Nel mese di giugno, l’attività manifatturiera non è stata in grado di soddisfare le aspettative degli analisti, segnando un terzo trimestre consecutivo di contrazione nonostante le robuste misure di stimolo adottate dalla politica del Paese. La Banca Popolare della Cina (PBOC) si è trovata costretta ad abbassare persino i tassi d’interesse, andando contro la direzione delle banche centrali occidentali. Cosa potrebbe significare per le borse globali?
Uno sguardo al PMI manifatturiero e non: come mai gli esperti sono preoccupati?
Ciò che preoccupa gli esperti è l’entità dei dati stessi: un indice PMI manifatturiero inferiore a 50 indica generalmente una contrazione economica del Paese. Sembra che il PMI manifatturiero sia stato ancora una volta colpito dalla carenza di domanda interna, che non è stata in grado di bilanciare la contrazione economica globale, in particolare in Europa, sebbene finora sia stata moderata.
Non sorprendentemente, anche il settore non-manifatturiero del Paese si sta contraendo, confermando le preoccupazioni degli esperti riguardo a una progressiva e generalizzata disinflazione causata da una diminuzione della spesa. Sebbene in apparenza la questione sembri riguardare solo l’economia cinese, la globalizzazione ha raggiunto un livello tale che una contrazione di questa portata in Cina potrebbe seriamente compromettere la stabilità economica globale.
Cosa potrebbe comportare ciò per le borse globali?
I settori di particolare interesse per gli esperti includono l’industria tecnologica, come quella dei chip e dei semiconduttori.
L’indice Shanghai Stock Exchange Composite (SHCOMP) mostra chiaramente un’inversione di tendenza brusca a partire da aprile 2023, in linea con il declino delle prospettive di sviluppo del Paese che in passato erano elevate a causa delle promettenti conseguenze dell’abbandono della politica «zero covid». Allo stesso modo, potrebbero esserci turbolenze significative nel mercato delle materie prime, a seguito di una diminuzione della domanda di materie prime come petrolio, rame o carbone, influenzando i prezzi delle commodity e i mercati correlati a livello globale. Inoltre, potrebbe influenzare il valore della valuta cinese e portare a una sua svalutazione rispetto ad altre valute.
Una diminuzione del PMI potrebbe inoltre spingere le autorità cinesi a implementare politiche di stimolo economico, come tagli dei tassi di interesse o acquisto di titoli di Stato. Questo potrebbe influenzare i rendimenti dei titoli di Stato cinesi e avere un impatto sui mercati obbligazionari.
Infine, gli esperti monitorano anche l’andamento economico dei mercati emergenti, poiché la Cina rappresenta un importante partner commerciale e di investimento per molti paesi. I mercati emergenti potrebbero subire una diminuzione delle esportazioni verso la Cina e un flusso di capitali in diminuzione, influenzando gli asset finanziari e la stabilità economica di tali paesi.
Shanghai Stock Exchange Composite Index (SHCOMP), 1D
Grafico a candele giornaliere dell'indice Shanghai Stock Exchange Composite Index (SHCOMP). Fonte: teletrader.com