Azioni Brunello Cucinelli volano grazie ai ricavi record (+14%). Ma non conviene comprare, secondo gli analisti

Claudia Cervi

10 Aprile 2026 - 13:38

Brunello Cucinelli corre in Borsa (+6%) dopo conti sopra le attese, ma gli analisti restano cauti. Ecco perché il titolo non convince tutti.

Azioni Brunello Cucinelli volano grazie ai ricavi record (+14%). Ma non conviene comprare, secondo gli analisti

Brunello Cucinelli torna a correre a Piazza Affari: +20% in un mese e +6% nella seduta di oggi, dopo i conti del primo trimestre 2026.

I numeri convincono, la crescita c’è e le stime parlano di un +10% nei prossimi anni. Dopo aver quasi dimezzato il proprio valore dai massimi, il titolo prova a rialzare la testa.

Ma qualcosa non torna. Gli analisti restano freddi e il titolo divide il mercato. Perché nessuno (o quasi) lo considera davvero un’occasione?

Conti sopra le attese e rally in Borsa: cosa sta davvero premiando il mercato

Partiamo dai numeri. Brunello Cucinelli ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi a 369,1 milioni di euro, in crescita dell’8,1% a cambi correnti e del 14% a cambi costanti. Meglio delle attese, che si fermavano intorno ai 360 milioni. Un dato che, più che sorprendere, conferma la capacità del brand di continuare a crescere anche in una fase complessa per il lusso globale e nonostante un crollo delle vendite del 50% a marzo in Medio Oriente.

Colpisce ancor più come cresce il gruppo, con la domanda che regge su più fronti. L’America accelera oltre il 20%, l’Asia segue a +17,8% e anche l’Europa resta in territorio positivo (+4,4%). A questo si aggiunge il retail diretto, che vola a +20,1% (238,2 milioni), mentre il wholesale cresce più lentamente (+4,3% a 130,9 milioni).

Il gruppo sta spostando sempre più peso sul direct-to-consumer, dove margini e controllo del brand sono più alti. Ed è anche questo che il mercato sta iniziando a prezzare.

E allora perché gli analisti non lo considerano un vero buy?

Target tagliati e valutazioni sotto pressione: perché gli analisti restano cauti

I conti non sono in discussione. Brunello Cucinelli cresce, batte le attese e conferma un outlook solido. Ma il mercato oggi fatica a riconoscere ulteriore spazio nei prezzi, più per il contesto del settore che per il titolo in sé.

Negli ultimi mesi il settore del lusso ha visto una contrazione dei multipli generalizzata, anche per i nomi più solidi. Il rapporto prezzo/utili di Hermes è sceso da 43,1x a 32,7x per il 2027, mentre quello di Ferrari è passato da 35,6x a 28,3x.

Da qui i giudizi divergenti.

Molti restano positivi, come quelli di Bernstein, Intesa Sanpaolo e Intermonte, con raccomandazioni “outperform” e target tra 108 e 110 euro. In questo caso gli analisti puntano sulla forza del brand, sulla crescita del retail e sulla resilienza della clientela high-end, soprattutto in America e Asia.

Tra i più convinti c’è anche Equita, che mantiene il “buy” e un target a 118 euro, sostenuta da una crescita trainata dal direct-to-consumer e da un outlook confermato nonostante il contesto.

Altri sono invece più prudenti. Jefferies ha tagliato il target a 88 euro con rating “hold”, mentre Oddo BHF si muove sulla stessa linea con giudizio “neutral”.

Il titolo ha dunque fondamentali solidi e una crescita visibile, ma ha una valutazione che in questo momento lascia poco spazio all’upside.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.