Aumento dei carburanti, le strategie dei Paesi UE contro i rincari

Laura Pellegrini

11 Marzo 2026 - 17:12

In Italia il prezzo dei carburanti è appesantito dalle imposizioni fiscali. Dopo i recenti aumenti, anche i Paesi UE adottano strategie per contenere i rincari.

Aumento dei carburanti, le strategie dei Paesi UE contro i rincari

Mentre in Italia il governo valuta l’introduzione delle accise mobili per contenere i prezzi di benzina e diesel, alcuni Paesi dell’Unione europea stanno adottando strategie diverse per limitare l’aumento dei prezzi dei carburanti. In generale, le politiche si concentrano su tre grandi strumenti: riduzione delle tasse, controllo dei prezzi e monitoraggio del mercato.

Storicamente l’Italia presenta dei prezzi più alti rispetto agli altri Paesi del Vecchio Continente proprio per la differente imposizione fiscale sui carburanti. Nel nostro Paese, infatti, le accise sul diesel superano i 63 centesimi al litro, mentre in Spagna - ad esempio - si fermano intorno ai 38 centesimi.

Perché negli altri Paesi europei i carburanti costano meno e quali sono le strategie che hanno adottato i singoli Stati UE per contenere i rincari legati al blocco dello stretto di Hormuz?

Come sono cambiati i prezzi dei carburanti in Europa

Il blocco dello stretto di Hormuz ha messo in ginocchio il commercio internazionale, in particolare lo scambio di benzina e diesel e il commercio del gas verso il Vecchio Continente. L’Europa, messa a dura prova da questo stop, ha iniziato a registrare un aumento dei costi dell’energia. Basti pensare che tra il 27 febbraio e il 5 marzo 2026 il gasolio in Europa è aumentato in media dell’1,4%, secondo i dati sul monitoraggio dei carburanti, superando la soglia dei due euro al litro (in Italia).

Diversa è la situazione negli altri Paesi europei, dove vige un sistema fiscale diverso e più agevolato. Francia, Germania e Spagna mostrano incrementi compresi tra l’1% e il 2%, mentre in Irlanda si registra l’incremento di prezzo più alto (fino a 1,98 euro al litro).

Per fronteggiare questa crisi energetica, i Paesi dell’UE hanno adottato strategie diverse che includono taglio delle tasse sui carburanti, rafforzamento dei controlli e fissazione di un tetto massimo ai prezzi di benzina e diesel. Vediamo nel dettaglio le strategie principali.

Il Portogallo taglia le accise per abbassare i prezzi

Una delle misure più diffuse per il contenimento dei prezzi di benzina e diesel è la riduzione delle accise o tasse sui carburanti. Una mossa che anche l’Italia sta mettendo in atto, con un decreto che potrebbe essere presto approvato dal Governo.

Sulla stessa linea anche il Portogallo ha deciso di ridurre le accise sul gasolio per andare incontro in particolare a coloro che lavorano nel settore dell’autotrasporto e muovono mezzi e materie prime su gomma. Le accise rappresentano una quota molto alta del prezzo finale del carburante in Italia e in Europa, quindi ridurle può avere un effetto immediato sul prezzo pagato dai consumatori. Di contro, però, questa strategia riduce le entrate fiscali dello Stato.

In Portogallo il prezzo del diesel è attorno a 1,59€/l e la benzina costa circa 1,68€/l.

La Francia intensifica i controlli ai distributori

Alcuni Paesi europei non sono intervenuti direttamente sul prezzo ma hanno rafforzato i controlli contro speculazioni o aumenti ingiustificati dei prezzi lungo la filiera. In Italia la Guardia di Finanza sta effettuando controlli a campione per accertare la situazione.

Anche la Francia ha adottato questa strategia puntando più sulla trasparenza del mercato piuttosto che sulla riduzione fiscale. L’obiettivo è quello di evitare che gli aumenti dei prezzi del petrolio vengano trasferiti in modo eccessivo ai consumatori.

In Francia la benzina si aggira intorno a 1,7–1,8€/l, con il diesel vicino a 1,69€/l.

Ungheria: fissato un tetto massimo ai prezzi

Infine, in Ungheria il governo è intervenuto direttamente contro gli aumenti stabilendo un prezzo massimo per benzina e diesel. Ciò significa che è stato fissato un limite al di sopra del quale i prezzi non possono salire:

  • per la benzina fino a 595 fiorini/litro ovvero circa 1,75€;
  • per il diesel fino a 615 fiorini/litro ovvero circa 1,81€.

Il tetto si applica solo ai veicoli immatricolati in Ungheria, quindi non sempre ai turisti o ai mezzi stranieri. Per finanziare questa misura, il governo ungherese può anche usare le riserve strategiche di petrolio.

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