Azioni Ferrari, cosa succede dopo Goldman Sachs e sfilza downgrade. In attesa del giorno X

Laura Naka Antonelli

12/01/2026

Carrellata di downgrade sui target price delle azioni Ferrari. Tra le ultime bocciature, anche quella di Goldman Sachs.

Azioni Ferrari, cosa succede dopo Goldman Sachs e sfilza downgrade. In attesa del giorno X

Azioni Ferrari in rosso sul Ftse Mib di Piazza Affari, dopo la decisione della divisione di ricerca di Goldman Sachs - e non solo - di tagliare il target price sui titoli della casa automobilistica di Maranello.

Diversi gli analisti che, nelle ultime sessioni e a partire soprattutto da venerdì scorso, 9 gennaio 2026, hanno colpito le azioni Ferrari con diversi downgrade.

Il titolo RACE cede l’1% circa, a quota 322,60 euro, mostrando invece una performance in lieve rialzo sul NYSE di Wall Street.

YTD, ovvero dall’inizio del 2026, le azioni Ferrari sono salite di appena l’1% circa, dopo aver perso negli ultimi tre mesi di contrattazioni del Ftse Mib della borsa di Milano il 2,3%.

Poco mossa dunque negli ultimi mesi la performance del titolo, che viaggia comunque oggi, lunedì 12 gennaio 2026, a un valore inferiore rispetto allo stesso giorno del 2025 del 21% circa.

Azioni Ferrari, target price tagliato anche da Goldman Sachs e Morgan Stanley

Il prezzo obiettivo del titolo RACE, quotato sul Ftse Mib di Piazza Affari, è stato abbassato da Goldman Sachs a 378 euro per azione, rispetto al target price precedente di 391 euro e ai 322 euro circa a cui le azioni, in calo oggi in Borsa, vengono scambiate.

Goldman Sachs ha comunque confermato il rating “Buy” sulle azioni.

Un’altra mossa sulle azioni del Cavallino Rampante è stata annunciata dagli esperti di Morgan Stanley, che hanno rivisto al ribasso il target price a 355 euro per azione, rispetto ai 367 euro precedenti.

In evidenza la nota che la divisione di ricerca di Equita ha pubblicato venerdì scorso, a commento della pre-closing call della vigilia, ovvero di giovedì scorso 8 gennaio 2026, riservata agli analisti sell side.

Il commento di Equita in attesa del giorno X e dopo pre-closing call scorsa settimana

Da segnalare che Equita ha una visione Neutrale sulle azioni Ferrari, a fronte di un target price pari a € 385.

In vista della data X per l’azienda delle automobili di lusso, ovvero del prossimo 10 febbraio 2026, quando saranno resi noti i risultati consolidati dell’esercizio e del quarto trimestre del 2025, Equita ha annunciato le proprie previsioni, in base a quanto appreso nella pre-closing call della scorsa settimana, riservata agli analisti sell-side.

Le guidance dell’esercizio 2025, secondo i suoi analisti, verranno rispettate, il che significa che Ferrari annuncerà ricavi uguali e superiori a 7,1 miliardi, un EBITDA adjusted maggiore o uguale a 2,72 miliardi, un adj. EBIT ≥2,06 miliardi, un adj. EPS, dunque utile per azione, maggiore o uguale a 8,8 e un flusso di cassa FCF ≥1,3 miliardi.

La SIM milanese considera le previsioni sia del consensus che proprie ragionevoli, pur se leggermente superiori al livello minimo delle varie metriche.

Per quanto riguarda la guidance per l’anno 2026, che sarà annunciata nella data X del prossimo 10 febbraio, in concomitanza con la pubblicazione dei conti, Equita ha scritto che Ferrari potrebbe indicare una crescita del fatturato intorno a mid-single digit (in linea col trend del piano quinquennale presentato al CMD dello scorso ottobre) e un ROS in lieve calo su base annua, penalizzato dall’effetto negativo del forex negativo e dai maggiori maggiori D&A, dunque ammortamenti, legati ai nuovi modelli che verranno lanciati.

Questa indicazione è leggermente inferiore alle attese sia nostre che del consensus Factset”, che indicano un fatturato +6% a 7,55 miliardi, un EBITDA in rialzo del 7% a 2,93 miliardi e un EBIT +7% a 2,23 miliardi con ROS +25bps), hanno sottolineato gli esperti, aggiungendo tuttavia di ritenere il gap “trascurabile.

La SIM ha fatto riferimento a una guidance per il 2026 che dovrebbe indicare in generale una crescita dei ricavi mid-single digit (circa 4–6%), in linea con il piano quinquennale, e un ROS (margine operativo sulle vendite) in lieve calo su base annua.

A erodere i margini, oltre al forex negativo per più di 100 milioni e ai maggiori ammortamenti, l’aumento dei costi di SG&A (Selling, General & Administrative expenses, ovvero spese di vendita, generali e amministrative); il minor contributo dalla Formula 1 (ranking peggiore: 4° vs 2°) e l’apertura di nuovi punti vendita nel business Lifestyle.

Nel corso dell’evento, hanno scritto ancora gli analisti, tra le indicazioni di Ferrari è emersa anche quella secondo la quale “anche nel FY26 la performance del primo semestre (del 2026) sarà più debole del secondo semestre, in quanto ci saranno i costi dei nuovi lanci, mentre il contributo della F80 crescerà gradualmente in corso d’anno”, in un contesto in cui “ l’effetto mix resta il principale driver , anche se con un contributo inferiore rispetto agli ultimi anni”.

La SIM ha poi scritto che, “allo stato attuale, non sono previsti aumenti di prezzo per compensare l’effetto negativo del forex anche se contrattualmente ci sarebbe la possibilità di farlo con adeguato preavviso”, mettendo in evidenza “nessun aggiornamento né sui residual values rispetto a quanto dichiarato nel recente CMD, né sul lancio della Elettrica ”.

Per CMD si intende il Capital Markets Day di Ferrari del 9 ottobre 2025, che si è tradotto in un bagno di sangue per le azioni della rossa.

Le indicazioni su numeri Ferrari del quarto trimestre 2025

Per quanto riguarda le indicazioni che Ferrari ha dato sul quarto trimestre del 2025, Equita ha sottolineato come le stime siano “ coerenti col trend da noi atteso”, così come quelle relative all’intero 2026.

Per l’ultimo trimestre del 2025, Ferrari prevede:

  • Volumi in lieve calo (così come nell’intero anno 2025).
  • Mix positivo, ma inferiore al terzo trimestre del 2025 (quindi inferiore a +25 milioni) per l’assenza di Daytona e le poche prime consegne della F80.
  • Un impatto del forex più negativo che nel terzo trimestre, (quindi peggio di -19 milioni).
  • Spese SG&A in crescita.
  • Un FCF (flusso di cassa disponibile) penalizzato da un NWC (Net Working Capital, ovvero capitale circolante netto) che non beneficia più degli anticipi per la F80 come nel primo semestre (cresciuti di quasi 100 milioni).

Carrellata di downgrade dei target price sulle azioni Ferrari

Venerdì scorso 9 gennaio 2026, sempre a seguito della pre-closing call indetta da Ferrari, diversi sono stati i giudizi negativi sulle azioni Ferrari arrivati dalla comunità degli analisti:

Jefferies ha per esempio rivisto al ribasso il target price sulle azioni a 362 dollari dai 401 dollari precedenti, confermando il giudizio “Hold”, rispetto ai $376,26 a cui le azioni RACE, quotate anche a Wall Street, sono scambiate sul NYSE.

Prudenza anche da parte della divisione di ricerca di Deutsche Bank, che ha scritto di credere che il lancio di nuovi e diversi nuovi modelli metterà sotto pressione “la struttura dei costi fino all’avvio delle consegne a partire dal primo trimestre 2026”, e che ha così sforbiciato il target price a 450 dollari, rispetto ai precedenti 460 dollari.

Intermonte ha abbassato inoltre il target price a 420 dollari dai precedenti 430.

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