del previsto, naturalmente a meno di ulteriori estensioni del conflitto. Resta quindi la questione della produttività al centro dell’attenzione degli investitori, i quali cercano alternative sagge per allocare i propri capitali in contesti di possibile futura difficoltà come questi, per governi e società.
Il mercato obbligazionario mostra incertezze, mentre, ad esempio, l’oro sembra essere tornato rapidamente in cima alle classifiche delle performance. In alternativa, potrebbe essere interessante monitorare l’andamento delle società value, specie se relative a settori di prima necessità come il segmento di borsa dei Food & Beverage: sotto la lente d’ingrandimento i titoli statunitensi legati quindi al segmento dei titoli value.