Carige senza tregua: anche Malacalza si è dimesso

Azioni Banca Carige sotto esame dopo le dimissioni di Vittorio Malacalza, azionista di riferimento dell’istituto ligure.

Carige senza tregua: anche Malacalza si è dimesso

Azioni Banca Carige sotto osservazione dopo le comunicate dimissioni di Vittorio Malacalza, azionista di riferimento dell’istituto ligure con una quota del 20,639% del capitale.

In polemica con l’amministratore delegato Paolo Fiorentino, Malacalza ha informato il consiglio di amministrazione lamentando i tentativi dell’ad di delegittimare il suo ruolo, non più soltanto di vicepresidente.

Le ultime settimane sono risultate decisamente impegnative per le azioni Banca Carige e per l’istituto di credito in generale. Nel giorni scorsi ad annunciare le proprie dimissioni è stato anche Giuseppe Tesauro, un addio che ha imposto a Malacalza di ricoprire anche il ruolo di presidente ad interim.

Malacalza lascia Carige: i motivi dietro le dimissioni

A determinare la scelta dell’azionista di maggioranza sono state sicuramente le recenti dimissioni comunicate da altri esponenti di rilievo della banca, primo fra tutti il citato Tesauro che ha lasciato, a sua detta, per divergenze interne di natura gestionale.

Poi è stato il turno di altri due componenti del Consiglio di amministrazione, Francesca Balzani e Stefano Lunardi. Anche in questo caso gli investitori hanno guardato con diffidenza al caos interno ed hanno dato vita ad una nuova pioggia di vendite sulle azioni Carige.

La situazione non è migliorata neanche con il Cda dello scorso 10 luglio, durante il quale l’azionista Raffaele Mincione ha chiesto la revoca del Cda, mentre Fiorentino ha sfidato Tesauro a colpi di querele.

Tra i motivi alla base delle dimissioni di Malacalza, infatti, non c’è stata solo l’ondata di addii degli ultimi giorni, ma anche:

“dalla divulgazione dell’intercettazione della conversazione telefonica tra il sig. Luca Parnasi e il dott. Paolo Fiorentino, che ha assunto per me particolare significato alla luce del fatto che quest’ultimo, proprio nei giorni immediatamente precedenti all’arresto dell’avv. Lanzalone, mi riferì di averlo incontrato, decantandomene le qualità professionali”,

ha affermato Malacalza puntando l’attenzione sull’imprenditore finito in carcere per l’ormai famoso stadio della Roma, e considerato dalla Procura la mente di un’associazione a delinquere.

Nonostante le dimissioni, Malacalza ha confermato che continuerà ad occuparsi di Carige, sulle cui potenzialità di consolidamento e rilancio, ha ribadito, nutre piena fiducia.

Al momento della scrittura, dopo le comunicate dimissioni di Malacalza e dopo il tonfo inziale, le azioni Banca Carige stanno scambiando con un rialzo dell’1,16% su quota €0,0087.

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