Trasferisce soldi in pochi secondi e rappresenta ormai quasi un terzo delle operazioni, ma la prudenza non è mai troppa: ecco perché.
Pratico e veloce, ma anche oggettivamente rischioso proprio a causa dell’immediatezza, che in teoria ne è il punto di forza. In Italia il bonifico istantaneo è sempre più utilizzato, con una crescita continua e che ha avuto una decisa spinta nel corso del 2025, complice l’introduzione di obblighi per le banche che hanno reso questa modalità di pagamento ancora più appetibile e preferibile al bonifico ordinario.
Con commissioni che ormai non possono superare quelle previste per i bonifici tradizionali, sembrano esserci solo vantaggi dalla scelta di uno strumento che consente di trasferire somme di denaro con accredito in circa 10 secondi. Nonostante i controlli rafforzati negli ultimi tempi per evitare frodi e operazioni errate, si tratta pur sempre di una modalità irrevocabile: effettua un pagamento che non può essere annullato.
A tracciare la progressione del bonifico istantaneo è la Banca d’Italia. Come si può ben immaginare, ci troviamo ormai da tempo in un contesto generale di crescita consistente del ricorso agli strumenti di pagamento diversi dal contante e in particolare delle transazioni digitali. In prima fila, a guidare la nuova era dei pagamenti, ci sono naturalmente le carte di debito e le prepagate, che nel 2025 hanno rappresentato oltre il 71% dei pagamenti alternativi al contante. Tuttavia, non bisogna sottovalutare il ruolo dei bonifici, sempre più significativo: tramite bonifico Sepa istantaneo nel 2025 gli italiani hanno trasferito oltre 241 miliardi di euro. Ma per capire i termini dell’avanzata, bisogna quantificare il ricorso alla modalità istantanea sul totale dei bonifici. [...]
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