Assegno sociale Inps, la guida: importi, requisiti e domanda

Simone Micocci

04/10/2021

04/10/2021 - 14:56

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L’assegno sociale (ex pensione sociale) è quella prestazione per il sostegno al reddito riconosciuta a chi non riesce a ottenere la pensione. Guida a importi e requisiti.

Assegno sociale Inps, la guida: importi, requisiti e domanda

L’assegno sociale - con un importo che viene ridefinito ogni anno - è quello strumento riconosciuto a coloro che al raggiungimento dell’età pensionabile (67 anni nel 2021) non hanno raggiunto i requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia e si trovano in una condizione economica di difficoltà tale da richiedere un intervento dello Stato.

Una definizione che ci dà maggiori dettagli su cos’è l’assegno sociale, mettendo subito in risalto due aspetti: il primo è che stiamo parlando di una misura di tipo assistenziale, mentre il secondo è che si tratta di una misura alternativa alla pensione.

Molti parlano dell’assegno sociale facendo riferimento alla pensione sociale: va detto, però, che utilizzare quest’ultimo termine non è corretto. L’assegno sociale, infatti, ha preso il posto della pensione sociale dal lontano 1996 ormai. Si tratta comunque di due misure che hanno la stessa finalità: garantire un’entrata mensile, un sostegno di cui vivere, a coloro che durante l’arco della vita lavorativa non sono riusciti a maturare il requisito contributivo richiesto per la pensione di vecchiaia, e che nel contempo non hanno altri redditi su cui poter contare.

E per coloro che invece altri redditi li hanno, ma comunque insufficienti per vivere una vita dignitosa, l’assegno sociale consiste in una sola integrazione. Ma va detto anche che in alcuni casi all’importo riconosciuto vengono aggiunte le cosiddette maggiorazioni sociali: nel rispetto di determinati limiti di reddito e requisiti anagrafici si può quindi contare su un aumento dell’assegno sociale.

Dopo le opportune premesse, vediamo di seguito quali sono i requisiti e le istruzioni per richiedere l’assegno sociale nel 2021 e qual è l’importo riconosciuto dall’INPS a chi presenta domanda.

Assegno sociale 2021: i requisiti per fare domanda INPS

Per richiedere l’assegno sociale 2021, la prestazione economica INPS conosciuta anche come pensione sociale, bisogna innanzitutto rispettare alcuni specifici requisiti, ovvero:

  • età, pari almeno a 67 anni;
  • cittadinanza (italiana o comunitaria);
  • residenza effettiva e dimora abituale in Italia;
  • requisiti reddituali (cittadini sprovvisti di reddito o con reddito inferiore ai limiti stabiliti dalla legge).

Per quanto riguarda i requisiti di reddito, possono presentare domanda e ricevere l’assegno sociale nel 2021 tutti i cittadini con reddito non superiore a 5.983,64€ annui se non coniugati o 11.967,28€ se coniugati.

Possono presentare domanda anche i cittadini comunitari ed extra-comunitari titolari di carta di soggiorno e i residenti in Italia in via continuativa da almeno 10 anni.

L’assegno sociale resta, come la pensione sociale, una prestazione di carattere assistenziale erogata dall’INPS in favore dei cittadini che versano in condizioni economiche disagiate e prescinde dal versamento dei contributi.

Ogni anno vengono controllati i requisiti del beneficiario, per valutare se si ha o meno diritto alla prosecuzione dell’erogazione.

Importo assegno sociale 2021

L’importo massimo dell’assegno sociale erogato nel 2021 è di 460,28€ e la prestazione è riconosciuta per 13 mensilità.

Hanno diritto all’assegno sociale in misura intera:

  • i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito;
  • i soggetti coniugati che abbiano un reddito familiare inferiore all’ammontare annuo dell’assegno, quindi 5.983,64€ nel 2021.

Hanno diritto all’assegno o pensione sociale in misura ridotta:

  • i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno;
  • i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno, dunque 11.967.28€ nel 2021.

    A seconda dei casi, quindi, spetta un importo pieno o una sola integrazione, con l’intento comunque di garantire alla persona un reddito annuo di almeno 5.983,64€.

Maggiorazione importo assegno sociale: chi ha diritto all’aumento

All’importo base dell’assegno sociale si aggiungono, in alcuni casi, le cosiddette maggiorazioni sociali.

Si tratta di due distinte tipologie di aumento, una disciplinata dalla legge n. 388/2000 e l’altra, l’incremento al milione, dalla legge n. 448/2001.

La maggiorazione di cui all’articolo 70, comma 1 della legge n. 388/2000, è pari ad un importo di 12,92€ al mese.

L’importo, riconosciuto in quota fissa e non soggetto a perequazione, viene corrisposto ai beneficiari della prestazione che percepiscono un reddito annuo inferiore a 6.145,75€. Accanto al reddito personale, per i soggetti coniugati viene considerato anche il reddito coniugale, che non dovrà essere superiore a 12.841,66€ per il 2021.

Come sopra anticipato esiste poi una seconda tipologia di maggiorazione, il meglio noto incremento al milione. A partire dal 2002, i soggetti con almeno 70 anni di età e che non superino determinati limiti di reddito, hanno diritto all’aumento della maggiorazione di base, che può arrivare ad un massimo di 191,46€ al mese.

Il limite di reddito individuale annuo per averne diritto per i soggetti non coniugati è pari a 8.469,63€, importo che sale a 14.447,42€ nel caso di pensionati coniugati.

Ricordiamo inoltre che in merito al requisito anagrafico di 70 anni previsto per il riconoscimento dell’incremento al milione, i pensionati con contributi versati presso qualsiasi fondo o gestione hanno diritto alla riduzione di un anno, e fino ad un massimo di cinque anni, per ogni cinque anni di contributi versati.

Assegno sociale 2021: redditi utili per calcolare il rispetto dei requisiti

Ai fini del calcolo della sussistenza dei requisiti per presentare domanda di assegno sociale, rientrano nel reddito utile:

  • redditi assoggettabili all’Irpef, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • redditi esenti da imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
  • redditi soggetti ad imposta sostitutiva (interessi postali e bancari; interessi dei BOT,CCT e di ogni altro titolo di Stato; interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni; etc.);
  • redditi di terreni e fabbricati;
  • pensioni di guerra;
  • rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  • pensioni dirette erogate da Stati esteri;
  • pensioni ed assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili, ai sordi;
  • assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Al contrario, non vengono presi in considerazione per il calcolo del reddito utile:

  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915/1918;
  • arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero.

Alla formazione del reddito utile (considerato al netto dell’imposizione fiscale e contributiva) concorrono quindi i redditi di qualsiasi altra natura, come i redditi derivanti da retribuzioni percepite per lavoro, le rendite agrarie e da fabbricati, le pensioni, ovvero tutti i redditi assoggettabili all’IRPEF.

Gli stessi redditi vengono valutati anche al fine di accedere alle maggiorazioni sociali di cui sopra.

Assegno sociale: compatibile con reddito e pensione di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, o pensione di cittadinanza per i nuclei composti da sole persone Over 67 (o da un Over 67 e altri componenti con grave disabilità), e assegno sociale sono compatibili tra di loro.

Attenzione però: compatibile non significa cumulabile. In poche parole è sì possibile beneficiare di entrambi, ma in tal caso il reddito o la pensione di cittadinanza vengono ridefiniti in base all’importo dell’assegno sociale riconosciuto.

Facciamo un esempio e prendiamo una persona sola di 67 anni con reddito zero, la quale percepisce dunque un assegno sociale d’importo pieno. Questa fa domanda di pensione di cittadinanza, la quale ha un importo mensile di 630,00€ per coloro che hanno reddito zero. Ebbene, nel caso specifico le due misure possono coesistere ma non sovrapporsi.

Questo significa che a fronte di un assegno sociale di 460,28€, viene riconosciuta un’integrazione di soli 169,72€, arrivando così ai suddetti 630,00€.

Assegno sociale: quando si perde?

L’assegno sociale si perde quando vengono a mancare i requisiti richiesti. Ad esempio, si perde qualora in un successivo momento il titolare dell’assegno matura il diritto alla pensione: si pensi, ad esempio, a chi raggiunge i 20 anni di contributi richiesti solo al compimento dei 68 o 69 anni, come pure a chi invece ricorre all’opzione contributiva così da accedere alla pensione di vecchiaia a 71 anni ma con 5 anni di contributi.

L’assegno sociale poi si perde quando viene a mancare il requisito economico. A tal proposito, ogni anno chi percepisce l’assegno sociale deve inviare il modello RED all’Inps (nel 2021 la scadenza è fissata al 1° marzo). Nel caso in cui da questo modello ne dovesse risultare un superamento delle suddette soglie reddituali, allora l’assegno sociale decade.

Ma attenzione: l’assegno sociale si perde anche qualora il suddetto modello non venga inviato entro la scadenza. Nel dettaglio, nei primi 60 giorni di ritardo l’Inps lo sospende, ma se neppure allo scadere del 60° giorno il modello risulta inviato allora l’assegno sociale decade e bisognerà fare una nuova domanda.

Assegno sociale 2021: come fare domanda

La domanda per richiedere l’assegno sociale nel 2021 può essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica, attraverso i seguenti canali:

  • sito web dell’INPS (accesso con PIN dispositivo, SPID, CIE o CNS);
  • contact center (803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico);
  • patronati e intermediari dell’INPS.

Nella domanda per richiedere la pensione sociale bisogna inserire i seguenti documenti:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.

In caso di ricovero infatti l’assegno viene ridotto:

  • del 50% se la retta è a totale carico dello Stato;
  • del 25% se la retta è pagata dall’interessato o dai familiari ed è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale;
  • nessuna diminuzione se la retta comporta una spesa superiore al 50% dell’assegno.

Se la domanda di assegno o pensione sociale viene rigettata, è possibile fare ricorso al Comitato provinciale dell’INPS entro 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di rigetto.

Attenzione: non è possibile richiedere gli arretrati dell’assegno sociale.

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