Non sempre accettare una donazione è una buona idea, soprattutto quando riguarda un immobile. Ecco a cosa fare attenzione.
Ci insegnano che i regali sono sempre graditi, ma alcuni hanno degli oneri che possono incidere notevolmente sulla vita dei beneficiari. Quando si ha a che fare con donazioni di un certo rilievo, in particolare quelle immobiliari, bisogna guardare in bocca al caval donato. Nessuno si sognerebbe di rifiutare una casa regalata, ma sarebbe bene non lasciarsi prendere troppo dall’euforia e valutare con attenzione cosa comporterebbe l’accettazione della donazione.
A tal proposito, diamo spazio all’avvertimento dell’avvocato Cathie Paumier, professionista parigina esperta in diritto di famiglia e immobiliare che in questi giorni sta cercando di sensibilizzare proprio su questo tema. Nel corso della sua carriera l’avvocato ha visto molto spesso clienti sommersi dalle conseguenze di donazioni effettuate e accettate con troppa superficialità, anche di recente. Nonostante le differenze normative con l’ordinamento francese, peraltro, il peso di certe donazioni si fa sentire in egual misura anche in Italia (come pure in vari altri Paesi europei). Approfondiamo quindi la questione.
L’avvocato avverte gli eredi di non accettare alcune donazioni
L’avvocato Paumier ha raccontato a Le Figaro un nuovo caso, l’ennesimo, relativo a donazioni poco consapevoli. Una donna ha ricevuto un immobile in donazione dai genitori, situazione comune e per nulla problematica in generale, se non fosse che la casa era gravata da un’ipoteca. Le dinamiche sono piuttosto particolari, perciò le riassumiamo solo brevemente. Lo zio della proprietaria aveva ottenuto l’iscrizione dell’ipoteca in qualità di creditore del fratello (padre della beneficiaria), colpevole di aver volontariamente e fraudolentemente occultato parte dei beni ereditati dai genitori.
Questi ultimi avrebbero dovuto riscattare la parte di proprietà spettante all’uomo pagando il corrispettivo della quota, ma non hanno saldato il debito, preferendo trasferire in seguito la proprietà alla figlia senza curarsi dell’importo residuo. Il creditore ha così avviato una procedura di riscossione, che grava direttamente sulla figlia ora proprietaria dell’immobile. Come se non bastasse, nel frattempo i genitori sono deceduti e al piccolo importo mancante si sono aggiunti ulteriori debiti ereditari.
Così, la donna ha rischiato di vedersi privata dell’immobile ricevuto in donazione con una vendita giudiziale e di dover per giunta pagare il creditore di tasca propria. Fortunatamente, la vicenda si è conclusa diversamente. L’immobile è stato venduto dal tribunale, ma soltanto per saldare il debito originario legato all’ipoteca. Grazie all’assistenza dell’avvocato Paumier, la donna è riuscita a far valere la propria estraneità rispetto ai debiti del padre e tutto si è concluso nel modo migliore possibile. La vicenda è stata comunque motivo di grandi disagi, senza contare che sarebbe potuta finire in modo terribile. Ecco perché l’avvocato ha avvertito: “Non devi sempre accettare una donazione”. Lo stesso vale per l’eredità, “Quando ci sono più debiti che beni, a volte è meglio rinunciare”.
Donazioni a cui fare attenzione
Come anticipato, la storia specifica che ha ispirato l’avvocato è molto particolare, ma porta un insegnamento sempre valido. Innanzitutto, per quanto riguarda le donazioni immobiliari è bene fare attenzione a eventuali ipoteche e debiti che gravano sulla casa. Un’ipotesi frequente è quella dell’immobile con mutuo ancora acceso, di cui il donatario deve essere pronto a farsi carico, a meno che lo faccia il donante con apposito atto.
Sarebbe in ogni caso opportuno prepararsi a liberare l’immobile in caso di necessità e imprevisti. Un tema direttamente collegato a quello dell’eredità e dell’accettazione. A tal proposito, bisogna ricordare di valutare con attenzione se e come accettare l’eredità che presenta dei debiti. In particolare, è importante fare attenzione a non accettare tacitamente l’eredità, ossia attraverso comportamenti concludenti nell’uso dei beni ereditari. Altrimenti, si perde la possibilità di rinunciare all’eredità e soprattutto di accettare con beneficio d’inventario, dovendo quindi rispondere dei beni ereditari anche con il proprio patrimonio personale.
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