Auto elettriche, allarme concessionari. Riparazioni e rimborsi in garanzia sempre più lenti

Emanuela Ceccarelli

24 Luglio 2026 - 16:30

Allarme dei concessionari per i ritardi nelle riparazioni e nei rimborsi delle auto elettriche. Costi di riparazione alti e difficoltà con i nuovi marchi.

Auto elettriche, allarme concessionari. Riparazioni e rimborsi in garanzia sempre più lenti

La rapida diffusione dei veicoli elettrificati ha aperto il mercato a numerosi nuovi marchi emergenti. Tuttavia, questa evoluzione tecnologica e commerciale sta portando alla luce criticità logistiche che colpiscono direttamente chi possiede o intende acquistare un’automobile di nuova generazione.

Chi sceglie un veicolo elettrico si trova spesso a fare i conti con ritardi e ostacoli burocratici quando si tratta di far valere i propri diritti in fase di garanzia, trasformando la gestione della manutenzione in un percorso a ostacoli imprevisto.

Ritardi e problemi di garanzia con i nuovi marchi: cosa sta accadendo

Da ogni parte del mondo si stanno registrando crescenti difficoltà nell’ottenere tempestivamente l’autorizzazione per eseguire interventi di riparazione e assistenza sui veicoli, in particolare su quelli commercializzati da nuovi costruttori esteri inesperti riguardo alle normative locali a tutela dei consumatori. I proprietari di auto rischiano di rimanere bloccati per settimane o addirittura mesi senza un mezzo di trasporto in attesa di riparazioni, rimborsi o auto sostitutive.

In particolare, la situazione si complica quando il componente da sostituire è una batteria di grandi dimensioni per veicoli elettrici. Questi elementi possono essere trasportati solo via mare e, nel caso in cui non ci siano scorte in loco da parte dei produttori, il rischio è quello di allungare notevolmente i tempi di attesa per la ricezione dei pezzi di ricambio. Questa dinamica logistica costringe spesso i rivenditori a valutare l’opportunità di mantenere costosi componenti in magazzino per evitare mesi di fermo macchina per i clienti, affrontando un peso finanziario non indifferente.

Il nodo delle responsabilità e i costi per le concessionarie

Il cuore del problema risiede nel divario tra le responsabilità legali e il controllo pratico dei difetti. In molti casi, la responsabilità legale nei confronti del cliente finale ricade sul rivenditore, mentre la gestione tecnica e l’approvazione delle riparazioni dipendono interamente dalle case madri estere.

Questo meccanismo genera forti attriti, barriere linguistiche e lunghe attese per ottenere l’approvazione dei rimborsi. Inoltre, le richieste burocratiche sono estremamente complesse e rischiano di gravare finanziariamente sulle concessionarie. Di conseguenza, i rivenditori sotto pressione potrebbero trovarsi in difficoltà nell’offrire auto di cortesia o un supporto adeguato, con il rischio concreto di limitare i servizi di assistenza o di rifiutare la gestione di determinati interventi non coperti da flussi di rimborso certi.

Il conto nascosto delle riparazioni e l’impatto sui sinistri

Accanto alle difficoltà burocratiche con le case produttrici, emerge un altro fattore economico spesso sottovalutato da chi sceglie la mobilità a zero emissioni. Un’analisi condotta dalla società britannica AX su oltre 40.000 incidenti ha evidenziato che riparare un’automobile elettrica dopo un sinistro costa in media il 19,2% in più rispetto a un modello termico equivalente. I dati confermano inoltre che anche i tempi di fermo in officina si allungano, toccando una media di 25 giorni contro i 23 di un’auto a benzina o diesel.

Per quanto riguarda il divario economico, il problema è legato a due ragioni tecniche ben precise: la spesa elevata per i ricambi e la necessità di eseguire complesse operazioni di calibrazione dei sistemi di bordo anche per interventi di piccola entità. Inoltre, questa maggiore complessità si riflette anche sulle polizze assicurative, con premi kasko mediamente superiori del 13% rispetto alle vetture tradizionali. Non meno rilevante è anche la carenza strutturale di tecnici specializzati nell’alta tensione, una criticità che rischia di mantenere alti i prezzi e di rallentare ulteriormente gli interventi nei prossimi anni.

Le richieste per il futuro

Sempre più associazioni dell’industria automobilistica stanno chiedendo che siano proprio i governi e le istituzioni ad aggiornare le normative vigenti sulla tutela dei consumatori. L’obiettivo principale è quello di introdurre regole più rigide, trasparenti e adatte alla gestione dei veicoli moderni, imponendo ai produttori esteri standard di assistenza più efficienti, una catena di approvvigionamento dei ricambi localizzata e garanzie finanziarie adeguate a proteggere i diritti di chi acquista un’auto nuova o elettrica sul mercato attuale.