Azioni MPS e Mediobanca, torna la pioggia di buy. Ma attenti, c’è il sospetto di insider trading

Laura Naka Antonelli

25/02/2026

Azioni MPS e Mediobanca tra le migliori del Ftse Mib di Piazza Affari mentre scatta il countdown al giorno clou per il futuro delle due banche.

Azioni MPS e Mediobanca, torna la pioggia di buy. Ma attenti, c’è il sospetto di insider trading

Dopo le perdite della vigilia, le azioni delle principali banche italiane quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari segnano una forte rimonta.

Se ieri erano i peggiori, nella seduta di oggi mercoledì 25 febbraio 2026, i titoli bancari si confermano i migliori. Torna la pioggia di buy anche sulle azioni MPS e Mediobanca, mentre il grande giorno della presentazione del piano industriale da parte della banca senese è alle porte.

Rally per le azioni Mediobanca e MPS in attesa del Capital Markets Day del Monte dei Paschi

Dopodomani, venerdì 27 febbraio 2026, il CEO di MPS Luigi Lovaglio farà una raffica di annunci sui target finanziari a cui Rocca Salimbeni punta, in occasione del Capital Markets Day.

Nell’attesa, Mediobanca continua a macinare forti guadagni, confermandosi la migliore del Ftse Mib di Piazza Affari. Balzano di oltre il 3% anche le azioni MPS.

Ormai manca poco. Finalmente, dopodomani venerdì 27 febbraio 2026 gli investitori e tutta Piazza Affari conosceranno i target sugli utili e anche sui dividendi di MPS e i dettagli del processo di integrazione con Mediobanca, dopo le scarse indicazioni sul futuro di Rocca Salimbeni che sono arrivate lo scorso 10 febbraio 2026, quando l’istituto ha annunciato i primi conti che hanno incluso a pieno l’effetto (nel quarto trimestre del 2025) del tesoro conquistato: Mediobanca, per l’appunto.

Sospetto di insider trading dalla Consob? Non è la prima volta che il dubbio macchia dossier MPS-Mediobanca

Nel frattempo, mentre le azioni MPS e Mediobanca spiccano nella classifica dei titoli migliori di oggi del Ftse Mib, a Piazza Affari circolano rumor sui fari che la Consob avrebbe già acceso proprio sul trend dei titoli, sulla scia del sospetto di insider trading.

Un sospetto, quello di insider trading, che ha già macchiato il dossier MPS-Mediobanca, portando alle dimissioni del consigliere del Monte Stefano Di Stefano che, come ha riportato Il Corriere della Sera, “quando l’anno scorso ancora nessuno sapeva dell’«Offerta pubblica di scambio» lanciata il 24 gennaio 2025 da MPS su Mediobanca, il 2, 7 e 21 gennaio 2025 comprò in Borsa proprio 33.000 euro di azioni MPS e 120.000 euro di azioni Mediobanca, e il 28 gennaio le rivendette, ricavandone il non epocale profitto di 8.700 euro per sé e di 1.300 euro per suo figlio”.

L’indagine su Stefano Di Stefano, fino a prima delle dimissioni consigliere di MPS in rappresentanza dell’azionista MEF, segue l’inchiesta che la Procura di Milano ha avviato alla fine di novembre 2025 sul CEO di MPS Luigi Lovaglio, sul presidente di Delfin (ora maggiore azionista di MPS) Francesco Milleri e sul secondo principale azionista Francesco Gaetano Caltagirone, per ostacolo alla vigilanza e manipolazione di mercato.

Il sospetto scattato nei giorni precedenti e successivi all’annuncio della fusione

Nelle ultime ore, i nuovi rumor, che si riferiscono invece a un sospetto di insider trading che riguarderebbe nello specifico il periodo compreso tra i pochi giorni che hanno preceduto l’annuncio della fusione tra le due banche e quelli immediatamente successivi.

L’annuncio risale allo scorso 17 febbraio quando, a seguito della riunione del CDA, la banca senese ha annunciato la decisione del management di procedere alla piena integrazione con Mediobanca– Banca di Credito Finanziario Società per Azioni, attraverso la fusione per incorporazione ed il conseguente delisting delle azioni di Piazzetta Cuccia.

Siena ha dunque scelto di seguire il piano del CEO Lovaglio, contrapposto alla strategia auspicata da parte di altri consiglieri, che avrebbero preferito, secondo le fonti, ripristinare il flottante di Mediobanca per evitare l’addio a Piazza Affari.

Quell’addio invece ci sarà, in quanto Piazzetta Cuccia lascerà la Borsa di Milano.

Consob scatta sull’attenti a causa delle forti oscillazioni dei due titoli. I trend YTD

Ebbene, la Consob sospetterebbe il reato di insider trading nel lasso di tempo che sarebbe intercorso tra i pochi giorni precedenti e poi successivi agli annunci del Monte, a causa della presenza di movimenti considerati anomali. Movimenti anomali che sarebbero stati identificati dall’Autorità di Vigilanza nelle vendite che hanno colpito di fatto le azioni MPS, e gli acquisti che, in alcune occasioni, hanno fatto letteralmente schizzare i titoli Mediobanca.

Il risultato è che, se all’inizio del 2026 il rapporto di concambio viaggiava attorno a 1,93, ora il suo valore si sta avvicinando a quota 2,53, il livello stabilito dall’OPS di MPS su Mediobanca.

Praticamente, secondo la Consob - stando alle voci di mercato -qualcuno potrebbe aver avuto accesso a informazioni riservate e privilegiate, riuscendo a garantire al proprio portafoglio cospicui guadagni.

Di fatto, chi ha venduto MPS prima che le azioni scendessero e comprato Mediobanca prima dell’exploit dei titoli ha ottenuto un incasso significativo, in quanto le variazioni di prezzo sono state rilevanti.

Da segnalare che YTD, ovvero dall’inizio del 2026, le azioni del Monte dei Paschi di Siena - che anche oggi con il rally rimangono sotto quota 9 euro, scambiate a 8,76 euro, hanno perso più del 4%, mentre le azioni Mediobanca sono schizzate di oltre il 9,5%, balzando al valore attuale pari a 19,50 euro.

Il rapporto di concambio si aggira dunque attorno a 2,2 euro. Nel frattempo, trend delle azioni a parte e passando alla governance, occhio alle altre grandi indiscrezioni. Secondo alcune fonti, il prossimo presidente di MPS potrebbe essere Corrado Passera.

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