Il Presidente americano Donald Trump rimanda al mittente la controproposta di pace dell’Iran, ma i venti di guerra stavolta non sostengono azioni settore difesa.
Vendite scatenate sulle azioni Avio che, già reduci da forti sell nelle ultime settimane, crollano fino a oltre -8% nei minimi della sessione.
Cadono anche gli altri due titoli del settore della difesa made in Italy, ovvero Leonardo e Fincantieri.
Le tre azioni si confermano tra le peggiori dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari. Cosa succede?
Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Avio ritracciano dai minimi in misura lieve, continuando a scivolare dell’8% circa, a quota $28,84.
I titoli Leonardo cedono il 4% circa, mentre Fincantieri arretra del 2,7% circa.
Avio maglia nera di Piazza Affari, vendite anche su Leonardo e Fincantieri
Intanto, va detto che i cali dei titoli del comparto della difesa non interessano solo la Borsa Italiana.
Le azioni del settore sono quelle infatti che stanno soffrendo di più nella sessione odierna, lunedì 11 maggio 2026, in tutta Europa, come dimostrano le performance al ribasso dei grandi nomi tedeschi Rheinmetall, Renk e Hensoldt, e del titolo del gruppo aerospaziale UK Babcock International.
L’indice STOXX Europe Total Market Defense Capped accusa una perdita del 3%.
La domanda è il motivo per cui le azioni stanno scendendo, considerando che i venti di guerra stanno tornando a soffiare, visto che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rimandato al mittente la controproposta dell’Iran, bollandola “ Totalmente inaccettabile ”.
Dichiarazioni del genere in teoria dovrebbero alimentare più i buy che i sell sui titoli del settore.
Il punto è che a tenere il mondo con il fiato sospeso non è solo il dossier geopolitico della guerra USA-Iran. C’è anche quello della guerra tra l’Ucraina e la Russia.
E sono proprio le ultime novità che riguardano questo fronte a zavorrare le quotazioni di Avio, Leonardo, Fincantieri.
Il fattore pace Russia-Ucraina dopo le parole di Putin
Nel discorso proferito dopo la parata militare di Mosca di sabato scorso 9 maggio per commemorare la Giornata della Vittoria, il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato a sorpresa che la conclusione del conflitto con l’Ucraina potrebbe essere vicina.
Riferendosi all’Operazione militare speciale, stando a quanto riportato dalle agenzie Ria Novosti e Tass, Putin ha detto che la fine della guerra sarebbe vicina.
Certo, i dubbi non mancano, soprattutto dopo che l’esercito ucraino ha reso noto che gli attacchi sferrati dai droni russi nel fine settimana rappresentano una violazione del cessate il fuoco di due giorni che era stato concordato tra Mosca e Kiev.
L’apertura di Putin alla fine del conflitto basta in ogni caso a mettere sotto pressione le azioni del settore difesa.
Riguardo alle novità che riguardano le singole aziende italiane, di Leonardo si è parlato in relazione alle polemiche esplose a seguito della decisione dell’attivista USA di chiedere un’indagine sul modo in cui si è svolta l’assemblea degli azionisti, che ha appena votato per il rinnovo dei vertici del colosso della difesa.
Avio, tensione sulle azioni alla vigilia della trimestrale
Di Avio, va detto che le aspettative degli analisti per i numeri relativi ai conti del primo trimestre 2026 che arriveranno domani (vedi il calendario delle trimestrali), non sono entusiasmanti, tutt’altro.
Nel ricordare che, di norma, il primo trimestre dell’anno è quello di norma più debole, Equita ha commentato anche “la recente debole performance del titolo” che, a suo avviso, “va collegata alla debolezza del settore della difesa a livello europeo ”.
Allo stesso tempo, Avio ha “sottoperformato il settore, probabilmente a causa di aspettative di un 1Q (notoriamente il più debole dell’anno per motivi stagionali) senza particolari sorprese”.
La SIM ha fatto poi notare che, nel corso del primo trimestre 2026, “ Avio ha annunciato un solo grande ordine (quello da $65 milioni dalla US Army per i motori dei missili) mentre non ha ancora formalizzato” alcuni ordini, come gran parte di quelli “assegnati dalla ministeriale dell’ESA (in totale oltre €0,6 miliardi); il flusso di ordini per i missili Aster 30 di MBDA legati ai sistemi missilistici SAMP/T siglati da alcuni paesi europei; gli ordini di Raytheon e Lockheed Martin per il nuovo impianto in US che sono attesi più avanti”.
Di conseguenza, Equita ha detto di prevedere un calo della raccolta ordini su base annua dell’11% a 80 milioni.
Così, riguardo alle altre voci di bilancio:
“Nel 1Q26 prevediamo un aumento dei ricavi del 6% su base annua a 115 milioni, un aumento dell’EBITDA dell’8% YoY a 4,3 milioni e un leggero calo sequenziale sia del portafoglio ordini che della liquidità netta proprio a causa dei pochi ordini acquisiti (e quindi dei pochi anticipi ricevuti a fronte di quelli riconosciuti ai fornitori per la lavorazione degli ordini raccolti nel secondo semestre del 2025)”.
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