Attentato Arabia, l’Iran nega le accuse degli USA e si dice pronto alla guerra

Mario D’Angelo

16/09/2019

16/09/2019 - 18:49

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L’Iran smentisce Donald Trump, che lo accusa di essere il finanziatore degli attacchi al petrolio saudita. E lancia un avvertimento agli USA: le basi militari e portaerei americane presenti nella regione sono a portata di missile.

USA accusano Iran per attacchi petrolio Arabia

La mattina di sabato scorso un gruppo di droni dei ribelli yemeniti Houthi ha colpito quella che è stata definita la raffineria di più grande del mondo, di proprietà di Saudi Aramco. Poco dopo, la compagnia governativa ha messo un freno a metà della sua produzione quotidiana di barili, il 5% di quella mondiale.

Una mossa che ha fatto schizzare i prezzi del petrolio verso l’alto. Gli Stati Uniti hanno pochi dubbi, e hanno immediatamente accusato Teheran di aver aiutato i ribelli, suggerendo anche l’intervento militare.

Iran nega accuse, pronta all’attacco

Un portavoce del ministro degli Esteri iraniano ha detto che le accuse degli Stati Uniti erano “senza senso”, mentre un comandante dell’esercito ha detto che la Repubblica Islamica è pronta per una guerra a tutto campo.

Tutte le basi e le portaerei americane a una distanza non superiore ai 2.000 chilometri intorno all’Iran sono a portata dei nostri missili”, ha detto un’agenzia di stampa semiufficiale. Il tempismo dell’attacco, comunque, non è stato per nulla casuale, dato che Aramco era pronta per entrare in Borsa, in quella che sarebbe stata la più grande vendita di azioni di sempre. Ma secondo alcune fonti, per il ritorno alla capacità produttiva della settimana scorsa ci vorranno settimane.

Per il governo statunitense, ad essere state colpite sono 15 diverse strutture ad Abqaiq. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha detto che non ci sono prove che l’attacco provenga dallo Yemen, ma si è detto certo che sia stata Teheran. “Nel bel mezzo di tutti gli appelli alla de-escalation, l’Iran ha lanciato un attacco mai visto prima alle risorse energetiche del mondo”, ha detto Pompeo.

L’Iran avrebbe di certo un movente, di cui però è responsabile Washington, che ha lasciato l’accordo con il Paese sul nucleare e ha esteso le sanzioni sulla Repubblica.

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