La forte spinta registrata in Borsa dal settore automobilistico nella giornata del 30 gennaio ha amplificato l’interesse degli investitori per questo settore, particolarmente influenzato dall’andamento dell’economia, dalla dimensione del consumo delle famiglie e dalle decisioni di politica monetaria sui tassi d’interesse.
Per tale motivo, è stato e resta uno dei temi più discussi del momento. La recente pubblicazione dei risultati di General Motors, accompagnata dal nuovo outlook per il 2024 riguardante i fondamentali della società, ha alimentato la curiosità degli investitori, i quali si interrogano su quali possano essere le future variazioni nel prezzo delle azioni del settore automobilistico e quali siano alcuni dei fondi più popolari sul mercato per monitorare l’andamento complessivo di questo segmento borsistico.
General Motors propone un outlook fortemente positivo
Ad alimentare il clima euforico dell’ultimo periodo contribuisce, senza ombra di dubbio, la positività espressa da General Motors riguardo alle prospettive per il 2024. Sebbene i risultati del quarto trimestre non siano stati completamente positivi, l’outlook per il nuovo anno ha generato un forte senso di fiducia nella mente degli investitori, che si è rapidamente diffuso a tutti gli altri componenti del settore.
General Motors ha fatto specifico riferimento al settore delle auto elettriche, prevedendo un aumento delle vendite fino a raggiungere il 10% del mercato statunitense. Infatti, nonostante nel corso del 2023 il comparto automobilistico sia stato ostacolato da variabili economiche e finanziarie, nonché da complicazioni sociali, come gli scioperi dell’United Auto Workers (UAW), le prospettive per l’anno nuovo appaiono promettenti.
Questo clima di fiducia si è rapidamente esteso anche alle componenti borsistiche della maggior parte del settore automobilistico; molte altre aziende si apprestano a condividere i propri risultati, e sarà possibile ottenere un quadro più dettagliato della situazione. Per il momento, sembra essersi instaurato un sentimento generalmente positivo per la maggior parte delle realtà del settore. Tuttavia, da altre aziende, come Tesla, sembrano emergere nuove difficoltà.
Il pericolo espresso da Elon Musk riguardo Tesla
Recentemente, si è parlato molto delle notizie positive legate all’industria automobilistica, con particolare riferimento alla rivoluzione dei veicoli elettrici. Tra i protagonisti di questo settore, se non il leader indiscusso in termini di impatto mediatico, spicca Tesla. Durante la presentazione dei risultati del quarto trimestre, la società non ha rispettato le aspettative, situazione comune anche ad altre realtà del settore. Inoltre, ha espresso una guidance che non è apparsa particolarmente ottimistica: per il quarto trimestre 2024 la società indica un margine operativo dell’8,2%, ovvero la metà della cifra del quarto trimestre del 2023 evidenziando una contrazione rilevante della marginalità societaria. L’outlook per il 2024 non è dei migliori e la previsione dei volumi dei veicoli, a quanto pare, «potrebbe essere notevolmente inferiore».
Anche dal suo eclettico CEO, Elon Musk, arrivano novità disarmanti, che mettono nuovamente in difficoltà i propri investitori. A quanto pare, l’imprenditore di fama mondiale sembrerebbe addirittura, secondo fonti di Bloomberg, intenzionato a trasformare Tesla in un leader nell’IA e nella robotica, un eventualità che di certo crea forte confusione nella mente dei propri investitori.
Il settore automobilistico torna a brillare: uno sguardo a questi indici
Guardando al settore automobilistico, sembra essere tornato quel clima di fiducia che sembrava aver abbandonato il comparto dall’inizio dell’anno 2024. In Europa, tra i settori più performanti dell’ultima settimana c’è l’indice Stoxx 600 Automobiles & Parts, con una performance settimanale del 2,24%, segnando un recupero su base mensile nonostante una perdita di quasi il 2%. La performance annuale rimane comunque positiva, del 5,54%, sebbene non sia tra i settori con le migliori performance.
Negli USA, il DJ Automobiles & Parts è invece il settore meno performante della settimana, con una perdita del 4,37%, una perdita annuale dell’1% e, nel 2024 (YoY), un rendimento negativo che rasenta il -19%.
La discrepanza tra i rendimenti di questi due indici, tematici e geografici, esprime una divergenza che merita un approfondimento e deve essere tenuta in considerazione alla luce dei nuovi outlook.
Uno sguardo ad alcuni ETF sul settore automobilistico
Per molti investitori, valutare un ETF può offrire un approccio pratico migliore, specialmente quando si tratta di fondi passivi focalizzati sul settore automobilistico. Un indice di riferimento per il mercato europeo, spesso considerato in questo ambito, è l’iShares STOXX Europe 600 Automobiles & Parts UCITS ETF, che mira al segmento dei veicoli di tipo automobile. Questo fondo, con un patrimonio di circa 122 milioni di dollari, segue l’indice STOXX® Europe 600 Automobiles & Parts e, dalla sua introduzione, ha registrato una performance positiva del +358,88%. Tra le sue principali capitalizzazioni figurano Mercedes-Benz Group AG, Stellantis NV, e Ferrari N.V., tutte società che hanno mantenuto ottime performance nonostante le sfide del 2023.
Nella ricerca di ETF che offrano agli investitori esposizione diretta al comparto automobilistico globale, si nota che non è facile trovare strumenti di investimento passivi simili all’indice DJ Automobiles & Parts. Piuttosto, per quanto riguarda il settore globale, si tende a trovare ETF maggiormente orientati verso la rivoluzione delle auto elettriche o segmenti settoriali considerati più attraenti a livello promozionale. Ad esempio, molti si riferiscono al First Trust NASDAQ Global Auto Index Fund (CARZ), che tuttavia ha tra le sue maggiori esposizioni aziende non strettamente legate al comparto automobilistico, come AMD, TSMC e NVIDIA, a causa della loro importanza nelle tecnologie per veicoli.
Per un’esposizione indiretta, si fa spesso riferimento allo SPDR S&P US Consumer Discretionary Select Sector ETF, che segue l’andamento dei settori dei beni di consumo discrezionale, categoria in cui il settore automobilistico è frequentemente inserito.