Auto elettriche: la Cina punta alla leadership del mercato

La Cina non aveva un’industria automobilistica di alto livello. Poi sono arrivate le auto elettriche, e i cinesi ora puntano alla leadership del mercato.

Auto elettriche: la Cina punta alla leadership del mercato

L’auto elettrica sta cambiando drasticamente i rapporti di forza all’interno dell’industria automobilistica mondiale. Se per decenni a contendersi quote di mercato e primati tecnologici sono stati costruttori europei, giapponesi e americani, l’avvento della mobilità elettrica ha proiettato la Cina nell’olimpo dell’Automotive.

Dopo la morte di Mao, e con la fine dell’economia pianificata, alla fine degli anni ’70 la Cina ha iniziato ad aprirsi al libero mercato, pur con un forte controllo centralista del governo. E all’inizio degli anni ’80 l’industria automobilistica ha iniziato a guardare con interesse al vasto mercato cinese.

Condizione imprescindibile per qualunque azienda intenzionata ad impiantare la produzione in Cina era quella di stabilire una join venture con un’azienda locale. In questo modo - oltre a creare una forza lavoro specializzata - i partner cinesi delle aziende straniere hanno acquisito il know how necessario a sviluppare progetti propri.

Mercato auto cinese: da chimera al primo posto

La prima auto prodotta in Cina da un costruttore straniero fu una Volkswagen Santana, nel lontano 1979. Da allora il mercato automobilistico cinese è cresciuto, dapprima con numeri piccoli, poi via via più grandi fino a mettere il turbo nella seconda metà degli anni ’90.

E pensare che quando una delegazione della Shangai Automotive Corporation (Saic) atterrò a Torino nel 1982 per proporre una joint venure a Fiat, dal vertici del Lingotto si sentirono rispondere: “In Cina non avete le strade e quelle che ci sono sono intasate da milioni di biciclette. Dove pensate di metterle le auto”.

Dopo Torino i cinesi volarono in Germania dove ottennero maggiore attenzione, e oggi - non a caso - in vetta alla classifica dei marchi più venduti in Cina c’è Volkswagen. Quello cinese è un mercato strategico come evidenzia Euler Hermes, che prevede che il 95% della crescita attesa del mercato automobilistico mondiale da qui a cinque anni deriverà dai mercati emergenti, in particolare la Cina (47%) e l’India (13%).

Top Ten mercato cinese per produttori
Volkswagen 3.182.556
Honda 1.453.119
Chang’an Motors 1.441.165
Geely 1.224.129
Buick 1.206.361
Toyota 1.200.336
Wuling 1.172.387
Nissan 1.124.315
Bajoun e Saic Motors 1.015.762
Ford 931.203

Un mercato da circa 29 milioni di veicoli nuovi all’anno - quello cinese - con un incremento medio dell’ 8,6% registrato tra il 2012 e il 2017. E nonostante la leggera frenata degli ultimi mesi, la Cina si candida ad essere il primo mercato mondiale, con circa un terzo delle vendite globali di veicoli nuovi.

La crescita esponenziale delle auto elettriche in Cina

Il mercato automobilistico cinese per anni ha assorbito la produzione di veicoli a motore termico, ma già da qualche tempo il governo ha imposto una stretta sulle emissioni favorendo la diffusione dell’auto elettrica. Una decisione che ha imposto ai costruttori una decisa accelerazione nello sviluppo dei veicoli elettrici e delle batterie.

Se si guardano i numeri globali, il mercato cinese è impressionante. Facendo una media dei dati di vendita di EV riportati da Cleantechnica, InsideEvs e Ev-Sales, la Cina è in testa con 1.016.002 unità, circa la metà di 2 milioni di auto elettriche vendute nel mondo nel 2018. Poi vengono l’Europa e gli Stati Uniti con circa 300mila unità ciascuno.

A giocare un ruolo importante nella diffusione dell’auto elettrica, - sia in Cina che nel resto del mondo - sono anche i modelli cinesi. E infatti, dopo la Tesla Model 3, al secondo posto nelle vendite globali di EV c’è un modello made in China: la Baic EC. E dei 10 costruttori di auto elettriche più attivi su scala mondiale, ben 5 sono cinesi.

Top Ten dei costruttori di auto elettriche globali
Tesla 154.123
Byd* 137.436
Renault-Nissan-Mitsubishi 131.606
BMW Group 96.513
Baic Group* 91.029
Saic Group* 88.555
Geely Group* 77.997
Volkswagen Group 61.277
Hyundai-Kia 52.477
Chery* 44.091

*Produttori cinesi.

Il know how cinese nell’elettronica e nelle batterie

L’esperienza maturata lavorando a stretto contatto con le aziende straniere all’interno delle joint venture, ha permesso alle industrie cinesi di essere perfettamente in grado di sviluppare tecnologie proprie da immettere sul mercato. Ed è esattamente quello che è successo, in particolar modo con l’auto elettrica.

Ad inizio anni 2000 è iniziata la diffusione di auto economiche cinesi sui marcati globali. Si trattava delle brutte copie dei modelli occidentali, spesso con motori e dotazioni inadeguate. Ma la strategia cinese di puntare sull’auto elettrica si è dimostrata vincente, per due motivi sopra ogni altro.

In primo luogo, un veicolo elettrico è meccanicamente più semplice di uno termico. Basti pensare che il motore elettrico di una Chevrolet Bolt è composto da circa 24 elementi, mentre quello termico di una Volkswagen Golf da almeno 150 parti. Dunque, l’auto elettrica necessita di un minore impegno progettuale e di sviluppo.

In secondo luogo, la Cina ha già da molti anni una consolidata esperienza nello sviluppo e nella produzione di apparati elettronici e di batterie per computer, cellulari e gadget. Un’esperienza che le consente un grosso vantaggio competitivo nei confronti dei costruttori occidentali, questi ultimi con un’ esperienza pressoché nulla su questi temi.

La produzione di energia elettrica da batterie cinesi è 3 volte quella del resto del mondo
Cina 130,4 GWh
Resto del mondo combinato 42,4 GWh

Proprio sulle batterie degli EV si gioca una delle partite più complesse del mercato automobilistico. Ad oggi, oltre la metà di accumulatori per auto elettriche è prodotta in Cina, e non è un mistero che Pechino stia mettendo le mani sui giacimenti di litio in tutto il mondo. Un ulteriore tassello che potrebbe consegnare alla Cina il primato dell’auto elettrica.

Localizzazione della produzione mondiale di batterie a ioni di litio
Cina 56%
USA 14%
Germania 9%
Svezia 9%
Altri 14%

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