Cosa rischia l’avvocato che “ci prova”? La sentenza del CNF

Simone Micocci

14 Aprile 2017 - 09:17

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Il Consiglio Nazionale Forense ha sospeso un avvocato colpevole di aver tenuto un comportamento molesto durante i colloqui per le praticanti. Ecco tutte le motivazioni.

Pene severe per gli avvocati che ci provano con le praticanti: il Consiglio Nazionale Forense ha confermato che il legale è perseguibile deontologicamente e per questo può essere persino sospeso.

Il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza n°2 del 2017 ha analizzato la condotta di un avvocato professionista riguardo alle modalità con le quali ha condotto i colloqui di lavoro per praticanti. Il legale in questione è stato accusato dalle aspiranti professioniste per aver assunto degli atteggiamenti molesti, insistenti e invadenti.

Il comportamento dell’uomo è stato talmente “fastidioso” che per il CNF ha generato una “pressante intromissione nella sfera altrui di quiete e libertà”.

A causa della condotta tenuta nei confronti delle ragazze l’avvocato professionista è stato sospeso per un anno. Ecco nel dettaglio quali sono le motivazioni che hanno portato il CNF a decidere per la sospensione del legale.

Avvocato sospeso per averci provato con le praticanti: i fatti

L’avvocato G.L. ha tenuto una condotta non professionale durante lo svolgimento dei colloqui per l’assunzione di una praticante. Lo ha ribadito il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza numero 2/2017 con la quale ha esaminato alcuni esposti pervenuti nei confronti dell’avvocato sospeso.

Diverse praticanti che si sono rivolte allo studio del legale con la speranza di accrescere le loro competenze, si sono lamentate per la mancanza di rispetto personale nei loro confronti e di quel rigore che si aspettavano dalla figura che si sarebbe dovuta occupare della loro formazione professionale.

Nel dettaglio, le accuse nei confronti del legale sono state mosse da:

  • la dott.ssa L.M. la quale dopo un colloquio di lavoro “poco professionale” con l’avvocato in questione ha deciso di svolgere il praticantato presso un altro studio, poiché più vicino alla sua abitazione. Il legale, una volta appresa la notizia, l’ha richiamata più volte e le ha offerto in locazione un alloggio nelle immediate vicinanze del suo studio. E come se non bastasse si è persino offerto di accompagnarla a casa tutte le sere;
  • la dott.ssa G.N. la quale ha riferito che durante il colloquio l’avvocato le ha posto “senza alcun motivo” la mano sulla spalle ed ha cominciato a farle delle domande riguardanti la sua vita sentimentale. Dopo che la ragazza ha detto di essere fidanzata, il legale ha avuto un atteggiamento più freddo e distaccato. Lo stesso atteggiamento è stato confermato da altre due aspiranti professioniste;
  • la dott.ssa R ha dichiarato che durante un colloquio con l’avvocato G.L. questo si è preso la libertà di toglierle gli occhiali e consigliandole di non metterli più perché senza “è più bella”. L’avvocato poi l’ha chiamata con insistenza anche nei giorni successivi al colloquio ed ecco perché la ragazza ha deciso di fare un esposto nei suoi confronti.

Avvocato sospeso per averci provato con le praticanti: le motivazioni del CNF

Anche se le condotte appena citate non riguardano direttamente l’esercizio della professione forense, queste hanno comportato comunque una lesione dell’immagine dell’avvocatura quale entità astratta e per questo l’avvocato è perseguibile deontologicamente.

Gli atteggiamenti molesti dell’uomo, infatti, hanno leso i doveri di probità, dignità e decoro, principi valevoli anche al di fuori dell’attività professionale. Motivo per cui il legale “latin lover” è stato sospeso per un anno dalla professione.

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