Le azioni Ferrari hanno pagato la notizia. Ma come interpretano gli analisti l’interruzione delle consegne in Medio Oriente?
È il caso di preoccuparsi per la sospensione, comunque temporanea delle consegne di auto Ferrari in Medio Oriente?
Non secondo gli analisti di Equita SIM, che hanno rimarcato di avere una visione positiva sulle azioni della Casa di Maranello e un target price pari a €385, rispetto ai 274,3 euro a cui i titoli hanno chiuso la sessione di ieri.
Ieri le azioni del Cavallino Rampante sono scese fino a -4% in una sessione, va precisato, che è stata decisamente negativa per Piazza Affari e l’azionario globale.
Azioni Ferrari prezzano interruzione temporanea consegne in Medio Oriente. Il commento degli esperti
Le azioni Ferrari hanno comunque scontato anche le dichiarazioni dell’azienda, che, nel sottolineare di star “seguendo con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente e il possibile impatto sulla nostra attività”, ha comunicato di avere sospeso per ora “ temporaneamente sospeso alcune consegne in quella zona”.
Ferrari ha tenuto tuttavia a sottolineare di continuare a “gestire alcune consegne per via aerea”.
Equita SIM ha riassunto e commentato la notizia, ricordando che l’azienda “storicamente ha beneficiato di un elevato grado di flessibilità nella gestione delle consegne, anche in relazione al portafoglio ordini” e che nel 2025 il Medio Oriente incideva per circa il 5% sui volumi e sul fatturato, “avendo assorbito una parte dei minori volumi destinati a UK (rispetto alla media degli ultimi anni intorno al 3% circa)”.
La SIM milanese ha così commentato la notizia dell’interruzione delle consegne in Medio Oriente, a causa della guerra in corso, precisando che non si tratta di “una sorpresa”. Inoltre, ha aggiunto Equita, “le costose consegne via aereo immaginiamo che siano poche per auto ormai prodotte con un certo livello di personalizzazione ”.
Nessun rischio dunque, secondo gli esperti, per la guidance di Ferrari per il 2026, “dal momento che nel breve termine alcune delle consegne destinate al Medio Oriente saranno sostituite da vendite in altre regioni, facendo leva sul portafoglio ordini che copre due anni (che consente a Ferrari la possibilità di reindirizzare alcune spedizioni)”.
Ancora Equita:
“Non escludiamo che qualche cliente del Medio Oriente sia in grado di ricevere comunque l’auto in un’altra area geografica. Semmai, qualora la crisi durasse molto più a lungo, ci potrebbe essere il rischio di cancellazioni superiori a media storica che comunque non si era manifestato neanche durante la crisi COVID”.
Azioni Ferrari, il trend YTD, su base annua e degli ultimi mesi
Ma come hanno performato le azioni Ferrari, scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, nell’ultimo periodo, YTD e su base annua?
Il trend, va detto, non è positivo.
Negli ultimi 5 giorni di contrattazioni, i titoli hanno perso più del 5%, estendendo i ribassi dell’ultimo mese a oltre -11%.
Negli ultimi tre mesi, le azioni Ferrari hanno ceduto il 15% circa, mentre YTD, ovvero dall’inizio del 2026, il trend è di una flessione di quasi -14%.
Su base annua, le azioni del produttore di auto di lusso viaggiano a un valore inferiore rispetto a quello dello stesso periodo del 2025 del 32% circa.
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