Attenzione ai bonifici istantanei. Dietro alla comodità si nasconde una trappola perfetta

Alberto De Pasquale

25/05/2026

Trasferisce soldi in pochi secondi e rappresenta ormai quasi un terzo delle operazioni, ma la prudenza non è mai troppa: ecco perché.

Attenzione ai bonifici istantanei. Dietro alla comodità si nasconde una trappola perfetta

Pratico e veloce, ma anche oggettivamente rischioso proprio a causa dell’immediatezza, che in teoria ne è il punto di forza. In Italia il bonifico istantaneo è sempre più utilizzato, con una crescita continua e che ha avuto una decisa spinta nel corso del 2025, complice l’introduzione di obblighi per le banche che hanno reso questa modalità di pagamento ancora più appetibile e preferibile al bonifico ordinario.

Con commissioni che ormai non possono superare quelle previste per i bonifici tradizionali, sembrano esserci solo vantaggi dalla scelta di uno strumento che consente di trasferire somme di denaro con accredito in circa 10 secondi. Nonostante i controlli rafforzati negli ultimi tempi per evitare frodi e operazioni errate, si tratta pur sempre di una modalità irrevocabile: effettua un pagamento che non può essere annullato.

A tracciare la progressione del bonifico istantaneo è la Banca d’Italia. Come si può ben immaginare, ci troviamo ormai da tempo in un contesto generale di crescita consistente del ricorso agli strumenti di pagamento diversi dal contante e in particolare delle transazioni digitali. In prima fila, a guidare la nuova era dei pagamenti, ci sono naturalmente le carte di debito e le prepagate, che nel 2025 hanno rappresentato oltre il 71% dei pagamenti alternativi al contante. Tuttavia, non bisogna sottovalutare il ruolo dei bonifici, sempre più significativo: tramite bonifico Sepa istantaneo nel 2025 gli italiani hanno trasferito oltre 241 miliardi di euro. Ma per capire i termini dell’avanzata, bisogna quantificare il ricorso alla modalità istantanea sul totale dei bonifici.

L’impennata

Appena pochi anni fa, nel 2022, i bonifici istantanei rappresentavano soltanto tra il 4% e quasi il 6% del totale dei bonifici effettuati in un anno in Italia. Come illustrato nel grafico, i numeri sono rimasti relativamente bassi anche nel 2023, mentre nel 2024 si è assistito a una prima impennata e i bonifici istantanei hanno superato quota 10%, ossia un bonifico su dieci ha cominciato a essere istantaneo. Oggi ci troviamo su livelli molto più alti. Nel primo trimestre del 2025 i bonifici istantanei sono stati infatti pari al 18,1% dei bonifici complessivi disposti dagli italiani, al 21,7% nel secondo, al 24,9% nel terzo e al 28,7% nel quarto e ultimo trimestre dell’anno. In attesa di nuovi dati con la situazione aggiornata ai primi mesi del 2026, ci sono comunque tutti gli elementi per ritenere che ci sia stata un’ulteriore crescita, che porterebbe quindi il bonifico istantaneo a rappresentare circa un bonifico su tre effettuato oggi in Italia.

I bonifici istantanei in Italia I bonifici istantanei in Italia Quota di bonifici istantanei sul totale dei bonifici eseguiti per trimestre

I motivi della crescita

Il diffuso utilizzo rilevato nel 2025 non è casuale. A gennaio dello scorso anno è arrivato per tutte le banche dell’area Sepa (Single euro payment area), l’obbligo di consentire a ogni correntista di inviare bonifici istantanei con commissioni non superiori a quelle previste per i bonifici ordinari. In questo modo si è creato un grande incentivo a ricorrere a una modalità di pagamento che consente di trasferire denaro sostanzialmente in tempo reale, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, in tutti i paesi dell’area Sepa, in filiale o tramite home banking e app.

La sicurezza

Le novità, che come previsto hanno favorito questa modalità a livelli mai visti prima, sono state comunque accompagnate da rafforzate regole sulla sicurezza. Le banche devono ora verificare automaticamente la corrispondenza tra il nome del destinatario e l’IBAN indicato: in caso di discrepanza il cliente deve essere avvisato in tempo reale (anche se decidendo di confermare l’operazione, di fatto la banca è sollevata da ogni responsabilità). Il sistema mira così a ridurre gli errori e le frodi, ma resta un punto fermo. Il bonifico istantaneo è irrevocabile e quindi, una volta inviato, non può essere annullato: il denaro può essere recuperato solo con la collaborazione del destinatario. Niente di preoccupante quando è tutto in regola, ma insidioso nel caso ci sia qualcosa che non va.

D’altra parte, era stata la stessa Banca d’Italia, poco tempo fa, in un suo Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente, a sottolineare le insidie legate proprio al bonifico istantaneo. Per quantificare i rischi bisogna guardare al cosiddetto tasso di frode, ossia all’incidenza delle operazioni illecite sul totale delle operazioni. I bonifici nel complesso sono uno strumento di pagamento molto affidabile: nel primo semestre del 2025 appena lo 0,005% delle operazioni è risultata fraudolenta. Nel caso dei bonifici ordinari l’incidenza scende allo 0,002%, mentre per quelli istantanei sale allo 0,019%.

La buona notizia è che il tasso di frode dei bonifici istantanei risulta ora in significativa riduzione, se si pensa che nell’ultimo semestre del 2024 era stato dello 0,028%. Come spiegato da via Nazionale, «alla diminuzione può aver contribuito il rafforzamento delle misure di prevenzione e di sensibilizzazione della clientela attuate dai PSP con l’entrata in vigore della Instant Payment Regulation». Nel caso dei bonifici ordinari l’importo medio è di oltre 5 mila euro, mentre per quelli istantanei supera di poco i 1.600. Bisogna però fare attenzione: nonostante l’importo medio delle frodi sui bonifici istantanei sia più basso, il tasso di frode riferito al valore è significativamente più alto. Questo avviene principalmente perché i bonifici istantanei, essendo irrevocabili e accreditati in pochi secondi, rappresentano un bersaglio più appetibile prima che la vittima si renda conto dell’inganno.

Fonte

Banca d’Italia