Azioni Banco BPM sotto i riflettori dopo l’esito della giornata clou. I commenti del Presidente Tononi su MPS e sulla minaccia made in France.
Nuova giornata clou per Banco BPM, la banca italiana guidata dal CEO Giuseppe Castagna: nella giornata di oggi, lunedì 23 febbraio 2026, l’assemblea straordinaria degli azionisti ha dato la sua benedizione alle modifiche statutarie proposte dal CDA.
L’approvazione è stata massiccia, se si considera che l’aggiornamento dello statuto del Banco, che si è reso necessario in base a quanto stabilito dalla Legge Capitali, ha ottenuto il 95,38% dei voti favorevoli.
Hanno partecipato all’assemblea attraverso il rappresentante designato 2.000 azionisti circa, rappresentativi del 65% del capitale sociale.
Le azioni Banco BPM , scambiate sul Ftse Mib mettono a segno una performance positiva, salendo di oltre l’1%, a quota 13,04 euro.
Assemblea straordinaria dei soci dà l’ok a modifiche statutarie dopo autorizzazione BCE
La votazione è arrivata dopo che martedì scorso, 17 febbraio, il semaforo verde era arrivato dalla BCE, nel bel mezzo degli interrogativi che continuano a fioccare anche dal mondo della politica sul futuro della banca italiana, che ha come azionista di maggioranza i francesi di Crédit Agricole.
Tra le modifiche allo statuto avanzate da Banco BPM e votate oggi dai soci, c’è la proposta volta a recepire la nuova disciplina che ha preso il via con la Legge Capitali, che riguarda la presentazione delle liste dei candidati alla carica di AD, in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione.
Così Banco BPM la scorsa settimana, nell’informare Piazza Affari del consenso ricevuto dalla BCE:
“Facendo seguito al comunicato stampa diffuso in data 2 febbraio 2026, si rende noto che, in data odierna, la Banca Centrale Europea ha rilasciato l’autorizzazione alle proposte di modifica dello Statuto sociale che saranno sottoposte all’Assemblea straordinaria dei Soci convocata per il 23 febbraio 2026”.
Le modifiche statutarie proposte dal CDA di Banco BPM. Più potere alle liste di minoranza
Tra le modifiche statutarie principali proposte dal CDA, quelle relative alla modalità e ai termini di presentazione della lista da parte del CDA uscente e del relativo meccanismo di voto.
In evidenza soprattutto la modifica statutaria che consente che, all’interno del CDA di Banco BPM, che ci sia una maggiore rappresentanza per le minoranze, con posti che possono arrivare fino a 6 sui 15 totali: un cambiamento cruciale, se si considera il ruolo che nel consiglio di amministrazione potrebbe avere il socio di maggioranza di Banco BPM, ovvero i francesi di Credit Agricole.
L’ultima parola arriverà il 16 aprile 2026, quando gli azionisti dell’istituto di credito italiano noto anche come Piazza Meda si riuniranno per dare il via libera ai risultati di bilancio del gruppo e per eleggere anche il nuovo CDA per i prossimi 3 anni.
Con la BCE che ha dato l’ok alle modifiche statutarie proposte dal Banco, la Banque Verte, primo azionista di Banco con una partecipazione pari al 20,1%, potrebbe presentare a questo punto una propria lista, e arrivare a conquistare fino a 6 posti riservati ai consiglieri di minoranza nel board di Banco BPM.
Per quanto concerne il numero dei posti che possono essere occupati da candidati delle liste di minoranza, il Banco ha stabilito con le sue modifiche statutarie che il numero dei seggi dipenderà dalle percentuale complessiva dei voti ottenuti dalle prime due liste di minoranza.
- Se i voti saranno inferiori o pari al 20%, i seggi che spetteranno alle minoranze saranno 3.
- Se i voti ottenuti in assemblea saranno superiori al 20% ma inferiori o uguali al 35%, i seggi saranno 4.
- Con totale voti ottenuti in assemblea supeiori al 35% ma inferiori o uguali al 50%, spetteranno 5 seggi.
- Con totale voti ottenuti in assemblea superiori al 50% i seggi spettanti saranno 6.
Banco BPM, presidente Tononi disponibile a un nuovo mandato
Nel fine settimana, parlando con i cronisti a margine dell’Assiom Forex in corso a Venezia, il presidente di Banco BPM Massimo Tononi ha risposto affermativamente a una domanda sulla sua disponibilità a rinnovare il proprio mandato:
“ Sì sì, lo sono ”, ha detto, sottolineando che la lista del CDA per rinnovare il board della banca rimane “assolutamente una opzione”, visto che si lavora “da tempo per questo obiettivo”.
Per la precisione, “stiamo lavorando per trovarci preparati alla presentazione della lista del CDA, sapete che il quadro normativo italiano è cambiato molto recentemente e quindi è dovere del Consiglio valutare tutte le implicazioni”.
Riguardo ai rapporti con l’azionista di maggioranza Crédit Agricole, Tononi ha risposto che, al momento, non ci sono “interlocuzioni” sulla possibilità che i francesi della Banque Verte presentino una loro lista, facendo notare nella giornata di sabato 21 febbraio che “mancano molte settimane all’assemblea di primavera e l’Agricole starà facendo le proprie valutazioni. Non ci ha indicato le proprie intenzioni”.
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Cosa aveva detto il CEO di Crédit Agricole, politica sull’attenti
Va ricordato che, agli inizi di febbraio, il ceo della Banque Verte Olivier Gavalda aveva parlato della possibile intenzione del primo azionista di Piazza Meda di chiedere una maggiore rappresentanza nel board:
“Chiediamo di avere una posizione nel board che rifletta la nostra quota del 20% e quindi una rappresentanza del 20% nel board di BPM. Vedremo a tempo debito se è nel nostro interesse aumentare la nostra partecipazione in Banco BPM”.
Non erano mancate dichiarazioni al vetriolo dall’opposizione. Antonio Misiani, responsabile economia e finanza del PD si era in particolare così espresso, puntando il dito contro il ruolo ricoperto dal governo Meloni nel risiko bancario:
“ Ha fatto pasticci, ha seguito un approccio dirigista ispirato non ad una logica di ridisegno industriale, ma a logiche di potere, e i nodi stanno venendo al pettine ”.
Misiani si era riferito a Piazza Meda, ricordando che “ quello che sta accadendo per esempio su BPM è impressionante e paradossale”, visto che “il governo ha bloccato con un golden power del tutto fuori misura l’OPS di UniCredit, che è una banca italiana presieduta e guidata da italiani”, mentre ora “ i francesi del Crédit Agricole stanno prendendo il sopravvento e ci piacerebbe capire che cosa vuole fare il governo: se vuole rimanere inerte rispetto a questo fatto, che riguarda una delle più importanti banche italiane, oppure dire qualcosa al Parlamento e agire di conseguenza”.
Il commento di Banco BPM su MPS
Occhio anche alla risposta che Tononi ha dato due giorni fa a una domanda su MPS, dopo alcune voci circolate nelle ultime ore:
“Noi siamo concorrenti del Monte dei Paschi e non ci permettiamo di entrare nella composizione della lista”, ha precisato il presidente di Banco BPM, aggiungendo che “ non ci sono assolutamente ” indicazioni su un presunto ingresso a gamba tesa nel CDA di MPS-Monte dei Paschi di Siena:
“Noi siamo concorrenti di MPS e non abbiamo in alcun modo fornito sollecitazioni, suggerimenti, raccomandazioni per la composizione della lista per il Cda di Monte dei Paschi”.
I commenti di Castagna e Tononi al sì arrivato alle modifiche statutarie dai soci
Così l’AD di Banco BPM Giuseppe Castagna ha commentato l’esito di oggi dell’assemblea straordinaria dei soci, chiamata a votare le modifiche statutarie proposte dal CDA:
“Vorrei esprimere, insieme al ringraziamento ai nostri soci, la soddisfazione per l’esito dell’assemblea di oggi con cui sono stati definiti i criteri per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della Banca per il prossimo triennio”.
Sotto i riflettori anche le dichiarazioni di Massimo Tononi, Presidente di Banco BPM:
“Desideriamo ringraziare ancora una volta i nostri azionisti per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie. Un passaggio necessario che ci permette di adeguare lo Statuto di Banco BPM al nuovo quadro normativo della Legge Capitali”.
Banco BPM ha riassunto di nuovo le modifiche statutarie che sono state approvate oggi dall’assemblea degli azionisti:
In coerenza con la Legge Capitali, tali modifiche sono essenzialmente finalizzate a:
- Intervenire nelle modalità e nei termini di presentazione della lista da parte del Consiglio di Amministrazione uscente, ampliando le candidature incluse in tale lista da 15 a 20 candidati e anticipando al 40° giorno precedente l’Assemblea il termine per il deposito della lista del Consiglio.
- Introdurre la votazione individuale dei candidati della lista del Consiglio, qualora essa ottenga il maggior numero di voti in Assemblea.
- Ridefinire, da un minimo di 3 a un massimo di 6, il numero dei seggi spettanti alle minoranze, sulla base della percentuale di voti ottenuti dalle prime due liste di minoranza secondo criteri proporzionali.
- Introdurre l’obbligo di nominare il Presidente del Comitato Controllo Interno e Rischi tra gli amministratori indipendenti non espressi dalla lista del Consiglio, qualora questa risulti prima per numero di voti in Assemblea.
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