Le azioni Alia Mentis sono passate da 3,25 a 4,55 euro. +40% in due sedute, dal debutto su Euronext Growth Milan il 29 giugno, con 300.000 azioni scambiate al debutto, domanda tripla rispetto all’offerta, capitalizzazione che sfonda quota 130 milioni. Numeri da prima pagina, certo. Ma dietro la sigla “deep-tech” e i materiali compositi avanzati c’è un’azienda di Montebelluna che lavora per Ferrari, Lamborghini e Dainese da anni.
Chi ha comprato all’IPO festeggia per quanto è salito il titolo. La domanda è se quel +40% racconta solidità industriale, o un prezzo di collocamento fissato troppo basso. Probabilmente entrambe le cose.
Alia Mentis: dal Nordest a Ferrari, oltre 20 brevetti prima della Borsa
Montebelluna, provincia di Treviso, è terra di scarponi da sci e packaging tecnico, non esattamente il luogo dove ti aspetti che nasca una società deep-tech. Alia Mentis nasce lì progettando materiali compositi per motorsport, aerospazio, difesa, droni, protezioni personali. Il modello verticale, dalla ricerca, alla progettazione, alla prototipazione, fino alla produzione, la trasforma da fornitore a partner tecnologico di Ferrari, Lamborghini, Dainese, Benelli.
Tredici milioni investiti in R&S dal 2023. Oltre venti brevetti internazionali. Tre marchi proprietari (Koridion, Equalizer, Xelion) che sono poi il vero prodotto, più dei materiali stessi. Nelle ultime settimane è arrivato anche il Seal of Excellence della Commissione europea, certificazione che la UE riserva ai progetti di innovazione valutati come eccellenti.
Alia Mentis arriva in Borsa dopo una crescita a tre cifre nel 2025: utile netto a 4,1 milioni (+148%), valore della produzione a quasi 15 milioni (+86% rispetto al 2024). Sono i numeri che hanno spinto gli investitori istituzionali a sottoscrivere tre volte l’offerta base e che giustificano, almeno sulla carta, un debutto col botto.
Il debito netto a 17 milioni vale più di quattro volte l’utile 2025, fisiologico per un’azienda che investe tutto in ricerca. E i 31,8 milioni raccolti (35 con greenshoe) con l’IPO entrano in cassa per finanziare la crescita.
Prezzo IPO, errore di valutazione o mossa strategica?
Se la domanda era tre volte l’offerta base, perché il prezzo di collocamento è stato fissato a 3,25 euro, lasciando che il mercato lo riprezzasse del 40% in appena due sedute?
Fissare il prezzo sotto il valore atteso è una pratica diffusa nelle IPO, soprattutto su segmenti come Euronext Growth Milan: garantisce un collocamento di successo e attira investitori di lungo periodo invece di speculatori mordi e fuggi.
Un effetto collaterale di un debutto così forte è la visibilità mediatica, quella che sta avendo Alia Mentis proprio in questi giorni.
Chi ha sottoscritto in fase di IPO si ritrova con un guadagno a doppia cifra percentuale praticamente garantito dal giorno uno. Alia Mentis, dal canto suo, ha comunque incassato i 31,8 milioni previsti, ma se il prezzo fosse stato fissato più vicino ai 4 euro che il mercato ha dimostrato di essere disposto a pagare, la raccolta sarebbe stata più alta a parità di diluizione per i soci storici.
Un altro numero da considerare dopo questo rally è il flottante, fermo al 32,9% del capitale (35% con greenshoe integrale). Su un titolo con così poche azioni in circolazione basta una domanda relativamente contenuta per spostare il prezzo in modo marcato: le 300.000 azioni scambiate al debutto sono un segnale di interesse reale, ma su questa base di flottante i movimenti, in entrambe le direzioni, restano amplificati rispetto a un titolo a media-grande capitalizzazione. Chi compra oggi inseguendo il rally lo fa su un titolo dove la liquidità non è ancora quella di un blue chip.
Sul fronte industriale, intanto, il CEO Giuseppe Paronetto dichiara l’ambizione di espandersi nei mercati delle auto sportive (+8,4% medio annuo atteso 2025-2030) e dei droni (+23,8% medio annuo nello stesso periodo), sull’ingresso nel segmento data center e infrastrutture digitali, e valuta una presenza produttiva diretta in Nord America per servire i clienti automotive e difesa.
Solo i prossimi trimestri diranno se Alia Mentis è stata sottovalutata in fase di IPO o se il mercato ha solo anticipato un futuro che deve ancora arrivare.