Azioni Banca Generali promosse a Buy da Jefferies. Possibile rialzo del 20%

Laura Naka Antonelli

15 Giugno 2026 - 16:21

Jefferies ha rivisto al rialzo il rating e il target price per le azioni di Banca Generali. Effetto immediato a Piazza Affari, il titolo scatta al rialzo.

Azioni Banca Generali promosse a Buy da Jefferies. Possibile rialzo del 20%

Occhio alle azioni Banca Generali, dopo l’upgrade firmato dagli analisti di Jefferies, che hanno migliorato il rating sul titolo a “Buy” dalla precedente valutazione “Hold”, alzando il target price dai precedenti 61 a 70 euro.

Il doppio premio arrivato da Jefferies implica un margine di rialzo del 20% rispetto al valore a cui il titolo Banca Generali ha chiuso la sessione di venerdì scorso.

L’effetto dell’upgrade si è fatto sentire subito.

Le azioni Banca Generali balzano fino a oltre il 5% sul Ftse Mib di Piazza Affari, superando quota 64 euro.

Azioni Generali, i due fattori che il consensus degli analisti non starebbe mettendo in conto

Jefferies ha motivato la promozione del titolo citando il momentum positivo per le attività della banca, alcune iniziative strategiche che le azioni a suo avviso non avrebbero ancora prezzato e il trend degli utili, che dimostra una redditività più alta di quella messa in conto dal consensus degli analisti.

I fattori catalizzatori o anche iniziative strategiche che, secondo Jefferies, Piazza Affari sta sottovalutando sono due, per la precisione la partnership di Banca Generali con Alleanza e l’acquisizione di Intermonte.

Va ricordato che l’intesa con Alleanza, nota anche come partnership di “Insurbanking”, combina la rete distributiva di Alleanza, composta da oltre 10.000 consulenti, con le piattaforme bancarie e di investimento di Banca Generali.

Obiettivo: intercettare la liquidità inattiva detenuta dai 1,9 milioni di clienti di Alleanza presso istituti terzi.

Si tratta di un accordo significativo che, secondo Jefferies, potrebbe attrarre masse per un valore compreso tra 7 e 8,5 miliardi di euro e generare ricavi netti per un ammontare di 40-50 milioni di euro entro il 2030, contribuendo per circa il 6,5% all’utile netto di Banca Generali.

L’accordo con Allianz, annunciato lo scorso 9 ottobre da Banca Generali, è, volto ad ampliare l’offerta per i clienti nell’“insurbanking”, segmento in forte crescita, come ha fatto notare la banca.

L’istituto guidato dall’AD Gian Maria Mossa aveva commentato l’accordo sottolineando che la partnership avrebbe “consentito alla Rete di Alleanza - che conta circa 10.000 consulenti altamente qualificati di cui 2.700 abilitati all’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari - di affiancare sempre più le famiglie nella protezione dei rischi, nella gestione consapevole dei risparmi e nella diversificazione degli investimenti, attraverso soluzioni personalizzate da oggi abbinate all’eccellenza dei servizi bancari di Banca Generali per la gestione della liquidità e del conto titoli”.

Il secondo fattore di catalizzazione per le azioni di Banca Generali, secondo Jefferies, è l’acquisizione di Intermonte, che è stata completata nel 2025, e che dovrebbe generare entro il 2030 40-45 milioni di euro di ricavi aggiuntivi nelle attività di trading, investment banking e prodotti gestiti.

Previsioni brillanti per le azioni di Banca Generali, utili potrebbero battere il consensus anche fino a +9%

Un outlook brillante che, secondo il broker, il consensus degli analisti non starebbe prezzando a pieno.

Così come il consensus non starebbe prezzando il contesto caratterizzato da tassi di interesse più elevati, decisi dalla BCE, che proprio la scorsa settimana ha alzato il costo del denaro dell’Eurozona di 25 punti base.

Di conseguenza, la divisione di ricerca ha parlato di un rischio al rialzo per l’EPS (utile per azione) di Banca Generali rispetto alle previsioni degli analisti, mettendo in conto utili superiori del 5% rispetto a quanto atteso dal consensus, sia nel 2026 che nel 2027.

Secondo Jefferies, i profitti di Banca Generali potrebbero arrivare poi a battere le stime del consensus fino a +9% nel 2028.

Tutto, per merito delle commissioni che l’istituto incasserà grazie alle due iniziative e anche per le stime sull’Euribor in un contesto che vede la BCE orientata ad alzare i tassi.

Le previsioni sono di un Euribor pari al 2,50% nel terzo trimestre del 2026, rispetto al 2% che era stato previsto in precedenza.

Infine, altro elemento a cui guardare sarà la presentazione del nuovo piano industriale prevista per la seconda metà del 2026.

Oggi Jefferies ha annunciato di avere alzato anche il target price sulle azioni FinecoBank a €26,10, ribadendo il rating “Buy”, confermando al contempo la valutazione “Hold” sulle azioni Banca Mediolanum.

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