Non basta stare sotto i 130 km/h in autostrada per evitare le multe, bisogna sempre fare attenzione alla velocità.
Si discute spesso dei limiti di velocità, soprattutto quelli nelle autostrade, gli unici che si ipotizza di incrementare. Ciò però non vuol dire che l’autostrada debba trasformarsi in una pista di corsa. In Italia la velocità massima in autostrada è di 130 km/h, nella media dei Paesi europei, ma ciò non significa che non superarla sia sufficiente per evitare le multe.
Le sanzioni per la velocità in autostrada non riguardano soltanto il superamento dei 130 km/h, perché ci sono molte altre regole da rispettare per garantire la sicurezza della circolazione stradale, tant’è che puoi essere multato anche se viaggi a velocità ben inferiori al limite massimo. Molti conducenti si dimenticano presto delle regole imparate per il conseguimento della patente, trovando nelle corsie autostradali lo spazio per premere sull’acceleratore senza pensare alle conseguenze. Eppure, i limiti ci sono e non corrispondono nemmeno sempre alla velocità massima di 130 km/h. Rammentiamo quindi le regole principali.
I neopatentati in autostrada
La categoria dei neopatentati è una vera e propria eccezione alle normali regole sulla velocità. In autostrada, indipendentemente dal limite maggiore consentito sul tratto, chi ha la patente di guida da meno di 3 anni non può superare i 100 km/h (che scendono a 90 km/h sulle strade extraurbane principali). Non bisogna farsi confondere dai cartelli, i neopatentati devono rispettare regole speciali in ragione della minore esperienza alla guida (anche perché le sanzioni sono più severe, con la decurtazione dei punti raddoppiata).
Intralcio e velocità minima
Nelle autostrade con almeno tre corsie per ogni senso di marcia ci sono delle velocità minime da rispettare, oltre a quelle massime. In particolare, la corsia centrale non può essere percorsa a meno di 60 km/h mentre quella di sinistra chiede una velocità di almeno 80 km/h. Il mancato rispetto di queste regole, salvo che l’andatura lenta sia dovuta a impedimenti oggettivi come il traffico, comporta una sanzione da 42 a 173 euro.
La medesima multa viene applicata per qualsiasi infrazione legata alla velocità minima imposta dai proprietari della strada e debitamente segnalata dal cartello (è il segnale blu rotondo, con le cifre bianche). Non è tutto, perché la multa fino a 173 euro viene applicata anche a chi intralcia la normale circolazione stradale con un’andatura troppo lenta rispetto alle circostanze, indipendentemente dalla presenza di una velocità minima. È il caso di chi circola in autostrada a 30 km/h come in un centro abitato, tanto per fare un esempio, senza che ce ne sia la necessità.
Limiti inferiori
Indipendentemente dalle eccezioni citate, sui vari tratti autostradali del nostro territorio sono presenti molti limiti specifici e inferiori ai 130 km/h, dovuti alla conformazione della strada stessa, a eventi eccezionali o legati a casi specifici. Il restringimento della carreggiata dovuto ai lavori in corso, la scarsa visibilità dovuta a nebbia e pioggia, per esempio, possono imporre un’andatura più lenta del normale. Ecco perché è fondamentale controllare con la massima attenzione la segnaletica stradale e in ogni caso prestare attenzione alla strada.
La velocità deve necessariamente abbassarsi, a prescindere dai cartelli, quando c’è coda per il traffico o un incidente, per esempio. Non si può quindi pensare di poter circolare in autostrada a 130 km/h senza curarsi ulteriormente della velocità, perché sarebbe estremamente pericoloso (come i dati sugli incidenti ci dimostrano spesso e volentieri). Riprendendo l’esempio del paragrafo precedente, ci sono perfino tratti autostradali in cui il limite massimo è (provvisoriamente) fissato a 30 km/h, mentre con la nebbia fitta (con visibilità inferiore a 100 metri) la velocità massima consentita scende sempre a 50 km/h. È quindi sempre doverosa la prudenza.
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