Banca Carige affonda: tutte le richieste della BCE

Azioni Banca Carige in forte ribasso dopo le contestazioni della BCE. Ecco cosa vuole Francoforte dall’istituto ligure.

Banca Carige affonda: tutte le richieste della BCE

Azioni Banca Carige in forte ribasso nella prima sessione della settimana.

Sull’istituto di credito ligure si è infatti abbattuta la scure della BCE, che ha scelto di non approvare il piano di conservazione di capitale (CCP) presentato lo scorso 22 giugno. Ma non è finita qui.

In una lettera inviata direttamente agli uffici di Banca Carige la BCE si è lasciata andare ad una serie di osservazioni (tra cui la necessità di una fusione) e richieste (come la convocazione di una nuova assemblea per la nomina di un presidente) alle quali l’istituto di credito ha tentato di rispondere.

Le azioni Banca Carige, però, hanno sofferto le dichiarazioni della BCE ed hanno avviato gli scambi con ribassi superiori ai 4 punti percentuali, ribassi che non hanno fatto che accentuarsi con il passare delle ore.

Le richieste di BCE su Carige: convocare l’assemblea

Le ultime settimane non sono state di certo facili per Banca Carige, che ha fatto i conti con una serie di addii che l’hanno lasciata persino sprovvista di un presidente del Cda.

A tal proposito la BCE ha domandato la prossima convocazione di un’assemblea degli azionisti, con lo scopo di nominare una nuova figura apicale al più tardi entro il 30 settembre.
Alla base della richiesta la necessità per Carige di avere una struttura perfettamente funzionante:

“per assicurare l’osservanza dei requisiti di vigilanza in modo sostenibile”.

La struttura attuale, ha continuato la BCE, rappresenta una fonte di rischio sia reputazionale che operativo. Il riferimento è agli amministratori delegati che si sono avvicendati oltre che alle numerose dimissioni dal Cda determinate soprattutto da divergenze interne.

Dal canto suo Banca Carige ha confermato che la convocazione dell’assemblea sarà discussa nel prossimo Cda del 3 agosto.

Stop al piano di conservazione del capitale

Per dirla con le stesse parole della BCE, Banca Carige non non rispetta il requisito patrimoniale complessivo Ocr, pari al 13,125% dal 1° gennaio 2018. Nel primo trimestre del 2018, il total capital ratio è risultato del 12,23%.

L’istituto di Mario Draghi ha fatto notare come le previste misure di
riduzione dell’attività ponderata per il rischio da eseguirsi a giugno 2018 non siano entrate in vigore nei tempi, con ovvie ripercussioni sull’esecuzione del piano, slittato di un trimestre.

La BCE è tornata poi sull’emissione di strumenti di capitale di classe 2, elemento fondamentale del CCP, affermando che:

“a causa di fattori idiosincratici e di mercato, i tentativi di emissione di strumenti di capitale di classe 2 da parte del Soggetto vigilato si sono rivelati un insuccesso”.

La presentazione di un nuovo piano e la necessità di aggregazione

Nella lettera che ha affossato le azioni Carige in Borsa, la BCE ha anche richiesto all’istituto ligure di presentare, entro il 30 novembre prossimo, un nuovo piano approvato dal Cda. L’obiettivo? Assicurare l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre 2018.

Non è mancato, infine, un riferimento ad un’ipotetica aggregazione di cui la banca genovese potrebbe notevolmente beneficiare secondo l’istituto centrale.

Al momento della scrittura, affossate da una BCE diretta che non ha utilizzato mezzi termini, le azioni Banca Carige stanno perdendo più del 5,8% e stanno scambiando su quota 0,0081 euro.

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